mercoledì, Novembre 30, 2022
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Parigi – “Free Iran” con centinaia di illustri personalità, parlamentari e rappresentanti eletti di cinque continenti

Maryam Rajavi: “Le manifestazioni e le proteste hanno invaso l’Iran. Entrambe le fazioni sono giunte alla fine. La vittoria è inevitabile e l’Iran sarà libero”

L’eccezionale gran raduno annuale degli iraniani e dei sostenitori della Resistenza Iraniana si è tenuto a Parigi il 30 Giugno 2018. “Free Iran” ha visto la presenza della Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi, di centinaia di illustri personaggi politici e di statisti dei cinque continenti.

Nel suo intervento alla conferenza Mayam Rajavi ha puntualizzato: “Una generazione appassionata e assetata di libertà è sorta per impadronirsi di tutto il paese e per sottrarre l’Iran ai suoi occupanti, i mullah. I lavoratori della Haft-Tapeh, gli operai delle acciaierie, gli agricoltori di Varzaneh, i giovani di Kazerun, gli autisti e gli imprenditori di tutto il paese, i commercianti dei Bazaar, i giovani di Lalehzar, Ferdowsi, Shoush, Mellat ed Ekbatan a Teheran hanno mostrato un enorme coraggio nell’affrontare le crudeli forze di sicurezza. Questa è la lotta della nazione iraniana. La caduta del regime è inevitabile. La vittoria è certa e l’Iran sarà libero. La prospettiva di un Iran senza i mullah e lo Scià è imminente. La cosiddetta soluzione interna al fascismo religioso è divenuta vana e vuota. La popolazione ribelle e i giovani hanno posto fine ad un’era di falsità per entrambe le fazioni del regime”.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “Negli ultimi sei mesi il popolo iraniano, di ogni nazionalità ed etnia, ha scatenato le proteste nonostante una enorme repressione. La società si trova in una situazione esplosiva. Le posizioni di Khamenei sono crollate drammaticamente ed ha perso ogni legittimità. Le Guardie Rivoluzionarie sono state colpite dalle defezioni. I mullah hanno perso il sostenitore più importante della politica di accondiscendenza, vale a dire gli Stati Uniti. Una valanga di continue sanzioni li sta colpendo pesantemente. E il segnale più importante della fase del rovesciamento dei mullah è il legame tra la furia del popolo e il movimento di Resistenza organizzata, quello che i leaders del regime hanno sempre temuto”.

Sul futuro Iran libero Maryam Rajavi ha detto: “Noi chiediamo il ristabilimento di una società basata sulla libertà, sulla democrazia e sull’uguaglianza. Noi abbiamo difeso e difenderemo la parità di genere, il diritto di scegliere liberamente il proprio abbigliamento, la separazione tra religione e stato, l’autonomia delle varie etnie, una politica equa e diritti sociali per tutti i cittadini dell’Iran, l’abolizione della pena di morte, la libertà di espressione, dei partiti, dei media, di assemblea, libertà per le organizzazioni, per le associazioni, per i comitati e i sindacati. Noi sposiamo la causa di un Iran non-nuclearizzato che promuoverà la coesistenza pacifica con i suoi vicini e accoglierà la collaborazione regionale e internazionale”.

Ed ha proseguito dicendo: “In questo cammino, il primo passo da fare è trasferire la sovranità al popolo dell’Iran. Confidando nel popolo iraniano e in una base popolare, si può evitare il caos e il disordine, salvaguardando l’integrità dell’Iran e degli iraniani, rendendolo una nazione fiera. In base al programma del CNRI, dopo la caduta del regime verrà formato un governo provvisorio della durata di sei mesi, il cui compito primario sarà la creazione di un’assemblea costituente attraverso libere elezioni, con il voto generale, diretto, equo e segreto. Questa assemblea costituente dovrà redigere la costituzione della nuova repubblica entro due anni e sottoporla al voto. Dovrà anche creare le istituzioni principali della nuova repubblica basandosi sul voto del popolo”.

La Presidente eletta del CNRI ha poi sottolineato: “16 anni fa, la Resistenza Iraniana ha adottato il piano sul Fronte Nazionale di Solidarietà per il Rovesciamento della Dittatura Religiosa al Potere, dichiarando di essere pronta a collaborare con tutte le forze che vogliono una forma di governo repubblicana, che si impegnano al rifiuto totale del regime del velayat-e faqih e che lottano per un Iran democratico e indipendente, basato sulla separazione tra religione e stato”.

Cinque reportage video sulla massiccia campagna intrapresa in varie zone di Teheran e nelle città di tutto il paese, dai giovani iraniani e dai sostenitori del PMOI e della Resistenza Iraniana, nei quali dichiarano il loro sostegno alla conferenza Free Iran, sono stati alcuni dei momenti più commoventi del raduno, applauditi entusiasticamente dal pubblico.

Tra le illustri personalità che hanno parlato a questa grande conferenza ci sono stati: dagli Stati Uniti, Rudy Giuliani, candidato alle presidenziali americane ed ex-Sindaco di New York, Newt Gingrich, candidato alle presidenziali americane ed ex-portavoce della Camera dei Rappresentanti, il Governatore Bill Richardson, Michael Mukasey, ex-Procuratore Generale, Louis Freeh, ex-Direttore del FBI e il Gen. George Casey, ex-Capo di Stato Maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, Stephen Harper e John Baird, ex-Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Canada, Bernard Kouchner e Philippe Douste-Blazy, ex-Ministri degli Esteri e Rama Yade, ex-Ministro per i Diritti Umani, dalla Francia, l’Ambasciatore Giulio Terzi, ex-Ministro degli Esteri italiano, Sid Ahmad Ghozali, ex-Primo Ministro d’Algeria, Eduard Lintner, ex-vice Ministro degli Interni tedesco, la Rt Hon. Theresa Villiers, ex-Segretario di Stato dell’Irlanda del Nord, Michèle de Vaucouleurs e Philippe Gosselin, parlamentari francesi, il Senatore Roberto Rampi, in rappresentanza della delegazione italiana, Anna Fotyga, ex-Ministro degli Esteri della Polonia e membro del Parlamento Europeo, Pandeli Majko, Ministro dello Stato ed ex-Primo Ministro d’Albania, Ben-Oni Ardelean, vice-Presidente della Camera dei Deputati della Romania, Saleh al-Qalab, ex-Ministro per la Divulgazione della Giordania e Nazir Hakim, Direttore Generale della coalizione dell’opposizione siriana.

La delegazione del Regno Unito ha consegnato a Maryam Rajavi una targa, per esprimere il suo appoggio alla Resistenza Iraniana da lei guidata e al suo piano in dieci punti per un Iran libero.

Decine di dichiarazioni di illustri personalità e personaggi politici, di delegazioni parlamentari europee e di importanti leader religiosi di vari paesi sono state espresse a Maryam Rajavi a sostegno delle proteste iraniane e della resistenza organizzata, nonché all’alternativa democratica rappresentata dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

Oltre alla partecipazione alla conferenza di importanti politici americani, è stata presentata una dichiarazione firmata da 33 illustri personalità americane tra cui il Senatore Joseph Lieberman, ex-candidato alla vice-presidenza, il Generale James Jones, Consigliere per la Sicurezza Nazionale con il Presidente Obama ed ex-Comandante della NATO, Edward Rendell, ex-Presidente del DNC e Governatore della Pennsylvania e Tom Ridge, ex-Segretario per la Sicurezza Interna ed ex-Governatore della Pennsylvania. La dichiarazione in parte recita: “Noi riteniamo che un cambiamento democratico in Iran servirebbe molto di più di qualunque altro singolo evento a creare stabilità e calmare i fuochi dell’estremismo nella regione… Il movimento di resistenza ha dimostrato di avere radici profonde nella società iraniana, la sua determinazione di fronte in circostanze difficili in maniera inimmaginabile, la sua impressionante capacità organizzativa e la sua abilità nel rivelare i segreti che Teheran è determinata a tenere nascosti al popolo iraniano e al mondo esterno”.

Più di 50 vescovi di Inghilterra, Scozia e Galles, insieme ai due terzi dei leaders religiosi presenti nella Camera dei Lords britannica, alla guida di migliaia di chiese in tutto il Regno Unito e 78 capi della chiesa statunitense, si sono uniti al Reverendissimo Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, nella sua dichiarazione di condanna delle palesi violazioni dei diritti umani commesse in Iran, in special modo contro i diritti delle minoranze religiose che subiscono una situazione dolorosa. I firmatari hanno esortato la comunità internazionale a condizionare qualunque miglioramento delle relazioni con l’Iran, alla fine dell’oppressione delle minoranze e alla cessazione delle esecuzioni in Iran.

Jean-Francois Legaret, Sindaco del 1° arrondissement di Parigi, era accompagnato alla conferenza Free Iran da 100 sindaci francesi e da rappresentanti eletti, dove ha annunciato il sostegno di migliaia di loro colleghi in solidarietà con la Resistenza del Popolo Iraniano e le proteste contro la dittatura dei mullah.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
30 Giugno 2018

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