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Oltre 150 membri del Parlamento Europeo condannano le false elezioni in Iran

Comunicato Stampa – 18 Maggio 2017

Alla vigilia delle “elezioni” presidenziali iraniane, 156 membri del Parlamento Europeo hanno emesso un comunicato congiunto e hanno dichiarato: “Le elezioni in Iran non sono libere e giuste. L’opposizione è vietata. Tutti i candidati devono dichiarare di credere sinceramente al concetto del potere religioso supremo. Un organo non eletto, chiamato Consiglio dei Guardiani, i cui membri vengono nominati dal leader supremo, l’ayatollah Khamenei, squalifica la maggior parte dei candidati”.

I legislatori europei hanno espresso preoccupazione per “l’alto numero di esecuzioni in Iran”, aggiungendo che “più di 3000 persone sono state impiccate durante il primo mandato del presidente ‘moderato’ Hassan Rouhani”. E hanno detto: “In un discorso pubblico alla televisione iraniana, Rouhani ha definito le esecuzioni ‘una buona legge’ e ‘la legge di Dio!’ Inoltre ha espresso apertamente pieno appoggio a Bashar Assad, persino dopo l’attacco con armi chimiche di Aprile che ha ucciso molte persone, compresi dei bambini”.

I parlamentari europei hanno sottolineato che il “il ministro della giustizia di Rouhani fu un membro-chiave della cosiddetta ‘Commissione della Morte’ che approvò le esecuzioni di massa sommarie di oltre 30.000 prigionieri politici”. Il principale rivale di Rouhani alle elezioni, Ebrahim Raisi, fu anch’egli un membro della Commissione della Morte. Sin dalla giovane età di diciotto anni, Raisi è stato vice-procuratore a Teheran ed ha sempre mantenuto alte cariche all’interno della magistratura iraniana, firmando ordini di esecuzione per migliaia di oppositori politici.

La massiccia campagna dell’opposizione iraniana contro queste false elezioni e il suo appello ad un cambio di regime, ha impensierito i funzionari iraniani. L’ayatollah Khamenei ha detto che chiunque “voglia intraprendere qualunque misura contro la sicurezza del paese durante le elezioni, riceverà una dura reazione ed uno schiaffo in faccia”.

Le agenzie di stampa ufficiali nelle ultime settimane hanno parlato dell’opposizione iraniana, delle attività della rete del PMOI “per influenzare le elezioni”. Vari siti web di governo hanno scritto della “Campagna per il boicottaggio delle elezioni”, “degli appelli alle proteste nelle strade” e dei “ritratti di Maryam Rajavi appesi nelle strade di Teheran”. Secondo alcuni video giunti dall’Iran, le immagini sono accompagnate da slogan come “No all’assassino Raisi, no all’impostore Rouhani! Il nostro voto: il rovesciamento del regime”.

Nel loro comunicato congiunto i parlamentari europei hanno concluso dicendo: “Qualunque ulteriore espansione delle relazioni con l’Iran deve essere condizionata ad un chiaro progresso nei diritti umani, nei diritti delle donne e alla fine delle esecuzioni”.

Gérard Deprez MPE

Presidente di Friends of a Free Iran

Parlamento Europeo

Strasburgo 

 

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