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Maryam Rajavi: La messinscena delle elezioni risolta dalla totale ed inevitabile contrazione del regime teocratico

Non esiste soluzione all’interno del regime. Affermazione della legittimità e della necessità del boicottaggio e del rovesciamento del regime

Il Presidente eletto della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi ha definito l’eliminazione di   Akbar Hashemi Rafsanjani dalla candidatura alle elezioni-farsa del regime teocratico su ordine personale del Leader Supremo del regime Ali Khameni, una terribile spaccatura ed una grave epurazione ai vertici del regime dei mullah. Ha detto che questa mossa restringerà e fratturerà le basi del potere del regime ed aggraverà la discordia e le tensioni interne come mai prima, accelerando perciò il disfacimento ed il rovesciamento del regime.

Maryam Rajavi ha aggiunto che questa mossa è stata un inevitabile suicidio politico  che Khamenei si è auto-inflitto e che riflette la totale contrazione della teocrazia al potere con l’approssimarsi della sua fine. Dimostra che non vi sono soluzioni all’interno del regime ed afferma la legittimità e la necessità di un rovesciamento del regime ed il boicottaggio delle sue elezioni, cosa che la Resistenza Iraniana ha lungamente perseguito.

Ha sottolineato che l’esclusione di Hashemi Rafsanjani e del candidato scelto da Mahmoud Ahmadinejad, Esfandiar Rahim Mashaei, diffonderà irreparabilmente la discordia, le lotte e le spaccature delle varie fazioni ai ranghi e alle fila del regime.

L’esclusione di Hashemi Rafsanjani, il quale ricoprì un ruolo decisivo nel far assurgere Khamenei alla carica di Leader Supremo, è uno scandalo all’interno del regime teocratico e screditerà e delegittimerà tutto il regime nella sua interezza, persino nella sua cerchia più ristretta. Come Presidente del Consiglio del Discernimento, Rafsanjani è stato nominato personalmente da Khamenei e, come membro dell’Assemblea degli Esperti, ha facoltà di opinione sull’adeguatezza del Leader Supremo nell’ambito del regime teocratico.

Khamenei non ha avuto altra scelta se non eliminare entrambi i candidati, perché i suoi sforzi e le minacce per impedire la loro candidatura erano falliti. Così facendo, sta cercando invano di arrestare la caduta del regime mediante la contrazione e l’epurazione dei suoi rivali. Ciò che non è riuscito a vedere è che i vantaggi  inaspettati della guerra del Kuwait nel 1991, di quella in Afghanistan nel 2001 e dell’invasione dell’Iraq del 2003 sono svaniti e, dato che il regime continua a diventare sempre più centralizzato, questo paradossalmente accelererà la sua caduta.

Maryam Rajavi si è nuovamente rivolta al popolo iraniano perché boicotti in massa queste elezioni-farsa, ed ha ribadito: “Ora più che mai, dopo questa grave epurazione, qualunque coinvolgimento con questo regime servirà solo a peggiorare la sua repressione del popolo iraniano, ad andare verso l’acquisizione di armi nucleari, l’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo e ad alimentare i venti di guerra nella regione.

Il Presidente eletto della Resistenza Iraniana si è rivolta al popolo iraniano ed in particolare alle donne, perché protesti contro le elezioni-farsa dei mullah che altro non sono se non una lampante usurpazione dei diritti alla sovranità del popolo iraniano.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Maggio 2013

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