venerdì, Gennaio 27, 2023
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Maryam Rajavi: Il sostegno internazionale alla rivolta del popolo iraniano e alle istanze della sua legittima resistenza per la libertà e la giustizia

Un fronte internazionale contro la dittatura religiosa in Iran e l’espulsione dei pasdaran dai paesi della Regione è indispensabile per una pacifica convivenza
Dopo due settimane dall’uscita degli USA dal malriuscito accordo con il regime dei mullà, il Segretario del Dipartimento dello Stato nel suo primo intervento ha riconosciuto la rivolta degli iraniani contro la dittatura religiosa e il principale sponsor del terrorismo e ha chiesto la formazione di un fronte contro il regime iraniano. 

Il Segretario del Dipartimento statunitense ha accennato ai “mortali difetti” dell’accordo che mette a diposizione del regime e dei suoi macellai, come pasdar Ghasem Soleimai “il denaro del sangue”. Ricordando, il Segretario, le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha affermato che ogni nuovo accordo col regime iraniano deve comprendere: L’arresto totale dell’arricchimento dell’uranio, il consenso delle ispezioni senza condizioni, l’arresto del programma missilistico con la possibilità di trasportare le armi chimiche, il riconoscimento dell’indipendenza dell’Iraq e il disarmo dei miliziani, l’abbandono completo della Siria, l’arresto dei lanci dei missili e minaccia dei paesi vicini e l’interruzione il sostegno ai gruppi terroristici in Yemen, Libano e Afghanistan. Il Segretario del Dipartimento rivolgendosi al regime iraniano ha aggiunto che: “Se cambiate il vostro comportamento, possiamo negoziare”.

Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) per il periodo di traslazione alla sovranità popolare in Iran, dichiarando che il riconoscimento della rivolta in Iran e delle istanze della legittima resistenza del popolo iraniano su cui insiste da 37 anni, è un passo importante, ha affermato che: “Dal cambiamento del comportamento del regime iraniano si arriva fatalmente al cambio regime. Il cambio democratico in Iran è l’unica soluzione del problema dell’Iran e della crisi delle Regione. La formazione di un fronte internazionale contro la dittatura religiosa e terrorista al potere in Iran è una necessità storica per instaurare pace e sicurezza e convivenza regionale e mondiale”.

La signora Rajavi all’inizio delle negoziazioni sul nucleare con il regime dei mullà, il4 novembre 2013, aveva ammonito che: “Esecuzione completa delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, in particolare l’arresto totale dell’arricchimento dell’uranio, l’accettazione del NPT [Trattato di non proliferazione nucleare] e libera accesso degli ispettori dell’AIEA [Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica] ai centri e alle strutture sospetti, sono indispensabili per fermare la produzione delle armi nucleari del regime”. (Comunicato del segretariato del CNRI, 4 novembre 2013)

Rajavi dopo l’accordo sul nucleare, 14 luglio 2015, aveva ancora ricordato che: “aggirare sei risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e un accordo non firmato non serra la via dell’inganno e della produzione delle armi nucleari dei mullà…e soprattutto i denari contanti versati nelle tasche dei mullà devono essere posti sotto ferreo controllo dell’ONU e spesi per le esigenze della popolazione, soprattutto spesi per pagare gli stipendi arretrati dei lavoratori e insegnanti e infermieri e per procurare cibo e medicinali per chi soffre. Altrimenti Khamenei spenderò questi soldi per l’esportazione del terrorismo e integralismo in Iraq, Siria, Yemen e Libano e si riempirà ancora una volta le tasche dei pasdaran. Il popolo iraniano ha diritto di sapere che l’accordo di cui il presidente della Repubblica dei mullà diceva che sarebbe diventato pane e acqua e avrebbe migliorato la condizione ambientale che fina abbiano fatto! un accordo che ignori i Diritti Umani del popolo iraniano e non li affermi, sarà solo un incitamento alle repressioni e alle esecuzioni di morte; sarà solo e soltanto calpestare i Diritti del popolo iraniano e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
21 maggio 2018

 

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