Radio Zapping, Italia, 2 febbraio – Abbiamo l’ospite che vi avevamo annunciato. Si tratta della signora Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, un’organizzazione che ha sede a Parigi. La Sig.ra Rajavi è nata a Teheran, è ingegnere metallurgico, laureata all’università di Teheran, dirigente dei Mojahedin del popolo, un’organizzazione musulmana; un’organizzazione così democratica, nazionalistica che mira alla costituzione in Iran di un governo laïco, democratico e pluralistico.
Ha combattuto inizialmente contro lo Shah ed in seguito contro il regime di Khomeini e dei mullah impegnandosi direttamente e personalmente per la tutela dei diritti degli uomini e delle donne in Iran.
Buonasera signora presidente e grazie di essere qui.
Buonasera sono molto felice di partecipare alla vostra trasmissione.
Molto bene, prima questione, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana (CNRI) è un organismo rappresentativo di tutti coloro che lottano per la libertà e la democrazia in Iran?
Sì, la CNRI è una coalizione di organizzazioni e di gruppi politici democratici iraniani di tendenze politiche diverse e di rappresentanti di minoranze etniche e religiose e di diversi strati sociali, come artisti, intellettuali e sportivi che vogliono la fine della dittatura religiosa e l’instaurazione della libertà e di una repubblica pluralistica e laica. il 52% dei membri di questo consiglio è costituito da donne. La CNRI è la lunga coalizione della storia dell’Iran poiché esiste dal 1981. La CNRI beneficia anche di un vasto sostegno internazionale. Infatti, la maggioranza dei deputati italiani hanno portato il loro sostegno alla resistenza iraniana per la democrazia.
Ma quale è la relazione tra la CNRI e i Mojahedin del popolo nella città di Ashraf in Iraq?
La CNRI è composta da organizzazioni politiche diverse. L’organizzazione dei Mojahedin del popolo è la forza essenziale del consiglio. Si trovano nella città di Ashraf in Iraq e beneficiano di un vasto sostegno in Iran. Le relazioni del Consiglio con i Mojahedin del popolo sono le stesse rispetto a quelle di tutti gli altri membri del CNRI e sono realizzate sulla base di un regolamento interno.
Quale è la posizione della resistenza iraniana sulla politica nucleare di Teheran?
In primo luogo, l’arma atomica è per i mullah una leva strategica per mantenere il loro regime al potere. Il programma atomico dei mullah è totalmente contrario agli interessi del popolo iraniano. In secondo luogo, la maggioranza della popolazione in Iran è contro il programma nucleare ed alle ambizioni di questo regime. In terzo luogo, la Comunità internazionale deve adottare una politica di fermezza nei confronti del regime dei mullahs. La risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU è un passo positivo ma insufficiente. Ci devono essere molte altre misure efficaci. In quarto luogo, il Consiglio di sicurezza dell’ONU deve imporre sanzioni diplomatiche, in armi, in tecnologia ed in petrolio contro il regime dei mullah. Ed infine in quinto luogo, i paesi occidentali e soprattutto l’Europa devono abbandonare la politica di accondiscendenza e schierarsi accanto al popolo iraniano e alla loro volontà di cambiamento.
C’è un legame permanente tra la resistenza iraniana ed i dissidenti del regime dei mullah che si trovano in Iran?
Questa resistenza si sostiene sul popolo iraniano. Senza un vasto sostegno della popolazione in Iran, non avrebbe potuto sopravvivere. D’altra parte, secondo un sondaggio ufficiale in Iran, il 95% della popolazione è contro il regime. La resistenza iraniana possiede una vasta rete nel paese che è all’origine di tutte le manifestazioni contro il potere e che partecipano attivamente alle proteste popolari. Il regime dei mullah effettuato lesecuzione di 120.000 membri e simpatizzanti della resistenza, ma nonostante ciò questa resistenza si sviluppa ogni giorno maggiormente. È su questa base popolare che ci viene concesso di aver accesso alle informazioni più segrete del regime religioso, come il programma nucleare.
Attualmente, ci sono decine di persone nelle prigioni del regime accusate di avere fornito informazioni alla resistenza e che rischiano la pena di morte.
Il giudizio recente della Corte di giustizia europea ha annullato il nome del Mojahedin del popolo dalla lista del terrorismo europeo. E che ciò prelude che una nuova fase di lotta fa che si apre contro il regime di Teheran e quali sono i programmi futuri del CNRI?.
Questa sentenza è stata emessa dalla suprema corte europea che si occupa di terrorismo.Questo giudizio vuole dire che durante anni, Mojahedin del popolo e gli iraniani sono state vittime di un’ingiustizia da parte dell’Unione europea ed il giudizio sottolinea che una volta i Mojahedin del popolo erano sulla lista nera, e questo significa che i loro diritti elementari erano stati violati. Di conseguenza, penso che questo giudizio confermi la legittimità della resistenza del popolo iraniano contro la dittatura dei mullah e dimostra anche il risultato degli sforzi dei Mojahedin e dei loro avvocati nel denunciare questa ingiustizia.
La resistenza iraniana è a favore di una lotta pacifica democratica e non violenta, ed è contro qualsiasi forma d’azione politica o d’intervento militare straniero americano o di altri paesi, allora come si può conquistare la libertà e la democrazia in Iran?
La CNRI ha dato una soluzione a questa crisi del regime dei mullah. A nostro parere la soluzione del problema dell’Iran non è né la guerra, né la politica di accondiscendenza. È un cambiamento democratico da parte del popolo iraniano e la sua resistenza organizzata e chiamo in appello tutti i paesi occidentali ad adottare una politica di fermezza dinnanzi a questo regime e li chiamo a sostenere la resistenza del popolo iraniano, perché la sola soluzione e la chiave di questo problema si trova nelle mani del popolo iraniano. Penso che la CNRI abbia un grande potenziale per risolvere questo problema a favore di un cambiamento.
Signora presidente abbiamo giornalisti che vorrebbero farle qualche domanda.
Il Sig. Patruno: direttore della Gazzetta del Mezzogiorno: l’Italia è un partner commerciale dell’Iran, cosa dovrebbe fare?
Il Sig. Caputo, editorialista de Il giornale: Ho due questioni per la signora presidente. Inizialmente: so che uno dei problemi del Mojahedin del popolo è il fatto di avere durante la guerra Iran-Iraq, preso le parti dell Iraq ed essersi alleato con Saddam Hussein per abbattere il regime dei mullahs. Il secondo problema dei Mojahedin del popolo, è di avere radici marxiste. Volevo chiedere se queste radici marxiste esistono ancora? E quindi, ultima questione, io sarei felice se il 95% della popolazione fosse contro il regime. Ma mi chiedo e Le chiedo, signora, con una situazione simile, dovrebbe essere relativamente facile organizzare una rivolta popolare del popolo riguardo alla maggioranza schiacciante che è contro il regime dei mullahs. Il sostegno al regime è molto limitato. Dunque dovrebbe poter essere eliminato entro tempi brevi.
Penso che la bomba atomica nelle mani dei mullah sia un grande pericolo per tutti. È una minaccia per tutti ed i paesi occidentali devono porre fine a questa politica di accondiscendenza per impedire ai mullah di ottenere la bomba atomica.
A proposito dei Mojahedin in Iraq, devo dire che sono sempre stati indipendenti ed è un punto che è molto chiaro per il popolo iraniano ed il resto del mondo. I Mojahedin si trovano vicino alla frontiera con l’Iran perché il popolo iraniano ha bisogno di poter sfruttare al meglio questa breve distanza. Ma hanno annunciato la loro indipendenza. Sono già quattro anni che il vecchio governo iracheno è caduto, ma i Mojahedin sono sempre là e sono indipendenti, ciò è molto chiaro. Sapete che il popolo iracheno ha sempre sostenuto e continua a sostenere i Mojahedin. In una petizione di 5.2 milioni di firme, gli iracheni hanno annunciato la loro solidarietà ed il loro sostegno al Mojahedin del popolo. E che sono praticanti. Era un carico che serviva alla SAVAK a giustificare la loro esecuzione. Questo carico non ha alcuna base. Mojahedin sono musulmani sono sciiti e democratici, vogliono la libertà e la democrazia per il popolo iraniano e per tutti.
A proposito del 95% della popolazione contro il regime, e per quale ragione non ci sono grandi manifestazioni per rovesciare questo regime, occorre dire che esiste una vasta repressione in Iran, con impiccagioni pubbliche quotidiane. Come il popolo iraniano può osare manifestare contro il regime?
Fino ad oggi ci stati 120.000 martiri ed esecuzioni in Iran. Purtroppo, occorre dire che ci sono i paesi occidentali, con la politica di accondiscendenza, che hanno aiutato il regime dei mullah a restare al potere e perpetrare questa repressione contro il popolo iraniano.
E bene penso signora, che abbiate risposto a tutte le domande. Vi ringrazio signora presidente e le porgo i miei migliori auguri per il vostro lavoro. La nostra emissione è sempre ai lati della democrazia in Iran attraverso le sue campagne, di cui quella per salvare la vita di Kobra questa giovane donna iraniana condannata a morte che si trova in una prigione di Teheran.
Vi ringrazio e vorrei ancora ringraziare i parlamentari italiani che hanno approvato una dichiarazione di sostegno alla resistenza. Il messaggio è chiaro: gli iraniani vogliono un cambiamento, vogliono la democrazia e la libertà. Di fronte alla dittatura al potere in Iran, esiste un vasto movimento popolare di resistenza. Molte grazie. Spero che avremo altre occasioni di parlare della situazione in Iran e spero di vederla presto in un Iran liberato dai mulahs. Grazie ed arrivederci.
I microfoni di zapping saranno sempre aperti per i dissidenti resistenti dellIran.
