lunedì, Dicembre 5, 2022
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NY Times: “Solo le aziende legate ai Pasdaran stanno beneficiando dei contratti europei”

“Le aziende iraniane legate allo stato, come quelle del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) del regime iraniano, sono le uniche a beneficiare degli enormi contratti annunciati dalla aziende europee”, ha riferito The New York Times venerdì.

“A sole poche settimane da ciò che è stato ampiamente anticipato come una confusa corsa post-sanzioni del denaro e delle competenze occidentali verso l’Iran, i limiti dell’apertura di questo paese stanno iniziando ad emergere, mentre la leadership conservatrice cerca di limitare l’entità delle influenze occidentali”, scrive il giornale.

“Dietro i titoli che annunciano grossi contratti d’affari con aziende europee, sta diventando sempre più chiaro che, finora, gli unici accordi conclusi sono quelli con le conglomerate para-statali. Queste sono gruppi che dominano i maggiori settori industriali e commerciali dell’economia iraniana e sono strettamente controllati da fondi-pensione e compagnie di investimenti legate alle organizzazioni statali, come le Guardie Rivoluzionarie”.

“Alla fine poco o niente arriverà ai livelli più bassi dei poveri dell’Iran, ma tantissimo al settore privato”.

L’articolo afferma anche che, nonostante la rimozione delle sanzioni sul nucleare al regime iraniano “quasi tutte le banche internazionali continuano ad evitare il mercato iraniano, a causa di norme unilaterali americane che designano l’Iran come uno stato sponsor del terrorismo”.

Dall’altro lato, sebbene le sanzioni siano state rimosse circa due settimane fa, gli iraniani già si lamentano della lentezza del ritmo del cambiamento.

“Uno dei pochi indicatori di cambiamento visibile a tutti, la valuta nazionale iraniana, il rial, non si è mosso dalla rimozione delle sanzioni”, dice l’articolo.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) il 17 Gennaio 2016 in un comunicato ha detto che la rimozione di alcune sanzioni non migliorerà affatto le condizioni economiche del popolo iraniano, ma servirà invece a finanziare le politiche repressive del regime, l’esportazione del fondamentalismo, del terrorismo e delle sue attività guerrafondaie, in particolare il massacro del popolo siriano.

“La maggior parte dell’economia iraniana (più del 50% del suo PIL) è controllata da 14 grossi enti, tutti legati all’apparato militare e della sicurezza e controllati dal leader supremo Ali Khamenei”, dice il comunicato del CNRI.

“Molti dei fondi sbloccati finiranno nelle casse di questi 14 enti. Una buona parte delle spese dell’IRGC e dell’assistenza finanziaria al dittatore siriano viene pagata con i proventi di questi istituti. Il grosso dei fondi sbloccati confluirà verso questi centri economici andando così a servire gli scopi di Ali Khamenei e dell’IRGC”.

 

 

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