GINEVRA – La presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (CNRI), Maryam Radjavi, ha chiesto oggi alla Svizzera di esigere un’inchiesta indipendente sugli attacchi a oppositori iraniani in Iraq avvenuti in due campi profughi nei pressi di Baghdad. È necessario prevenire altri massacri, ha affermato.
La Svizzera deve essere alla testa di un’inchiesta indipendente sul massacro avvenuto il primo settembre settembre scorso a camp Ashraf e su ripetuti attacchi perpetrati contro i suoi abitanti, ha precisato nel corso di una riunione a Ginevra a margine del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Radjavi ha inoltre chiesto che la situazione dei residenti di camp Liberty sia oggetto di discussione da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Jean Ziegler, in qualità di esperto del comitato consultivo del Consiglio per i diritti umani, ha da parte sua denunciato l’indifferenza della comunità internazionale e chiesto l’invio sul posto di osservatori dell’Onu. Un appello in questo senso è stato lanciato anche dall’ex ministro francese degli affari esteri, Bernard Kouchner.
Il primo settembre scorso, 52 militanti dell’organizzazione Mojahedin del popolo iraniano erano stati uccisi a camp Ashraf. La sorte toccata ad altri sette è ignota. Camp Liberty è stato bombardato il 26 dicembre provocando la morte di quattro oppositori iraniani e il ferimento di 70 abitanti.
