domenica, Novembre 27, 2022
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Maryam Rajavi in occasione della Conferenza Internazionale dei Giudici Donne

L’Associazione Internazionale dei Giudici Donne (IAWJ) ha tenuto, dal 2 al 6 Maggio, una conferenza in Argentina, e giudici donne da più di 80 paesi si sono recate a Buenos Aires per prendervi parte, affrontando i problemi che i giudici donne e le giuriste si trovano ad affrontare.

La Sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha inviato, in occasione della conferenza, un videomessaggio, in cui ha lodato i partecipanti per il loro lavoro e ringraziato la Presidente dell’associazione, la Sig.ra Susana Medina, per il suo impegno ad aumentare la consapevolezza circa i maltrattamenti e le violazioni che le donne si trovano ad affrontare, così come per il suo lavoro in direzione del raggiungimento di una soluzione a questi problemi.

La Sig.ra Rajavi ha sottolineato che in Iran le donne sono “la categoria più oppressa” e che sono regolarmente vittime di stupri e violenze. Ella ha inoltre spiegato che questo è dovuto alla natura della dittatura religiosa dei mullah, profondamente misogina: “I mullah misogini, da quando hanno preso il potere, nel 1979, hanno imposto discriminazioni disumane nei confronti delle donne; hanno inoltre istituzionalizzato queste discriminazioni nella legge.”

La presidente ha anche sottolineato che le donne godono della metà dei diritti rispetto agli uomini: nei tribunali “la testimonianza di due donne equivale alla testimonianza di un uomo” ed in materia di eredità le donne hanno diritto a metà di ciò a cui ha diritto un uomo.

La Sig.ra Rajavi ha elencato numerosi altri esempi di diritti negati alle donne e di ingiustizie sociali che esse si trovano ad affrontare; tra questi rientra il rifiuto del regime iraniano di permettere alle donne di svolgere certi lavori (come quello del giudice) ed il fatto che per lavorare abbiano bisogno del permesso del marito. Alle donne non è permesso chiedere il divorzio né assistere alle partite di calcio negli stadi pubblici. Inoltre le donne sono vittime di traffici umani portati avanti dal regime e molte vengono costrette a prostituirsi.

Le donne iraniane sono donne forti e di volta in volta lottano contro il regime; difatti l’intero popolo iraniano ha sofferto anni di maltrattamenti e le donne stanno svolgendo un ruolo chiave nel sollevamento contro il regime.

“Le donne erano nella prime fila nelle proteste che hanno scosso l’Iran nei mesi di Dicembre e Gennaio. Le donne costituiscono la maggioranza dei membri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ed anche i Mojahedin del Popolo Iraniano, che sono la colonna portante dell’Opposizione Iraniana, sono guidati da un Comitato Centrale formato da 1000 eroiche donne. E’ questa la naturale continuazione del ruolo svolto, negli ultimi 120 anni, dalle donne iraniane in tutti i maggiori movimenti del paese.”

Le donne in Iran rischiano l’arresto, la tortura, la prigionia ed anche l’esecuzione per portare avanti non solo la loro causa ma la causa di tutto il popolo iraniano. Questo appare evidente quando vediamo quanti prigionieri donne dono attualmente presenti nelle carceri iraniane e quante attiviste donne sono state uccise.

La Sig.ra Rajavi ha sottolineato come il duro sistema penale sia prevenuto nei confronti delle donne: “Il codice penale del regime ha preparato la strada per l’uccisione delle donne ad opera dei mariti e dei padri; questo significa che se una donna è uccisa per motivi morali dal marito, dal padre o dal nonno, l’omicidio non viene punito.”

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