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Per aiutare il governo iracheno a sfuggire alle conseguenze della graduale uccisione dei pazienti e dei feriti di Camp Liberty, Martin Kobler rovescia la verità

Camp Liberty – Comunicato n. 65

-Temendo le risultanze di un’indagine imparziale, Martin Kobler copre la verità e tenta di rappresentare le risultanze di un’indagine, che non ha avuto luogo, in favore del governo iracheno, dipingendosi  così come noncolpevole.
-Non-interferenza da parte di agenti del Primo Ministro dell’Iraq negli affari dei pazienti, trasferimento delle apparecchiature mediche dei residenti a Camp Liberty e visite ospedaliere di dieci pazienti al giorno sono tre passi necessari per assicurare gli standard medici minimi.

A proposito della morte del membro dell’OMPI Behrooz Rahimian, l’Associated Press ha riferito: “la Missione delle Nazioni Unite in Iraq ha detto che i suoi osservatori hanno determinato che un ospedale che ha trattato un membro di un gruppo di esuli iraniani morto questa settimana in un campo di rifugiati presso Baghdad non ha considerato le sue condizioni di salute abbastanza  gravi da disporne il ricovero quando è arrivato per cure in novembre… La missione delle Nazioni Unite a Baghdad ha detto in una dichiarazione mercoledì  di ‘non avere alcuna indicazione finora che le cure siano state ostacolate dalle autorità irachene’.Essa ha notato che rappresentanti dei residenti rif ugiati hanno detto agli osservatori delleNazioni Unite che Rahimian‘ sembrava essere in buone condizioni fino al momento della morte’”.
Queste dichiarazioni sono delle montature, rovesciano la verità e costituiscono un tentativo di aiutare il governo iracheno a sfuggire dalle conseguenze di un crimine contro l’umanità, cioè la graduale uccisione di un rifugiato ammalato residente a Liberty.
L’UNAMI, sotto la supervisione di Martin Kobler,è ricorsa a tali dichiarazioni mentre il 25 dicembre, in una lettera al Segretario Generale dell’ONU, il rappresentante dei residenti di Camp Liberty descriveva dettagliatamente gli insormontabili ostacoli posti dal governo iracheno per le cure necessarie a Behrooz Rahimiane d evidenziava che il Rappresentante Speciale del Segretario Generale e l’UNAMI sarebbero stati in grado di prevenire questa e simili tragedie. Questa lettera, una copia della quale è stata contemporaneamente inviata a Kobler, chiedeva al Segretario Generaledi: “incaricare una delegazione imparziale di investigare sulla situazione dei campi Ashraf e Liberty e su come il governo dell’Iraq ha fatto soffrire fino alla morte Behrooz Rahimiane sta facendo la stessa cosa con altri pazienti e feriti”, aggiungendo:“Un’indagine imparziale è un requisito per prevenire che tale crimine si ripeta”.
Martin Kobler e l’UNAMI, terribilmente impauriti da quelle che sarebbero le conclusioni di un’indagine imparziale, stanno coprendo o capovolgendo la verità nel tentativo di rappresentare le risultanze di un’indagine che non è stata ancora condotta come favorevole al governo iracheno, così dipingendosi come non colpevolie scaricando la responsabilità sulla parte opposta per nascondere il proprio ruolo distruttivo. La realtà è che:
•         Il 25 novembre, agenti dell’intelligence iracheni, dipendenti dal Primo Ministro dell’Iraq, hanno minacciato i medici, maltrattato Behrooze il suo interprete e impedito il suo ricovero in un’unità di cura coronarica intensiva.
•         La sera del 25 novembre, l’interprete di Behrooz ha discusso con gli osservatori  responsabili dell’UNAM  il fatto che agenti impedissero il ricovero di Behrooz, e ha chiesto invano che la questione fosse risolta.
•         Il 26 novembre, il consulente legale dei residenti di Camp Liberty ha scritto in una relazione a Martin Kobler, al suo vice e ad altri funzionari dell’UNAMI:
“Le molestie nei confronti dei pazienti a Baghdad da parte di agenti dell’intelligence continuano. La scorsa notte uno dei pazienti, che era stato inviato da un medico della clinica all’ospedale di Yarmouk come caso di emergenza per un problema cardiaco, ha subito molestie da parte dell’agente dell’intelligence che lo aveva accompagnato.”
•         Il 26 novembre, in una lettera al responsabile per i diritti umani dell’UNAMI, Behrooz ha riferito della sua visita all’ospedale e delle molestie subite nonché del fatto che il suo ricovero era stato impedito dagli agenti dell’intelligence.  Una copia di tale lettera è stata data al sig.Kobler.
Certamente, il caso di Behrooz non è l’unico esempio. La privazione dei servizi medici come uno strumento di tortura fisica e psicologica dei residenti dei campi Ashraf e Liberty è stata praticata per anni e numerosi residenti sono già morti come conseguenza di tale pratica.
A Camp Liberty, da qualche tempo, oltre ad agenti di polizia, un membro del servizio di intelligence che fa capo al Primo Ministro dell’Iraq accompagna i pazienti in ospedale permolestarli. In dozzine di lettere, incontri e contatti durante gli ultimi mesi, rappresentanti dei residenti hanno sollevato invano con l’UNAMI e con il signor Kobler la questione dell’assedio medicoe del ruolo degli agenti del Primo Ministro nel molestare e maltrattare i pazienti.
Inoltre, il governo iracheno non ha permesso che le attrezzature mediche dei residenti, che essi avevano usato per molti anni ad Ashraf, fossero trasferite a Camp Liberty. Di conseguenza, i residenti sono stati privati delle cure minime che i medici del campo avrebbero potuto fornire.
Dal febbraio 2012, quando i residenti sono stati trasferiti a Camp Liberty, cioè in più di 10 mesi,sono stati portati in ospedale a Baghdad in totale 255 pazienti (mediamente, meno di una persona al giorno), il che è molto meno di quanto sarebbe stato necessario. Considerando che molte delle 1.132 persone che furono colpite durante gli attacchi del 2009 e del 2011 continuano a soffrire per le ferite, in pratica molti dei pazienti non avranno la possibilità di farsi visitare in ospedale.
Un atteggiamento equo e imparzialeda parte di Kobler avrebbe richiesto che egli non negasse la verità e, invece di tentare di coprire I crimini del governo iracheno, condannasse questo ingiusto assedio e la tortura fisica e psicologica dei pazientie ne riferisse al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Questo atteggiamento ingiusto e inumano è assunto mentre tutti i residenti di Camp Liberty sono richiedenti asilo, ‘individuals of concern’ (persone la cui protezione è definita di interesse per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e individui protetti ai sensi della Quarta Convenzionedi Ginevra, e le Nazioni Unite e il governo degli Stati Uniti sono responsabili per la loro protezione e sicurezza. Dopo il trasferimento del sesto gruppo di residenti a Camp Liberty (rinominato “Camp Hurriya”), il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato:
“Sollecitiamo la prosecuzione dei passi per rispondere alle preoccupazioni umanitarie sollevate a Camp Hurriya dai residenti. ….. Gli Stati Uniti incoraggiano tali sforzi e confermano il proprio impegno a operare per una soluzione delle questioni umanitarie a Camp Hurriya…. Gli Stati Uniti confermano anche il proprio impegno a sostenere la protezione e la sicurezza dei residenti durante il processo del loro trasferimento al di fuori dell’Iraq”.
Per prevenire catastrofi simili a quelle accadute in passato e la perdita di altre vite, la Resistenza iraniana chiede al Segretario Generale dell’ONUe al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di assumere misure immediate perché si provveda alle necessità mediche essenziali dei residenti di Camp Liberty, e specificamente chiede che:
1.      gli agenti del servizio di intelligence e dell’ufficio del Primo Ministro iracheno non interferiscano con gli affari ordinari dei pazienti;
2.      le attrezzature mediche dei residenti siano trasferite da Ashraf a Liberty per essere usate per migliorare le condizioni mediche dei 3.100 residenti in quel campo; e che
3.      ogni giorno mediamente 10 persone siano condotte in ospedale. In caso vi sia insufficienza di ambulanze, molte ambulanze che finora è stato impedito di portare da Ashraf a Camp Liberty, appartenenti ai residenti,possono essere usate a tale scopo. Il compenso per gli autisti sarebbe pagato dai residenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
28 dicembre 2012