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Oslo: Appello per una politica decisa nei confronti di Tehran e per un’azione immediata per proteggere gli esuli iraniani in Iraq

OSLO, 26 Febbraio 2014 /PRNewswire/ — In una conferenza di due giorni tenutasi ad Oslo, Norvegia, i membri della diaspora iraniana di tutti in paesi nordici ed illustri personalità internazionali hanno discusso questioni di comune interesse per loro e tutta la comunità mondiale: le ambizioni nucleari dell’Iran, la situazione dei diritti umani con Hassan Rouhani, l’ingerenza dell’Iran in Siria, lo status dei rifugiati iraniani in Iraq.

 

Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), che risiede a Parigi e si trovava ad Oslo su invito del Parlamento Norvegese, è stata l’oratore principale nei due eventi.

Maryam Rajavi ha affermato che Tehran ha fatto un passo indietro dai suoi sforzi di ottenere le armi nucleari, solo a causa della pressione sociale ed internazionale. Ha sottolineato che solo attraverso una politica ferma della comunità internazionale, che comprenda sanzioni più dure, l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e del Protocollo Integrativo, le ispezioni a sorpresa e la chiusura di tutti i siti atomici del regime, si potrà impedire ai terroristi al potere in Iran di acquisire le armi nucleari.

Nell’affrontare la questione della minaccia immediata su Camp Liberty, Maryam Rajavi ha chiesto un’azione urgente per garantire protezione e sicurezza ai residenti di Liberty, tutti persone protette secondo le Convenzioni di Ginevra. Questo, ha detto, è indispensabile per evitare l’avverarsi di una catastrofe umanitaria.

Circa 3000 membri dell’opposizione iraniana del PMOI/MEK Camp Liberty risiedono a Camp Liberty e vivono nella paura costante di nuovi attacchi da parte del governo di Nouri al-Maliki che agisce per conto di Tehran.

Queste conferenze seguono a ruota l’accordo provvisorio sul nucleare tra i P5+1 e il regime iraniano e mentre si avvicina il momento per le due parti di giungere ad un accordo esaustivo sul programma per armi nucleari del regime nel 2014: un grave problema per la comunità internazionale.

La questione dell’Iran e della politica da adottare nei confronti del regime è divenuta urgente e centrale per la comunità internazionale.

Questi meeting giungono anche subito dopo il rapporto delle Nazioni Unite che parla di almeno 80 persone, ma forse fino a 95, giustiziate in Iran solo quest’anno, un incremento nell’uso della pena di morte che ha smorzato le speranze di riforme nel campo dei diritti umani con il Presidente Hassan Rouhani.

Gli oratori della conferenza di Oslo di lunedi, che si è tenuta nel prestigioso Nobel Institute, sono stati: Patrick Kennedy (U.S.A. Rep.), figlio del defunto Senatore Edward Kennedy e nipote del Presidente John F. Kennedy; Kjell Magne Bondevik, ex-Primo Ministro norvegese, Geir Haarde, ex-Primo Ministro islandese; politici norvegesi di diversi partiti politici e Kimmo Sasi, membro del parlamento finlandese.

L’evento di martedi è stato la prima convention di comunità iraniane nei paesi nordici.

Oltre ai delegati delle comunità iraniane dei paesi nordici, tra gli oratori c’erano anche Christian Norheim, parlamentare norvegese e Juku-Kalle Raid membro del parlamento estone.