La lotta di potere al vertice è il totale riflesso dello stato del regime ormai traballante
CNRI – Ali Akbar Hashemi Rafsanjani sta partecipando alle elezioni presidenziali-farsa del regime iraniano nonostante gli ampi sforzi di Ali Khamenei per impedire la candidatura. Ciò ha dato dimensioni senza precedenti alla crisi e alle fratture all’interno del regime.
Negli ultimi giorni Khamenei, attraverso il Ministero dell’Intelligence ed il direttore del quotidiano Kayhan, Hossein Shariatmadari, ha definito Rafsanjani “Mohareb” (in guerra con Dio) o “corruttore della Terra” e ha detto che sarebbe stato perseguito e condannato.
Anche Esfandiar Rahim Mashaei, il candidato preferito da Mahmoud Ahmadinejad, definito da Khamenei e la sua fazione “ispirazione della corrente deviante” si è registrato per partecipare, intensificando le fratture all’interno del sistema.
Nel frattempo, le continue spaccature e divisioni all’interno della fazione di Khamenei, indicano anche la profondità della crisi nel regime del Velayet-e-Faqih. I gruppi all’interno di questa fazione, che si erano già accordati per nominare un candidato per ogni gruppo, non sono riusciti a sedare le loro lotte interne e ad evitare che diversi individui per ogni gruppo si iscrivessero come candidati.
Pertanto, Mohmmad-Bagher Ghalibaf, sindaco di Tehran, Ali Akbar Velayati, ex-Ministro degli Esteri e Haddad Adel, la cui figlia è la moglie del figlio di Khamenei, si sono iscritti separatamente.
Inoltre, molte altre persone della fazione di Khamenei, come Manouchehr Mottaki, Abutorabi, Sadeq Lankarani e Saeed Jalili si sono proposte.
Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha detto che con la candidatura di Rafsanjani alle elezioni presidenziali dei mullah, il regime iraniano ha subito un cambiamento significativo.
Il potere centralizzato che Khamenei aveva conquistato a seguito delle guerre del Kuwait (1991), Afghanistan (2001), Iraq (2003) ed il disarmo dell’opposizione iraniana (2003), nel processo di contrazione della dittatura religiosa, ha portato ad 8 anni di presidenza di Ahmadinejad.
Ha detto che quattro anni fa Khamenei ed Ahmadinejad sono riusciti a reprimere la protesta del popolo iraniano, ma Ahmadinejad ha iniziato una estenuante competizione con Khamenei.
Ora quest’era è finita e con l’ingresso di Rafsanjani e Rahim Mashaei nella lotta di potere contro Khamenei, il processo di debilitazione e disintegrazione del regime si è intensificato ad un livello senza precedenti ed accelererà fino alla sua certa caduta.
Maryam Rajavi ha aggiunto che la candidatura di Rafsanjani equivale ai ridicoli slogans di Khamenei sulla “Epopea economica ed epopea politica” ed è un totale riflesso dello stato di crisi di un regime traballante che sin dal 1980 è stato nutrito da quattro grandi guerre, la prima delle quali fu quella durata otto anni con l’Iraq che Khomeini chiamò “Una Grazia di Dio”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
12 Maggio 2013
