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Parigi – Sindaci francesi riuniti in una conferenza contro l’estremismo religioso e in solidarietà con la Resistenza Iraniana

Maryam Rajavi: “Prolungare i colloqui sul nucleare fornendo al regime iraniano altro tempo, spinge la pace e la sicurezza mondiale verso un pericoloso precipizio”

L’ISIS è il sottoprodotto dell’appoggio del regime iraniano ad Assad e Maliki e delle loro atrocità. L’ISIS non può essere combattuto senza la cacciata di questo regime dalla regione

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, parlando ad una conferenza tenutasi nel 2° Distretto del Municipio di Parigi martedì 25 Novembre, dal titolo “I sindaci francesi contro l’estremismo religioso e in solidarietà con la Resistenza”, ha detto: “Una dilazione di sette mesi nei colloqui sul nucleare, fornisce al regime iraniano altro tempo per portare la pace e la sicurezza regionale e mondiale, verso un pericoloso precipizio”.

“Non essere riusciti a raggiungere un accordo dopo un anno di negoziati, dimostra che il regime iraniano è talmente debole e vulnerabile che, nonostante le concessioni ingiustificate dell’Occidente, non è in grado di abbandonare il suo progetto per la costruzione della bomba atomica. Questa vulnerabilità si è aggravata dalla rimozione dal potere del suo protetto Maliki”, ha aggiunto.

Maryam Rajavi ha sottolineato che alle base del fallimento del nuovo giro di colloqui sul nucleare c’è “L’abbandono delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU durante l’ultimo anno”. “L’altro aspetto di questo atteggiamento assolutamente debole, è stato il vergognoso silenzio verso le orrende violazioni dei diritti umani in Iran e l’ingerenza criminale di questo regime nella regione. Questa indifferenza dei governi ha segnato il destino del popolo iraniano e delle altre nazioni della regione”, ha aggiunto.

Questa conferenza si è tenuta su invito del “Comitato dei Sindaci Francesi in Difesa di Ashraf” costituito da 14.000 sindaci e funzionari eletti francesi.

“La piena attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, la totale interruzione dell’arricchimento dell’uranio e le ispezioni a sorpresa di tutti i centri e siti sospetti, sono i soli strumenti per bloccare il cammino del regime iraniano verso la bomba atomica. Ciò è impossibile da garantire senza una politica decisa che metta in atto sanzioni globali. Allo stesso tempo questa politica deve riconoscere la volontà del popolo e della resistenza iraniana di ottenere un cambio di regime”, ha sottolineato Maryam Rajavi nel suo discorso.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha definito l’ISIS un sottoprodotto dell’appoggio dei mullah a Bashar Assad e a Maliki, delle politiche settarie, della repressione e dell’emarginazione di una vasta parte delle popolazioni irachena e siriana, messa in atto da Maliki e Bashar Assad per conto dei mullah al potere in Iran.

Maryam Rajavi ha messo in guardia contro quella pericolosa politica che continua ad ignorare i crimini del regime iraniano e delle sue milizie in Iraq e Siria. “Sebbene la cacciata del regime iraniano dalla regione, in particolare da Siria e Iraq, sia il requisito fondamentale per risolvere la crisi, alcuni presentano il regime teocratico come un alleato nella lotta contro l’ISIS commettendo: o un errore involontario o un atto in linea con i loro stessi interessi. Ma coinvolgere i mullah nella crisi in Iraq non servirà né a fermare la corsa alla bomba atomica del regime, né metterà fine all’ISIS. Al contrario, alimenterà la macchina del terrore dell’ISIS, dato che la presenza del regime iraniano nella regione intensifica i conflitti settari”, ha detto.

Nella Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, Maryam Rajavi ha salutato tutte le donne iraniane che stanno opponendo resistenza alla barbarie dei mullah dicendo: “In risposta al malcontento popolare e al montare delle proteste i mullah stanno facendo ricorso ad una barbara repressione, diretta in particolare contro ragazze e donne indifese, alle esecuzioni pubbliche e all’impiccagione di una persona ogni otto ore. Ciò prova il fatto che il presidente del regime, Hassan Rouhani, non è nemmeno riuscito a fingere di essere un moderato”.

Oltre a Maryam Rajavi, molti sindaci francesi hanno parlato alla conferenza, tra questi: 

Jean-François Legaret, sindaco del 1° Distretto di Parigi e co-presidente del Comitato dei Sindaci Francesi in Difesa di Ashraf; Jacques Boutault, sindaco del 2° Distretto di Parigi; Alain Néri, Presidente del Comitato Francese per un Iran Democratico (CFID) al Senato; Jean-Pierre Béquet, membro del Consiglio Provinciale della Val d’Oise; Sylvie Fassier, sindaco di Le Pin; Céleste Lett, membro del Parlamento nazionale e vice-sindaco di Sarreguemines; Jean Lassalle, vice-sindaco di Oloron-Sainte-Marie; Yves Bonnet, governatore onorario e Bruno Macé, sindaco di Villiers Adam.

I sindaci, appartenenti a tutto l’arco politico francese, hanno espresso la loro solidarietà alla lotta della Resistenza Iraniana per la libertà, la democrazia e il secolarismo ed hanno emesso un comunicato in cui dichiarano:

Dato che la minaccia del fondamentalismo religioso “ha ora raggiunto anche le nostre città, si richiede una maggiore mobilitazione. Sappiamo bene che in oltre 30 anni di governo fondamentalista religioso in Iran, questo ha perseguitato i suoi abitanti ed ha diffuso il fondamentalismo islamico. Il Comitato chiede al governo francese di aumentare la sua vigilanza verso le attività delle reti fondamentaliste legate al regime iraniano in Francia”. Sottolineando la solidarietà dei 14.000 sindaci e funzionari eletti nei confronti della Resistenza Iraniana e dei residenti di Ashraf e Camp Liberty, la dichiarazione chiede al governo di “utilizzare la sua influenza sul Governo dell’Iraq, all’Unione Europea e alle Nazioni Unite, per garantire protezione agli oltre 2700 dissidenti iraniani rifugiati a Camp Liberty, sottoposti alla persecuzione delle forze sotto l’influenza di Tehran,  per rimuovere il blocco sanitario al campo e per porre il campo sotto la supervisione dell’UNHCR come un campo per rifugiati”.

La dichiarazione dei sindaci ha condannato l’aumento delle violazioni dei diritti umani durante la presidenza di Rouhani ed ha sottolineato che i colloqui sul nucleare “non dovranno oscurare la triste realtà dell’Iran …. di fronte agli orrori del regime iraniano, c’è una resistenza che merita il nostro rispetto e il nostro appoggio…. la volontà di far apparire normale la tirannia rappresentata dal cosiddetto primo ‘Stato Islamico’ della regione, può scatenare il fondamentalismo. Il Comitato chiede al governo di non allentare la sua sorveglianza e di opporsi a qualunque concessione di fronte alle ambiguità del progetto nucleare clandestino del regime iraniano”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

25 Novembre 2014

 

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