lunedì, Gennaio 30, 2023
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Iran – Maryam Rajavi: “Il fallimento di anni di negoziati, lasciano aperta la via ai mullah per acquisire la bomba atomica ”

“Il fallimento di anni di negoziati, una dilazione di sette mesi per dei negoziati infiniti, ignorare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, lasciano aperta la via ai mullah per acquisire la bomba atomica e rappresentano una grave minaccia per la pace e la sicurezza mondiale”

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha commentato il fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e le cinque potenze e il fascismo religioso al potere in Iran, dovuto alle concessioni ingiustificate fatte al regime e alla flessibilità esercitata nell’affrontarlo e ha detto: “Ignorare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e prolungare questi negoziati infiniti con il regime iraniano, lasciano la via aperta all’acquisizione della bomba atomica, cosa che viene considerata dai mullah ‘una garanzia di sopravvivenza’ per il regime”.

Continuare dei negoziati che vanno avanti da 12 anni, invece di mostrare decisione ed inasprire le sanzioni, equivale ad intraprendere un cammino che porterà inevitabilmente alla bomba atomica. Questa è la replica delle stesse politiche e degli stessi errori che hanno portato i mullah così vicini alla bomba atomica.

Maryam Rajavi ha aggiunto che il regime medievale dei mullah, invischiato in una crisi interna e che teme le conseguenze dell’abbandono del suo programma sulla bomba atomica, secondo i limiti posti da Ali Khamenei, si rifiuterà di firmare un accordo globale che gli impedirebbe di ottenere la bomba. Questa, insieme al predominio in Iraq, è vitale per il regime, Padrino dell’ISIS e banchiere internazionale del terrorismo. Concedere altri sette mesi al regime gli fornirà solo ulteriori possibilità di ottenere la bomba.

Maryam Rajavi ha sottolineato che lo scorso anno il regime teocratico, sotto la pressione delle sanzioni internazionali, dell’isolamento interno e delle rivelazioni sul suo programma sulle armi nucleari fatte dalla Resistenza, è stato costretto a fare un passo indietro e a firmare gli accordi di Ginevra. Le numerose, ingiustificate concessioni da parte dei governi occidentali hanno incoraggiato il regime. Questo è il risultato del vergognoso silenzio nei riguardi delle enormi violazioni dei diritti umani in Iran, tra cui vi sono le aggressioni con l’acido contro le donne e le esecuzioni quotidiane in tutto l’Iran, nei riguardi dell’esportazione del terrorismo e dell’occupazione di Iraq, Siria, Libano e Yemen.

Maryam Rajavi ha ricordato che dopo gli accordi di Ginevra aveva dichiarato che “l’ampiezza del passo indietro del regime e l’abbandono delle armi nucleari, nonché il rispetto dei suoi obblighi internazionali, dipendono esattamente dal grado di decisione e di fermezza della comunità internazionale nei confronti delle diaboliche intenzioni del regime e della sua intrinseca natura ingannevole… Qualunque indulgenza, esitazione o concessione da parte della comunità internazionale, spronerà Khamenei a marciare di nuovo verso la fabbricazione di armi nucleari attraverso inganni e imbrogli”.

Maryam Rajavi ha ribadito che la piena attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ed in particolare la totale interruzione delle attività di arricchimento dell’uranio, l’accettazione del protocollo integrativo ed il libero accesso per gli ispettori ai siti e alle installazioni sospette del regime, sono cruciali per garantire che il regime abbandonerà i suoi tentativi di acquisire la bomba atomica. L’esperienza ha dimostrato che tali risultati possono essere raggiunti solo con decisione e politiche globali, sanzioni sul petrolio e sulle armi e con la cacciata dell’Iran da Iraq, Siria, Yemen e Libano.

Un rapporto del Comitato Internazionale “In Search of Justice” pubblicato la scorsa settimana, indica chiaramente che il programma nucleare del regime iraniano ha avuto sin dal principio scopi militari e che tutte le sue attività apparentemente a scopi civili devono contribuire alla costruzione della bomba atomica. Il regime non ha mai parlato volontariamente di queste attività all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica nell’ambito del Trattato di Non Proliferazione, ed è stata la Resistenza Iraniana a rivelare per prima il programma del regime.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

24 Novembre 2014

 

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