sabato, Dicembre 10, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaMaryam Rajavi: “Il requisito fondamentale per la pace e la democrazia nella...

Maryam Rajavi: “Il requisito fondamentale per la pace e la democrazia nella regione è la cacciata del regime iraniano fulcro dell’estremismo e del terrorismo”

Parigi – Conferenza su “La dittatura religiosa in Iran, epicentro delle guerre settarie in Medio Oriente”:

• Condanniamo il bombardamento del popolo palestinese. Il massacro dei civili a Gaza distoglie l’attenzione da Iraq e Siria a beneficio del regime iraniano e deve cessare immediatamente

• L’invio  di armi del regime iraniano in Iraq e Siria è una violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. La comunità internazionale deve impedire ai mullah di inviare armi

• La collaborazione tra gli Stati Uniti e il regime iraniano in Iraq è un terribile errore. La sola via per uscire dalla crisi irachena è la rimozione di Maliki, la cacciata del regime iraniano e la creazione di un governo nazionalista omnicomprensivo

 

Gli oratori hanno sottolineato che i paesi occidentali con il loro appoggio a Maliki, l’indifferenza verso le sue atrocità e la negazione del loro sostegno attivo all’opposizione democratica siriana, hanno avuto un ruolo primario nella crescita dell’estremismo e del terrorismo.

Sabato 26 Luglio nella conferenza “La dittatura religiosa in Iran epicentro delle guerre settarie in Medio Oriente” tenutasi a Parigi, Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha definito il sistema del velayat-e faqih in Iran come “il partito che sotto la bandiera dell’Islam diffonde l’estremismo ed è il principale responsabile delle calamità e delle crisi che colpiscono il mondo islamico in Iraq, Siria, Palestina, Libano e ovunque nella regione”.

In questa conferenza, tenutasi alla presenza di personalità politiche e religiose provenienti da diverse nazioni di quattro continenti, Maryam Rajavi ha definito la cacciata del regime iraniano “la soluzione pratica per conquistare la pace, la tolleranza e la democrazia nella regione”. Riguardo agli sviluppi nella regione ha evidenziato i seguenti punti:

1. Condanniamo il bombardamento del popolo indifeso della Palestina da parte di Israele e chiediamo azioni immediate alla comunità internazionale per fermare questa carneficina e gli attacchi contro i civili. Appoggiamo gli sforzi del Presidente Mahmoud Abbas per raggiugere un immediato cessate il fuoco. Questi attacchi, che distolgono l’attenzione internazionale dalle crisi in Iraq e Siria, servono innanzitutto gli interessi del regime iraniano, minacciano il processo per porre fine alla divisione della Palestina e per la formazione di un governo di unità nazionale al quale il regime  è estremamente contrario.

2. L’invio da parte del regime iraniano di armi, equipaggiamento e aeri da guerra in Iraq e Siria, per preservare le dittature di Maliki e Assad, è una violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. La comunità mondiale deve rompere il suo silenzio a questo riguardo e costringere il regime teocratico a interrompere gli invii di armi.

3.Il Governo degli Stati Uniti non deve cadere nella trappola di prendere le parti e collaborare con il regime iraniano fornendo appoggio al regime in Iraq che i mullah stanno cercando di salvare. Questo sarebbe un altro loro enorme errore in Iraq e non otterrà nessun altro risultato se non quello di far sprofondare l’Iraq in una guerra civile.

4.Le menzogne del regime iraniano sui Mujahedin-e Khalq che avrebbero legami e appoggerebbero l’ISIS sono assolutamente false. Lo scopo di queste bugie è solo quello di preparare la scena per il massacro dei Mujahedin e provocare un’altra catastrofe umanitaria.

5.Nell’esprimere il nostro sdegno per l’oppressione e le aggressioni contro i cristiani a Mosul, noi appoggiamo la posizione dell’Associazione degli Accademici Musulmani e delle tribù irachene che condannano lo sfollamento dei cristiani. L’Associazione degli Accademici ha giustamente definito la repressione dei cristiani per mano dell’ISIS “un crimine contro degli innocenti ed uno sviamento dal cammino segnato dal Profeta dell’Islam nei rapporti con i cristiani e i seguaci di altre religioni” ed ha chiesto il ritorno dei cristiani alle loro case.

6.Esortiamo i paesi arabi e musulmani della regione ad interrompere i loro rapporti politici con il regime dei mullah per protestare contro la loro esportazione del terrorismo e del fondamentalismo ed il genocidio in Siria e in Iraq, nonché contro il loro incitamento alla guerra e al conflitto settario nel mondo arabo, dal Bahrein, allo Yemen e al Libano.

7.L’accondiscendenza verso il regime iraniano da parte dei P5+1 riguardo alla questione nucleare e l’aver acconsentito ad essere trascinati in questa infinita maratona di colloqui, non porterà alcun frutto se non quello di dare a questo regime l’opportunità di impegnarsi in ulteriori inganni. La comunità internazionale deve chiedere la piena attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, in particolare quella sulla totale interruzione dell’arricchimento dell’uranio. I colloqui sul nucleare dovranno essere affiancati dall’imputazione della dittatura religiosa per le sue palesi violazioni dei diritti umani in Iran e per il genocidio in Siria e Iraq. Le bugie sul nucleare, le violazioni dei diritti umani e l’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo sono i tre attributi principali del regime.

In un’altra parte del suo discorso Maryam Rajavi ha detto: “Il regime iraniano e il suo burattino iracheno stanno cercando di sfruttare l’attuale situazione in Iraq per preparare la scena ad azioni repressive e criminali contro i rifugiati a Liberty. In tali circostanze le Nazioni Unite e gli Stati Uniti devono immediatamente trasferirli tutti in Europa o negli Stati Uniti conformemente ai loro impegni  e alle leggi internazionali. E fino ad allora, dovranno prendere misure urgenti per garantire la loro protezione a Camp Liberty dislocandovi una unità di Caschi Blu”.

Gli altri oratori della conferenza sono stati: Sid Ahmed Ghozali, ex-Primo Ministro dell’Algeria; il Dr. Badr Jamous, vice-Presidente della Coalizione Siriana; il Dr. Nazir Hakim al-Merfaq, Segretario di questa coalizione; Mohamed Elorabi, ex-Ministro degli Esteri egiziano; lo Sceicco Khalil Meroun, capo della Moschea di Evry in Francia. Dalla Giordania Na’ayem al-Alajarameh, Presidente del Comitato Parlamentare per le Donne e la Famiglia e Maddallah Altarawneh, parlamentare e leader del partito “Allameh”. Dal Marocco Najimeh Taytay, ex-Ministro per l’Istruzione e la Gioventù e Na’ima Bushareb, parlamentare. Dalla Francia Bernard Kouchner, 

ex-Ministro degli Esteri e Rama Yade, ex-Ministro per i Diritti Umani; Walid Phares, esperto in questioni del Medio Oriente; Marc Ginsberg, ex-Ambasciatore U.S.A. in Marocco; Sabah Almokhtar, avvocato iracheno; Zahed Orouge, parlamentare dell’Azerbaijan; Amal al-Dube’I, giudice yemenita; Jalal Ganjei, Presidente del Comitato per la Libertà Religiosa del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana; personalità e delegazioni degli Imam delle moschee e dei comitati musulmani di Francia e i rappresentanti di molte società e associazioni iraniane.

Gli oratori hanno affermato che ridurre i problemi dell’Iraq all’ISIS è un errore pericoloso che servirà solo gli interessi dell’ISIS e del regime in Iran. Hanno dichiarato che il solo modo per impedire l’allargamento di questa guerra è estromettere Maliki ed appoggiare il popolo, le tribù e i gruppi iracheni che sono i principali elementi di questa enorme sollevazione e sono essi stessi anche la migliore risposta all’estremismo. Hanno sottolineato che gli Stati Uniti e i paesi occidentali con il loro appoggio a Maliki in Iraq, l’indifferenza verso le atrocità commesse ai danni del popolo iracheno ed in particolare dei sunniti, il loro immobilismo di fronte delle disumane atrocità di Bashar Assad e il loro rifiuto ad appoggiare attivamente l’opposizione democratica siriana, hanno avuto un ruolo primario nell’escalation dell’estremismo e del terrorismo.

Durante la conferenza sono stati letti i messaggi di solidarietà del Dr. Tareq Hashemi, ex-Vice Presidente dell’Iraq; del Colonnello Riaz al-Assad, uno dei fondatori dell’Esercito Libero Siriano e i messaggi di decine di generali e di alti ufficiali dell’Esercito Libero Siriano, di molti parlamentari e attivisti politici di paesi arabi e musulmani in linea con gli obbiettivi di questa conferenza.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

26 Luglio 2014

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,489FollowersFollow