mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Maryam Rajavi: “Il regime iraniano non è riuscito ad annientare il PMOI per garantire la sua sopravvivenza”

Nel quarto anniversario del massacro di 52 membri del PMOI residenti ad Ashraf, in Iraq, assassinati per conto del regime iraniano dal governo-fantoccio dell’Iraq e dai suoi agenti, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi ha detto: “L’esecuzione di massa dei membri del PMOI è stata semi-nascosta del passo indietro del regime nei colloqui sul nucleare e nel JCPOA. Prima dell’inizio dei colloqui con i P5+1 e la firma di un accordo a Novembre 2013, il regime è ricorso al massacro ad Ashraf.

Dopo l’approvazione del JCPOA da parte di Khamenei, ad Ottobre 2015, Camp Liberty è stata attaccata con i missili. Tutte le fasi dell’accordo sul nucleare, a partire dai colloqui segreti fino alla firma del JCPOA, sono state accompagnate dagli attacchi e dai massacri dei residenti di Ashraf. Il regime ha bisogno di annientare la sua più importante minaccia esistenziale, il PMOI e la Resistenza Iraniana, per garantire la sua sopravvivenza”.

Con una cerimonia alla presenza di molte personalità internazionali e di un folto gruppo di membri del PMOI a Tirana, Maryam Rajavi ha detto che il massacro di Ashraf non svanisce nel passato. Come il massacro del 1988, è direttamente legato alla Resistenza, alla libertà e ai diritti umani in Iran. Il dossier su Ashraf deve essere aperto e Khamenei, Maliki e gli altri coinvolti in questo massacro devono affrontare la giustizia.

Allo stesso modo, deve essere chiarito perché gli Stati Uniti hanno voltato le spalle ai loro palesi e innegabili impegni per la protezione dei residenti dei campi Ashraf e Liberty e non hanno intrapreso nessuna azione contro questo enorme crimine. Questo rientra nella politica di accondiscendenza, soprattutto degli ultimi otto anni, che ha contribuito a garantire guadagni inattesi ai mullah. L’enorme portata dei disastri causati dal regime in Medio Oriente, è stata resa possibile dal fatto di poter contare su questa politica.

Parlando dei 600 milioni di dollari di proprietà del PMOI in Iraq, Maryam Rajavi ha ribadito che gli Stati Uniti e l’ONU si erano ripetutamente impegnati, per iscritto e verbalmente negli anni precedenti, a risolvere il problema delle proprietà del PMOI ad Ashraf e Liberty. Ha chiesto agli Stati Uniti e all’ONU di obbligare il Governo dell’Iraq a rimborsare il PMOI per il suo patrimonio e le sue proprietà, in particolare quelle ad Ashraf e a Liberty, aggiungendo che tutte le proprietà del PMOI presenti in questi due campi sono a disposizione degli organi del governo iracheno.

Maryam Rajavi ha elogiato lo sciopero della fame dei prigionieri politici nel carcere di Gohardasht in Iran e ha detto: “La resistenza di questi coraggiosi prigionieri ha attirato la grande solidarietà della gente di tutto il paese e del mondo”. Ha poi esortato la comunità internazionale a condannare la dittatura religiosa al potere in Iran e ad incriminarla per porre fine alle torture e alla persecuzione dei prigionieri politici.

In un’altra parte del suo discorso Maryam Rajavi ha detto: “Quattro anni sono passati dalle esecuzioni di massa dei membri del PMOI ad Ashraf, ma i continui piani del regime per annientare il PMOI sono falliti e il sacrificio delle sue vittime ha ispirato e motivato grandi proteste e la prontezza sociale. Due anni dopo la firma del JCPOA, i mullah non hanno tirato fuori l’economia del paese dalla bancarotta, né hanno risposto alle richieste della ribelle società iraniana. Non hanno trovato nessun altra via per uscire dalla palude della Siria e gli scismi al vertice del loro bieco regime stanno diventando sempre più profondi”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

 

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