
Rivolte in Iran – No. 184
Domenica 1° Luglio, i familiari dei detenuti si sono riuniti di fronte al quartier generale della polizia chiedendo il rilascio dei loro figli e parenti.
Durante la notte, gli abitanti e i giovani di Ahwaz, Abadan, Mahshahr, Karoon e Khormoussa hanno protestato a sostegno delle rivolte di Khorramshahr. I giovani di Ahwaz hanno iniziato la loro manifestazione a Naderi Street gridando slogan come: “A morte il dittatore!”, “La mia vita per il (fiume) Karoon!”, “La gente di Khorramshahr ha sete!”, “Sì! Sì alla rivoluzione!”.
A Khormoussa, nonostante la massiccia presenza degli agenti di polizia, la gente ha protestato al grido di “La mia vita per Khorramshahr!”.
Ad Abadan, le manifestazioni popolari scoppiate nel distretto di Selich si sono trasformate in scontri. La polizia repressiva ha circondato questa zona di Abadan. Gli agenti anti-sommossa sono stati dispiegati in massa sul ponte della città ed hanno chiuso le strade, impedendo alla gente di spostarsi.
Le manifestazioni dei giovani coraggiosi di Khorramshahr sono state attaccate dalle Guardie Rivoluzionarie e dagli agenti anti-sommossa sabato notte. Nonostante la massiccia presenza di tutti i tipi di forze repressive, questi giovani coraggiosi le hanno affrontate gridando “A morte Khamenei!”, “A morte la repubblica islamica!”, “A morte Rouhani!”, “Cannoni, carri armati, bombe, i mullah se ne devono andare!”, “Niente paura! Niente paura! Siamo tutti insieme!”, “Acqua melmosa, acqua salata per colpa di autorità stupide!”. L’attacco dei mercenari contro questi giovani furiosi ha portato a scontri nelle strade. Molti sono rimasti feriti e alcuni sono stati colpiti dagli spari e dai lacrimogeni. I manifestanti hanno affrontato le forze repressive senza armi, bruciando bidoni della spazzatura e copertoni per bloccare la strada ai mercenari, ai quali hanno rilanciato i loro lacrimogeni. Gli spari sono stati uditi in tutta la città per molte ore. Gli agenti delle forze repressive hanno danneggiato il nuovo ponte di Khorramshahr, distruggendo i negozi e le proprietà degli abitanti per aprire la via ad ulteriori repressioni. Un veicolo dell’unità speciale anti-sommossa è stato dato alle fiamme dai giovani furiosi.
Agenti in borghese e dell’intelligence del regime, hanno arrestato arbitrariamente decine di persone sabato sera e domenica mattina, durante un’irruzione nelle case di vari quartieri della città.
Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha salutato la popolazione e i giovani di Khorramshahr e delle altre città della provincia del Khuzestan, definendo gli spari contro gli abitanti indifesi di Khorramshahr e la repressione delle loro legittime proteste, un esempio di crimine contro l’umanità ed ha chiesto un intervento immediato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Ha poi chiesto al popolo iraniano, ed in particolare ai giovani coraggiosi della provincia del Khuzestan, di appoggiare le proteste di Khorramshahr.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1° Luglio 2018


