venerdì, Gennaio 27, 2023
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Maryam Rajavi: le prossime elezioni in Iran sono “una farsa”

Maryam Rajavi: I membri dell’OMPI alla “Prigione di Camp Liberty” devono fare ritorno a Campo Ashraf
PARIGI – Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha detto sabato che il regime teocratico dell’Iran sta affrontando delle “crisi irrisolvibili” e che la teocrazia al potere “è entrata nella sua fase finale”.
“Le prossime elezioni presidenziali hanno aggravato la lotta di potere e questa crisi interna sta accelerando la caduta,” ha detto Maryam Rajavi nel suo discorso alla Conferenza Internazionale di Parigi del 2 Febbraio scorso.

Maryam Rajavi ha detto che le prossime elezioni sono una farsa dato che i candidati vengono esaminati in modo da proporre solo quelli che appoggiano la violenta teocrazia del regime. Questi individui non hanno alcuna credibilità agli occhi del popolo iraniano e verranno boicottati in tutta la nazione.
Maryam Rajavi ha definito i mullah dell’Iran “l’epicentro del fondamentalismo radicale e del terrorismo”  e ha detto che sono loro ad esportare la guerra e ad intervenire negli altri paesi allo scopo di mantenere il potere. Diffondere il fondamentalismo e il terrorismo nel mondo, compresa l’Africa e il Mali, “è una tattica che scaturisce dall’ideologia islamica fondamentalista”, ha detto.
“Senza l’esportazione del fondamentalismo, la Guardie Rivoluzionarie Islamiche perderanno la loro ragion d’essere e rapidamente imploderanno,” ha detto.
Maryam Rajavi ha detto che il fondamentalismo radicale, come le altre ideologie, non può diffondersi efficacemente in maniera globale senza un epicentro e per sradicare questo male dal mondo c’è bisogno di due punti fermi, primo: Tehran, il “padrino del fondamentalismo” non deve essere compiaciuto ed i suoi “tentacoli devono essere mozzati.” Secondo: una alternativa ideologica e culturale, cioè un Islam tollerante e democratico, simile all’Islam sposato dall’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK), vi si deve sostituire.

La prigione di Camp Liberty
Maryam Rajavi ha condannato il Governo dell’Iraq e il Rappresentante Speciale in Iraq del Segretario Generale dell’ONU per aver scacciato i membri dell’OMPI dalla loro casa a Campo Ashraf in Iraq e per averli messi nella prigione di Camp Liberty per condurre i colloqui volti a determinare i loro status di rifugiati. Oltre 2000 membri dell’OMPI sono stati intervistati a tutt’oggi, ma solo a cinque è stato permesso di trasferirsi fuori dall’Iraq.
Maryam Rajavi ha chiesto che i membri dell’OMPI vengano fatti ritornare a Campo Ashraf e da lì dovranno essere risistemati in paesi terzi.
“I residenti di Ashraf sono persone protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra e gli U.S.A. hanno firmato un accordo con ciascuno di loro con la promessa di proteggerli fino alla loro sistemazione finale, in cambio della consegna delle loro armi,” ha detto Maryam Rajavi. “Gli Stati Uniti non possono in alcun modo abdicare a questa loro responsabilità nei confronti dei residenti di Ashraf trasferendola alle Nazioni Unite, il cui rappresentate è al servizio della dittatura del nuovo Iraq.”
“L’aver mancato di onorare questo impegno ha già portato a due massacri, con 50 morti e 1130 feriti, a quattro anni di oppressivo assedio e ad uno sfratto collettivo forzoso,” ha detto.

34° Anniversario della rivoluzione anti-monarchica
Alla Conferenza di Parigi, durante la quale Maryam Rajavi ha espresso queste sue osservazioni, sono intervenuti illustri politici dalla Francia, dall’Europa, dagli Stati Uniti, dall’Egitto, dalla Spagna e dall’Estonia.
Tra gli oratori ospiti c’erano Newt Gingrich, ex-portavoce della Camera dei Rappresentanti U.S.A. e candidato presidenziale; Howard Dean, ex-Governatore del Vermont e Presidente del Partito Democratico americano; Bill Richardson, ex-Governatore del New Mexico, Ambasciatore U.S.A. alle Nazioni Unite e Segretario all’Energia.

Hanno partecipato anche Dominique Lefevbre, membro dell’Assemblea Nazionale Francese; l’Ambasciatore Philip Crowley, ex-Assistente del Segretario di Stato americano (2009-2011); tre membri del Parlamento Spagnolo, Carmen Quintanilla (Presidente del Comitato delle Donne), Josè Maria Chiquillo (membro della Commissione Affari Esteri del Senato) e Jordi Xucla. Rait Maruste, membro del Parlamento Estone (Presidente del Comitato Legale Costituzionale ed ex-giudice del Tribunale per i Diritti Umani dell’UE; Tahar Boumedra, ex-alto funzionario delle Nazioni Unite per la supervisione di Campo Ashraf in Iraq; Atef Makhalif, membro della delegazione parlamentare egiziana; Aude de Thuin, fondatrice e presidentessa del Forum delle Donne per l’Economia e la Società in Francia; John Sano, ex-primo vice-direttore della CIA; il Colonnello Wesley Martin, ex-comandante delle forze di coalizione anti-terrorismo in Iraq e comandante U.S.A. per la protezione di Ashraf.
Numerosi oratori hanno condannato lo sfratto forzoso dei residenti di Ashraf e il loro trasferimento alla prigione di Liberty ed hanno chiesto il loro ritorno alla città moderna che hanno costruito negli scorsi 26 anni.

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