mercoledì, Novembre 30, 2022
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Messaggio dell’Amb. Giulio Terzi alla conferenza Donne Iraniane: Avanguardia nella lotta contro il fondamentalismo

“Mi congratulo vivamente per la realizzazione di questa Conferenza al Senato sulle “Donne Iraniane:avanguardia nella lotta al fondamentalismo”.

La partecipazione di personalita’ politiche impegnate nella promozione e tutela in Iran dei diritti umani,in particolare per quanto riguarda la condizione femminile ,e le testimonianze direttamente fornite dalle donne iraniane che hanno lottato e cosi’eroicamente continuano ad affermare la dignita’della persona nelle tragiche condizioni nelle quali versa la popolazione iraniana sotto il regime teocratico, danno a questo incontro un altissimo significato ,dimostrando quanto l’Italia possa e debba sempre piu’ fare insieme a molti Paesi partners europei e occidentali.

La Presidente Maryam Rajavi ha sottolineato nel suo messaggio ai partecipanti un quadro estremamente grave.

Esso conferma,come rilevano d’altra parte anche tutti i piu’ recenti rapporti,risoluzioni, e dibattiti dell’Assemblea Generale e del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite,l’evidente aggravarsi di una situazione gia’in precedenza intollerabile ,nonostante la diversa immagine che il Presidente Rouhani era sembrato voler dare del suo Paese a livello internazionale.

Le esecuzioni capitali sono drammaticamente aumentate,con casi clamorosi di giustizia sommaria e indegna di un Paese membro delle Nazioni Unite, che hanno riguardato proprio le donne.

Sono le donne iraniane ad essere state sistematicamente oggetto di attacchi brutali e ignobili,in una sorta di strategia dell’ intimidazione, mirata a reprimere qualsiasi anche minima evoluzione nei comportamenti esteriori che potesse dare segnali di emancipazione,e di rifiuto di un modello di societa’ totalmente sottomessa e condizionata. La teocrazia al potere ha sempre piu’ dimostrato di voler vedere anche nella semplice affermazione della uguaglianza tra le persone un principio pericoloso per la sopravvivenza del regime.

Sono ancora le donne che a Camp Ashraf e a Camp Liberty hanno piu’ di ogni altro sofferto e che tuttora patiscono le violenze,le privazioni,i massacri deliberati da criminali mandanti sotto gli occhi di conniventi autorita’governative irachene.Vi sono, ancora, delle donne tra i sequestrati di Camp Ashraf durante il massacro perpetrato il 1o Settembre dello scorso anno dalle milizie scite. 

Io credo che sia veramente maturo il momento affinche’l’Italia accolga finalmente i rifugiati di Camp Liberty che da tempo sono in attesa .Come Paese europeo che si e’ sempre assunto le proprie responsabilita’ nelle vicende irachene dell’ultimo decennio,abbiamo nei loro confronti un obbligo morale di carattere umanitario. 

Trovo scandaloso che Paesi Occidentali possano discutere con Teheran di impegni comuni a lottare contro lo Stato Islamico ,o di riconoscimenti alla prosecuzione del programma nucleare,o di progressiva rimozione delle sanzioni economiche ,senza porre con decisione e in forma inequivoca la condizione di progressi immediati e verificabili nell’attuazione degli impegni internazionali dell’Iran in materia di Diritti Umani.La condizione riservata alle donne deve essere la piu’alta delle priorita’,perche’e’proprio su tale aspetto che si misura ogni auspicabile miglioramento ,ancorche’assai improbabile con l’attuale regime.

In occasione della conferenza e’stato presentato il bellissimo libro sulla drammatica,eroica storia di due iraniane,Puoran Najafi e Hengameh Hajhassan,attive tra i Mojahedin del popolo iraniano;”Non si puo’incatenare il sole”e’il titolo avvincente, come lo sono le storie vere che vi sono contenute, di straordinario coraggio e incrollabile fede in un futuro di liberta’ e di giustizia per l’Iran. “

 

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