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On. Antonio Tasso: Io ebbi l’onore di conoscere Madame Rajavi al grande raduno dello scorso anno a Parigi ed ammirai il suo carisma di leader 

Intervento dell’On. Antonio Tasso al grande Raduno annuale della Resistenza Iraniana ad Ashraf 3 in Albania 13 luglio 2019

Madame Rajavi, Illustri rappresentanti, distinti ospiti, cari amici Iraniani.

E’ un grandissimo onore per me partecipare ad un tale evento, poiché ci riuniamo per celebrare la libertà di parola, libertà di pensare, di condividere idee.

E’ la seconda volta che vengo qui e Ashraf 3 è ancora più bella ed operativa. Congratulazioni. Il miglioramento fatto con i vostri sforzi per raggiungere il vostro sogno è chiaro ed evidente. Un sogno guidato da una donna coraggiosa, la Presidente Maryam Rajavi, simbolo e speranza del popolo iraniano.

Io ebbi l’onore di conoscere Madame Rajavi al grande raduno dello scorso anno a Parigi ed ammirai il suo carisma di leader e i 10 punti del programma per un Iran libereo in ogni occasione in cui ho avuto la possibilità di unirmi a voi ho compreso di essere migliorato, con preziose conoscenze aggiunte e speranze che definiscono i percorsi da guardare in futuro.

Alle volte quando provo ad ottenere una risposta a complesse domande come quale politica o governo possa garantire, o provare a garantire, una società più sana e felice, comincio ad indagare nella storia perché se esiste una possibilità infinitesimale di predire il futuro, quella predizione è basata sull’esperienza e sul nostro passato.

Ed è proprio dal passato che ho imparato che gli esempi più brillanti di umanità e virtù hanno come comune denominatore la passione per le libertà, il disprezzo per la volontà imposta con coercizione e violenza, la difesa persistente contro la tirannia e dittatura.
Ogni volta che il mondo è cambiato le persone credevano che non ci potesse essere qualcuno capace di alterare la storia.

Io vedo quella resilienza che precede un fenomeno epocale nel coraggio che la comunità iraniana ha dimostrato nel lottare per i diritti umani, la stessa resilienza che persiste nella forza di coloro le quali speranze per un futuro dove il forte non sottomette necessariamente il debole ed ogni individuo può decisamente vedere le possibilità di avanzare dalle circostanze dettate dalla sua nascita ed umani non sono subordinati ad altri umani.
Una comunità comune, uno stato comune non diviso dal colore, casta, religione o etnia.

Il giorno in cui un vento di libertà cancellerà le crudeltà del totalitarismo inevitabilmente giungerà ed una nuova visione del paese, basato sui principi della democrazia, leggi e diritti civili influenzerà la nuova mentalità.
Quando l’ultimo cittadino con la sua propria voce avrà la possibilità di dichiarare la sua dignità ed ottenere la felicità individuale, la nostra missione sarà finalmente considerata raggiunta.

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