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Maryam Rajavi: Noi guardiamo al futuro, a un Iran libero e non più oppresso

Estratti dal discorso di Maryam Rajavi

New York, 26 settembre 2012

(La signora Rajavi è il presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI) per il periodo di transizione al passaggio della sovranità nazionale al popolo iraniano, una volta rovesciata la tirannia al potere).

Mi congratulo con voi mille volte per la grande vittoria della Resistenza iraniana, cioè la revoca dell’ingiusta definizione di terroristi nei confronti dei Mojahedin del popolo iraniano (PMOI/MEK).

Voi avete vinto e i mullah e i loro sostenitori hanno perso. Con un gesto coraggioso il segretario di Stato Clinton ha informato il Congresso degli Stati Uniti della propria decisione di cancellare il MEK dalla lista nera.

Si tratta di una decisione appropriata che accantona un serio ostacolo sul cammino del popolo iraniano e della Resistenza verso il conseguimento della democrazia in Iran.

Questa decisione arriva molto tardi. Ciononostante la apprezziamo e speriamo che conduca a una politica nuova verso l’Iran.

Noi guardiamo al futuro, a un Iran libero e non più oppresso.

E’ giunto il tempo che il mondo veda la vera immagine della Resistenza Iraniana per la libertà accantonando le false accuse.

I mullah e la loro lobby negli Stati Uniti hanno fatto di tutto per cercare di mantenere questa etichetta ingiusta.

Per sopravvivere, i mullah hanno intrapreso una enorme campagna di demonizzazione della Resistenza Iraniana.

Vi accusano di ogni colpa, compresa quella di essere una setta perché avete perseverato e rifiutato di inchinarvi davanti al fascismo religioso. CHE SETTA!

Denigrano i combattenti per la libertà per i loro sacrifici in nome della libertà del popolo iraniano. Questa non è altro che un’esortazione vergognosa ad arrendersi ai mullah.

Ma la resa non è contemplata nelle tradizioni e nella storia dei Mojahedin, la Resistenza Iraniana, il popolo iraniano e voi.

Non avremo tregua finché non vi sarà un cambio di regime e lo stabilimento della democrazia in Iran. Mai, mai, mai!

Esprimo la mia più profonda gratitudine alle illustri personalità politiche e ai membri del Senato e della Camera dei rappresentanti per aver costituito la più grande coalizione bipartisan della storia degli Stati Uniti in sostegno al PMOI, cancellato l’etichetta di terrorismo, condotto una politica ferma sull’Iran e difeso i diritti dei residenti di Ashraf e Liberty. Ringrazio anche il team legale del PMOI per l’eccellente lavoro svolto.

A fronte di una serie ininterrotta di problemi e di ostacoli si sono mantenuti fermi nelle loro certezze sulla giustizia, la libertà e i valori in cui credono.

La situazione attuale e la cancellazione dell’etichetta di terroristi è il risultato della perseveranza della Resistenza Iraniana nel difendere l’ideale di libertà così come l’esito dei vostri sforzi indefessi, miei compatrioti, ed è anche il risultato della determinazione dei residenti di Ashraf e Liberty.

Quindi, vi invito tutti ad avviare una campagna cento volte maggiore per la democrazia nella nostra amata patria, l’Iran.

Ed esorto la generazione più giovane, le donne e le mie figlie e figli in Iran a compiere ogni sforzo per realizzare le aspirazioni del popolo iraniano.

Oggi vi sono due possibilità: protrarre il regime dei mullah o cambiare regime.

Da una parte voi avete il regime dei mullah, oppressione, repressione, pene capitali e torture in Iran; esportazione del terrorismo e del fondamentalismo, ingerenza in Iraq, sostegno attivo alla dittatura di Assad e perseguimento di armamenti nucleari e di minacce alla pace e sicurezza mondiali.

Dall’altra parte avete la Resistenza Iraniana con una pretesa chiara: il rovesciamento del regime clericale e l’instaurazione di una repubblica basata sulla separazione di Chiesa e Stato.

Noi vogliamo un Iran libero, libere elezioni, pluralismo, rispetto dei diritti umani, ripudio della discriminazione etnica e religiosa, uguaglianza dei sessi, sviluppo economico, pace e rispetto delle leggi e degli accordi internazionali.

Noi vogliamo un Iran senza nucleare, che promuova pace e sicurezza.

Stiamo combattendo per un governo popolare e per la sovranità del popolo. Nell’Iran libero di domani noi non riconosciamo altro standard, e diciamo fin d’ora che rispetteremo il voto del popolo. Questo è l’Iran che vogliamo.

Chiediamo a tutti i governi, specialmente ai membri del Consiglio di sicurezza, di obbligare il governo iracheno a rispettare i diritti legittimi dei residenti e difendere il loro diritto alla proprietà dei loro beni.

Il governo iracheno deve porre fine alle restrizioni repressive a Camp Liberty mentre loro aspettano di traslocare.

Le Nazioni Unite devono dichiarare ufficialmente che Liberty è un campo profughi per prevenire pressioni disumane e restrizioni da parte del governo iracheno.

Chiediamo alla comunità internazionale e a tutti i governi di sostenere il popolo iraniano.

Vogliamo la fine definitiva della politica di arrendevolezza verso la dittatura religiosa e l’appoggio al diritto del popolo iraniano alla resistenza e alla libertà.

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