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Il complotto di Martin Kobler e dell’Iraq per vanificare il ritorno dei residenti di Camp Liberty ad Ashraf

In collusione con Martin Kobler, il governo iracheno complotta di vanificare il ritorno dei residenti di Liberty ad Ashraf, l’unica soluzione praticabile per la loro sicurezza

Il consigliere per la sicurezza nazionale del governo iracheno, per conto del regime iraniano e con il consenso di Martin Kobler, ha chiesto ad un giudice della città di Khalis di ordinare l’evacuazione di Campo Ashraf e l’arresto di 82 residenti in assenza di procedimenti giudiziari e senza aver neanche ascoltato i richiedenti asilo ad Ashraf

Questa decisione illegale, una palese violazione delle leggi internazionali e dei diritti riconosciuti dei richiedenti asilo e dei beneficiari, recita: “I residenti di Ashraf non hanno diritto a ricorrere né per accettare né per respingere questa decisione”.

La Resistenza Iraniana vuole richiamare l’attenzione del Segretario di Stato americano e del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla necessità di implementare gli obblighi trilaterali di U.S.A., ONU e governo iracheno riguardo ai custodi delle proprietà ad Ashraf e alla sicurezza e l’incolumità dei residenti dei campi Ashraf e Liberty e sollecita la fine delle misure illegali adottate da Kobler e dal Governo dell’Iraq

CNRI – La Resistenza Iraniana ha ottenuto documenti dall’interno del regime iraniano che illustrano come, nel tentativo di compiacere il Ministro dell’Intelligence del regime iraniano, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale del governo iracheno, con il consenso del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Iraq Martin Kobler, abbia ordinato ad un giudice della città di Khalis di emettere una sentenza che richiede l’evacuazione di Campo Ashraf e l’arresto di 82 residenti con l’accusa di risiedere in Iraq illegalmente. Questa sentenza è stata emessa senza alcun procedimento giudiziario e non ha nemmeno previsto di ascoltare le argomentazioni dei richiedenti asilo che risiedono a Camp Ashraf. Il 6 Maggio il suddetto giudice ha emesso un ordine per “trasferire i residenti di Ashraf a Liberty alla prima opportunità possibile.”

Questa sentenza, in palese violazione delle leggi internazionali e dei diritti riconosciuti dei richiedenti asilo e dei “beneficiari”, recita: “I residenti di Ashraf non hanno diritto a ricorrere né per accettare né per respingere questa decisione”.

L’8 Maggio, la Resistenza Iraniana ha rivelato l’imminente visita in Iraq di Abolfazl Zohrehvand, un consigliere del Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale dei mullah, ed ha informato i funzionari americani e dell’ONU di questa sua visita, tesa a danneggiare l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK), alla vigilia delle elezioni presidenziali dei mullah. Zohrehvand, ex-ambasciatore dei mullah in Italia che attualmente ricopre la carica di ambasciatore in Afghanistan, è uno degli specialisti del terrorismo dei mullah ed un  ideatore di attività terroristiche per il regime. Ha accompagnato il Ministro dell’Intelligence dei mullah, Heydar Moslehi, durante una sua visita in Iraq ad Aprile. Nel corso della visita Moslehi ha detto: “Tra i punti cruciali in discussione durante questo viaggio in Iraq, vi è seguire seriamente l’espulsione dell’OMPI dall’Iraq…. Infatti, il loro destino dovrà essere deciso il più presto possibile.” (comunicato del CNRI del 2 aprile: Avvertimento all’ONU e agli U.S.A. su un altro massacro di residenti di Ashraf e Liberty).

Le prove e i documenti disponibili rivelano che il sanguinoso scenario di questa azione legale è stato precedentemente coordinato con Martin Kobler. In una serie di lettere ai residenti di Ashraf e Liberty, Kobler ha ripetutamente minacciato procedimenti legali. Tutto questo è stato ampiamente denunciato nei comunicati emessi dalla Resistenza Iraniana.

Nella sua lettera del 27 Aprile 2013 Kobler scriveva: “Il tempo sta scadendo e la sentenza di sfratto da parte del tribunale è attesa a breve. Il Governo dell’Iraq ci chiede di comunicarvi che si aspetta che vi trasferiate a Camp Liberty immediatamente.”

In una lettera inviata l’11 Maggio 2013 ha detto anche: “Il governo è in possesso di un ordine di sfratto emesso dalla corte. Il comitato di Ashraf si riunirà domenica 12 Maggio per discutere gli ulteriori passi da fare.” In questa lettera Kobler dimostra: di aver calpestato i diritti dei richiedenti asilo e dei beneficiari riconosciuti tali dalle numerose dichiarazioni dell’UNHCR; di aver deliberatamente ignorato gli accordi precedentemente presi con il Dipartimento di Stato U.S.A. riguardo ai 100 custodi delle proprietà rimasti ad Ashraf fino alla vendita finale dei beni; e che si è dimenticato del Memorandum di Intesa che aveva firmato, senza che i residenti ne fossero a conoscenza, con il Consigliere per la Sicurezza del governo iracheno il 25 Dicembre 2011 con paricolare riguardo al trasferimento volontario. Allo stesso tempo, ritiene le vittime responsabili di qualunque futuro bagno di sangue e senza vergogna aggiunge nella sua lettera dell’11 Maggio: “Vi abbiamo regolarmente informato che il governo vuole ottenere un ordine di sfratto dal tribunale… La responsabilità è vostra.”

Questo non è altro che un tentativo comune ed una sentenza criminale per vendere le vite dei rifugiati e membri dell’opposizione iraniana al regime dei mullah, preso dagli eventi preparatori alle sue elezioni presidenziali.

La Resistenza Iraniana vuole attirare l’attenzione del Segretario di Stato U.S.A. e del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla necessità di implementare gli obblighi trilaterali presi dagli U.S.A. dall’ONU e dal governo dell’Iraq riguardo ai custodi delle proprietà di Ashraf e alla sicurezza ed incolumità dei residenti di Ashraf e Liberty e sollecita la fine delle misure illegali adottate da Kobler e Baghdad.

Background:

1. “Mantenere e concordare un certo numero (alla fine 100 persone) di residenti di Ashraf per presiedere alla vendita dei possedimenti dei residenti” era parte di un accordo datato 16 Agosto 2012 fatto con il Dipartimento di Stato U.S.A. per il trasferimento di circa 1300 persone da Ashraf a Liberty.

2. L’accordo del 16 Agosto 2012 con il Dipartimento di Stato U.S.A. sottolinea gli obblighi degli Stati Uniti “a mantenere la sicurezza e l’incolumità dei residenti fino a che l’ultimo residentte non abbia lasciato l’Iraq.”

3. Nella sua lettera del 6 Settembre 2012, riguardo al “gruppo residuo” ad Ashraf, Martin Kobler scriveva: “Se la questione della proprietà non verrà risolta per la fine di Settembre, allora un gruppo di soli 100 residenti rimarrà a CNI (Ashraf) a guardia delle proprietà… Il GOI fornirà protezione alle proprietà e ai residenti rimasti a CNI e ai loro beni fino a che la questione delle proprietà non sarà stata completamente sistemata.”

4. In una lettera datata 6 Settembre 2012, l’ambasciatore Daniel Fried, Consigliere Speciale del Dipartimento di Stato U.S.A. su Ashraf, scriveva al rappresentante legale dei residenti, il Senatore Robert Torricelli: “Il gruppo residuo di 100 residenti resterà a guardia delle proprietà a tempo indeterminato. Il GOI dovrà anche fornire protezione per le proprietà.”

5. Ad Ottobre, mentre l’Ambasciatore Fried era a Bruxelles “gli è stato chiesto se c’era una scadenza per la partenza dell’ultimo gruppo di 100 e lui ha detto che ‘non c’era alcuna scadenza’ (EU business – 3 Ottobre 2012).

6. I residenti hanno firmato dei contratti per vendere tutti i loro possedimenti mobili ed immobili prima con una ditta irachena ad Aprile 2012 e poi con una compagnia britannica a Settembre 2012. Nonostante questo, il Governo dell’Iraq si è rifiutato di permettere il perfezionamento dei due contratti. Di conseguenza i residenti hanno acconsentito, su raccomandazione dell’UNAMI il 24 Novembre 2012, di trasferire la responsabilità di risolvere la questione dei beni ad una personalità americana e i residenti hanno propopsto il Senatore Torricelli come loro rappresentante legale.

7. Dopo aver speso una quantità enorme di tempo e fatica, il Senatore Torricelli ed il Professor Steven Schneebaum hanno fatto un costoso viaggio in Iraq il 1° Gennaio 2013. Nel suo resoconto del viaggio il Senatore Torricelli ha scritto: “Questo viaggio si è rivelato piuttosto differente da come ci si aspettava. Nessun agente del governo iracheno si è incontrato con noi e ci è stato negato il permesso di visitare Camp Ashraf o Camp Liberty.”

Il Senatore Torricelli ha anche approfondito l’ostruzionismo del governo iracheno verso i  tentativi di risolvere la questione delle proprietà ed ha evidenziato la collaborazione dell’UNAMI con il governo dicendo: “L’UNAMI ha concluso che il futuro sviluppo dell’Iraq dipende dalla sopravvivenza dell’attuale governo di Nouri Al-Maliki. Sostenere Maliki e proteggerlo da qualunque minaccia potenzialmente evitabile, sembra essere per l’UNAMI l’unica alternativa al vedere l’Iraq scivolare in una guerra civile lungo il versante etnico (arabi/curdi) e settario (sunniti/sciiti).

Purtroppo questa pessimistica previsione sul futuro del paese potrebbe benissimo essere corretta. Contrariamente all’analisi dell’UNAMI però, molti osservatori considerano Maliki il problema, non la soluzione. … Secondo noi, molto dell’atteggiamento dell’UNAMI verso il caso del MEK può essere spiegato alla luce di questa premessa. Ci è stato detto esplicitamente, ad esempio, che il governo di Maliki non sopravviverebbe, letteralmente, alla decisione di pagare il MEK per le sue proprietà immobili.”

8. Di conseguenza il governo iracheno ha chiesto che la responsabilità di risolvere la questione delle proprietà venga trasferita ad avvocati iracheni. In questo modo, cercherebbe di fare pressione sugli avvocati iracheni e di privare i residenti della proprietà dei loro beni, in linea con le richieste del regime teocratico in Iran. Questa mossa è stata anche appoggiata da Kobler. Il Senatore Torricelli ha detto all’UNAMI durante il suo viaggio e poi nella sue lettere del 7 e 13 Gennaio a Kobler e al suo vice, che avrebbe presentato gli avvocati iracheni da lui ingaggiati a tre condizioni, sintetizzate come segue: la sicurezza di questi avvocati iracheni dovrà essere garantita; tutti gli accordi dovranno scaturire da negoziati e decisioni raggiunte dal Senatore Torricelli ed il governo iracheno e, per ultimo, i negoziati dovranno riguardare tutte le proprietà mobili ed immobili.

Il governo iracheno e Kobler non hanno mai accettato queste tre condizioni. Il Senatore Torricelli ha sollecitato Kobler in diverse occasioni ad accettare queste condizioni per iscritto, ma Kobler ha rifiutato. E questo nonostante avrebbe potuto facilmente firmare la bozza di proposta inviatagli dal Senatore, ottenerne conferma dai funzionari iracheni e rimandare indietro la proposta, guadagnandosi così la fiducia sia del Senatore che dei residenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

5 Maggio 2013

 

 

 

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