sabato, Dicembre 10, 2022
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Molte donne e giovani iraniani delusi da Rouhani alla vigilia del voto

“Molte donne e giovani iraniani non si fanno illusioni per le prossime elezioni, desiderano disperatamente le riforme ma hanno perso la speranza in Hassan Rouhani e nelle sue promesse di una società più libera”, riferisce la Reuters.

“Non farò lo stesso errore due volte. Ho deciso di non votare”, dice Setareh, laureata all’università della città settentrionale di Rasht. “Ho votato per Rouhani. E’ riuscito a migliorare la mia situazione? No”.

“I sostenitori di Rouhani speravano che la sua vittoria alle elezioni avrebbe portato un cambiamento sociale in un paese in cui le donne hanno meno diritti degli uomini in ambiti come l’eredità, il divorzio e la custodia dei figli, in cui subiscono limitazioni nel viaggiare e nel vestire e in cui la rigida legge islamica viene applicata dalla ‘polizia per la moralità’”.

“Ma i sostenitori di questi diritti dicono che sono state fatti pochi, se non addirittura nessun passo per ristabilire le grandi libertà politiche e culturali come aveva precisato il presidente nel concludere l’accordo sul nucleare con le potenze mondiali”.

L’articolo aggiunge che “le promesse di allentare le restrizioni su internet non sono state mantenute. L’accesso ai social media resta ufficialmente bloccato, sebbene Rouhani e Khamenei abbiano i loro accounts Twitter”.

“Questo ha provocato delusione in particolare tra gli under 30, che rappresentano più dei due terzi di una popolazione di 78 milioni di abitanti, nati dopo la rivoluzione islamica del 1979 che ha rovesciato lo Scià sostenuto dagli Stati Uniti”.

“Non andrò a votare. A che serve votare? Le mie speranze sono distrutte”, dice un ingegnere di 27 anni di Tehran che si è rifiutato di dire il suo nome.

Un rapporto dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sull’Iran, lo scorso anno ha detto che i diritti umani nel paese “restano terribili” con Rouhani, mentre l’organo di sorveglianza dell’ONU sui diritti del bambino ha detto, da parte sua questo mese, che le ragazze subiscono un trattamento discriminatorio “nelle relazioni familiari, nel sistema penale e nei diritti sulla proprietà”.

“Rouhani non è in alcun modo una figura politica di opposizione all’establishment religioso”, ha detto un illustre diplomatico occidentale a Tehran.

“Non ha importanza quale fazione politica si guadagnerà la maggioranza in parlamento. Il potere alla fine resterà nelle mani di Khamenei”.

 

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