mercoledì, Novembre 30, 2022
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Maryam Rajavi saluta i prigionieri politici e gli insegnanti iraniani in sciopero della fame

CNRI – Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha salutato i prigionieri politici iraniani che stanno praticando lo sciopero della fame a sostegno dei diritti degli insegnanti iraniani.

“Saluto i prigionieri politici e chiunque stia praticando lo sciopero della fame a sostegno degli insegnanti iraniani”, ha detto Maryam Rajavi sabato.

Le sue dichiarazioni sono state pubblicate sulla sua pagina Facebook. 

“Il popolo dell’Iran è al fianco dei suoi insegnanti oggi, che sono in sciopero della fame, protestano e resistono”, ha detto Maryam Rajavi. 

“La persecuzione e le minacce ai rappresentanti dei sindacati degli insegnanti, indicano la vulnerabilità dei mullah alle loro proteste organizzate”, ha aggiunto.

Gli insegnanti iraniani hanno organizzato una protesta venerdì ad Hamedan, Iran occidentale, chiedendo il rispetto dei loro diritti fondamentali e il rilascio degli insegnanti in carcere, secondo alcune notizie giunte dall’Iran.

Gli insegnati avevano striscioni che precisavano che i loro colleghi sono stati arrestati semplicemente per aver chiesto il rispetto dei loro diritti fondamentali, come quello ad un equo salario.

In Iran molti insegnanti appartenenti ai sindacati degli insegnanti dichiarati fuorilegge, sono stati  arrestati per le loro pacifiche attività.

Secondo alcune notizie giunte dall’Iran molti prigionieri politici detenuti nel famigerato carcere di Evin a Tehran sono in sciopero della fame.

I prigionieri politici Jafar Azimzadeh, attivista per i diritti dei lavoratori, ed Ismail Abdi, Segretario Generale dell’Associazione degli Insegnanti Iraniani (ITTA), si trovano alla seconda settimana di uno sciopero della fame a oltranza. In un comunicato hanno precisato le ragioni del loro sciopero della fame.

“Per protestare contro la repressione delle attività civili, delle manifestazioni e degli scioperi degli operai e degli insegnanti, contro i salari al di sotto della soglia di povertà, il divieto di organizzare manifestazioni libere e indipendenti in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori e della Giornata degli Insegnanti in Iran e contro la violazione dei diritti fondamentali degli operai e degli insegnanti iraniani, noi rifiutiamo il cibo del carcere ed iniziamo uno sciopero della fame ad oltranza a partire dal 29 Aprile 2016”, dice il loro comunicato.

Un altro prigioniero politico, Ali Moezzi, i cui parenti appartengono al principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK), ha annunciato che pensa di unirsi ad Abdi ed a Azimzadeh iniziando uno sciopero della fame in segno di solidarietà, a partire da venerdì 6 Maggio.

Con un comunicato Moezzi, sostenitore del PMOI (MEK), ha detto: “Un regime che reprime le associazioni civili e gli attivisti non concederà mai agli insegnanti e a tutti i lavoratori i loro diritti calpestati”.

Ali Moezzi, già prigioniero politico negli anni ’80 a causa del suo appoggio al PMOI (MEK), soffre di varie malattie, tra cui il cancro ed una grave affezione renale e la sua salute è peggiorata dopo anni di torture nelle carceri del regime iraniano e a causa del sistematico divieto a ricevere cure mediche adeguate. Due sue figlie sono membri del PMOI (MEK).

Il regime fondamentalista iraniano ha giustiziato più di 120.000 prigionieri politici negli ultimi 35 anni, la stragrande maggioranza dei quali erano membri e sostenitori del PMOI (MEK). Tra questi ci sono i circa 30.000 prigionieri affiliati al PMOI (MEK) massacrati nell’estate del 1988. Il PMOI (MEK) è la più grossa organizzazione presente nel Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).

Anche un insegnante detenuto, Mahmoud Beheshti Langaroudi, ex-segretario generale ed attuale portavoce del sindacato degli insegnanti iraniani, ha iniziato uno sciopero della fame il 20 Aprile nel carcere di Evin per protestare contro la sua condanna a 14 anni di carcere.

Ha iniziato lo sciopero della sete lunedì 2 Maggio.

Langaroudi è stato arrestato diverse volte negli ultimi anni ed è stato torturato fisicamente e psicologicamente. L’ultima volta il 6 Settembre 2015, quando gli agenti del Ministero dell’Intelligence hanno fatto irruzione nella sua casa. È stato condannato a 14 anni di carcere dai cosiddetti tribunali rivoluzionari del regime.

 

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