giovedì, Dicembre 1, 2022
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Nucleare: il Bahrein accusa l’Iran di lavorare alla bomba

ImageRoma, 2 nov (Velino) – Se ancora non ha una bomba nucleare di certo l’Iran ci sta lavorando: intervistato dal Times, il sovrano del Bahrein Salman bin Hamad bin Isa al Khalifa mette da parte il linguaggio diplomatico e accusa la Repubblica islamica di mentire sulle armi nucleari. Il monarca ha ammesso di essere molto preoccupato per la sicurezza del proprio regno, un paese stretto tra la crescente minaccia iraniana e il sempre più probabile attacco militare statunitense.

Al Khalifa si è mostrato assai impensierito dal rischio di un conflitto che coinvolgerebbe l’intera regione e ha fatto appello a India e Russia affinché si possa giungere a una soluzione diplomatica del problema: “C’è assolutamente bisogno di fare di più sul piano diplomatico, c’è ancora tempo per i negoziati”, ha affermato il sovrano. Questa settimana un generale iraniano ha affermato che ci sarebbero attentatori suicidi pronti a colpire, “se necessario”, bersagli in tutto il Golfo. Per il quotidiano britannico, una retorica del genere potrebbe avere effetti particolarmente spaventosi e destabilizzanti in un paese come il Bahrein, “l’unica nazione a maggioranza sciita ma a guida sunnita – scrive il quotidiano – che non sia in guerra o in procinto di esserlo”. Se effettivamente esiste una “prima linea” nel confronto che si profila minaccioso tra l’Iran e il mondo arabo,

 “il Bahrein – scrive il Times – vi si trova esattamente sopra: non certo una ‘posizione dalla quale si possano misurare le parole’”. “Il nostro è un paese come l’Iraq o il Libano, ed è l’unico che funzioni correttamente”, ha affermato il ministro degli Esteri, lo sceicco Khalid al Khalifa. L’atteggiamento degli sciiti del Bahrein e la carneficina che al contrario si vede in Iraq rendono il regno degli al Khalifa un “vitale esperimento di coesistenza settaria” dove gli sciiti hanno ripagato gli sforzi di riforma politica della famiglia reale con una concreta professione di lealtà. Che – scrive il Times – “in caso di un attacco all’Iran potrebbe cambiare da un momento all’altro”. 

Senza contare che in un editoriale apparso su un quotidiano questa estate, una persona molto vicina al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha riacceso una vecchia rivendicazione della Repubblica islamica sul Bahrein come sua quattordicesima provincia. Un proclama che – scrive il Times – echeggia i disegni dell’ex rais iracheno Saddam Hussein sul Kuwait alla fine degli anni Ottanta, anche se non si registrano segnali di un’invasione iraniana del Bahrein. O almeno “non ancora”, precisa il quotidiano britannico. Tra i due grattacieli più alti di Manama, la capitale del regno, sono sospese tre gigantesche turbine eoliche, “una coraggiosa espressione di fiducia nei confronti di un futuro di pace e prosperità ecocompatibile”. Senza una conclusione diplomatica della crisi iraniana quella fiducia potrebbe presto apparire fuori luogo, ma le alternative – conclude il Times – e cioè “un attacco militare contro l’Iran e la corsa al nucleare nella regione sono prospettive fin troppo tetre da contemplare”.

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