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Maryam Rajavi: “Il regime iraniano è il nemico dei musulmani, sia sciiti che sunniti

Parigi – Conferenza su “L’Islam democratico e tollerante contro il fondamentalismo e la dittatura religiosa”

La soluzione a questa crisi è l’espulsione del regime dei mullah da tutta la regione e il suo rovesciamento in Iran”

La dichiarazione della conferenza: Il riconoscimento della Resistenza Iraniana guidata da Maryam Rajavi non è solo volontà del popolo iraniano ma una necessità per la pace e la tranquillità della regione ed un passo essenziale da fare per sconfiggere l’inquietante fenomeno del fondamentalismo

Venerdì 3 Luglio Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha affermato che i musulmani di tutto il mondo, sciiti o sunniti che siano, hanno un nemico comune nei fondamentalisti che governano l’Iran. Ed ha sottolineato: “Si può ipotizzare una fine dello spargimento di sangue e delle fiamme alimentate dagli estremisti in nome dell’Islam. Per fare ciò, si deve avere sviluppato una solidarietà matura verso la Resistenza e il popolo iraniano per affrontare il regime iraniano e i suoi complici, come Bashar Assad e le forze in Iraq, Yemen, Libano e Siria che seguono ed applicano le politiche del velayat-e faqih”.

Maryam Rajavi è stata l’oratore principale della conferenza “L’Islam democratico e tollerante contro il fondamentalismo e la dittatura religiosa”, tenutasi a Parigi su invito e con il sostegno del Comitato francese dei Musulmani in Difesa dei diritti degli abitanti di Ashraf, in occasione del mese sacro del Ramadan.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha aggiunto: “Fino a che questo regime resterà al potere, il popolo dell’Iran e delle altre nazioni del Medio Oriente non sperimenteranno mai la libertà e la democrazia. Un regime che continua a voler acquisire la bomba atomica a dispetto dell’opposizione del popolo iraniano e della comunità internazionale, è una minaccia globale”.

Nel sottolineare la separazione tra religione e stato, come donna musulmana e a nome di una generazione che da cinque decenni difende il vero Islam del Profeta Maometto dal fondamentalismo e dalla dittatura religiosa, Maryam Rajavi ha dichiarato: 

1. Noi rifiutiamo la religione obbligatoria e qualunque obbligatorietà nella religione. Il dispotismo e la tirannia praticati in nome dell’Islam. Le leggi medievali della Sharia e la scomunica degli oppositori, sia sciiti che sunniti, sono contrarie all’Islam e alla tradizione di libertà del Profeta Maometto.

2. Secondo noi, l’essenza dell’Islam e la libertà. Libertà da ogni forma di coercizione, di oppressione e di sfruttamento.

3. Noi seguiamo il vero Islam. L’Islam tollerante e democratico. Un Islam che difende la sovranità popolare. Un Islam che difende l’uguaglianza delle donne.

4. Noi rifiutiamo la discriminazione religiosa e difendiamo i diritti dei seguaci di ogni fede e religione.

5. Il nostro Islam crede nella fratellanza tra tutte le religioni. Le guerre settarie e la discordia seminata tra gli sciiti e i sunniti sono i sinistri prodotti del regime fondamentalista del velayat-e faqih che mira a prolungare il suo potere anti-islamico e disumano.

Centinaia di personaggi politici e parlamentari illustri di diversi paesi, hanno espresso il loro sostegno a questa conferenza attraverso i loro messaggi video o per iscritto.

I partecipanti alla conferenza, insieme a molti altri personaggi illustri del mondo arabo e islamico, in una dichiarazione congiunta hanno appoggiato la coalizione araba contro l’occupazione delle Yemen da parte dei complici del regime iraniano ed hanno chiesto che questa coalizione si espanda per aiutare l’Esercito Libero Siriano e l’opposizione siriana a rovesciare Bashar Assad.  Tutti hanno sottolineato inoltre che “il regime iraniano deve rispettare le risoluzioni del Consigli di Sicurezza dell’ONU riguardanti il suo programma nucleare, che deve dare risposta a tutte le richieste pendenti dell’AIEA e deve permettere ispezioni invasive in tutti i suoi siti militari e non, sia dichiarati che non”.

La dichiarazione prosegue dicendo:

“I membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) a Camp Liberty, veri musulmani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro il regime iraniano, sono un grande patrimonio per il mondo islamico e per l’umanità che lotta contro il fondamentalismo e l’estremismo praticati in nome dell’Islam. Sono i più graditi ospiti della comunità araba e la loro protezione è un dovere per tutti i nobili musulmani e arabi.

“Noi denunciamo energicamente il disprezzo delle promesse fatte loro dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite, la violazione dei loro diritti, il tirannico assedio imposto loro dal Governo dell’Iraq e l’invio di agenti del Ministero dell’Intelligence del regime iraniano fatti passare per loro familiari per torturarli psicologicamente.

“Dichiariamo inoltre che gli Stati Uniti e le Nazioni Unite devono fornire e garantire la loro protezione. Altrimenti dovrebbero restituire parte delle loro armi personali per potersi difendere dalle milizie affiliate al regime iraniano. Camp Liberty deve essere riconosciuto come un campo per rifugiati e l’assedio che sta subendo, in particolare il blocco sanitario, deve essere totalmente revocato e annullato”.

Questa dichiarazione è a sostegno della Resistenza Iraniana e del suo Presidente Maryam Rajavi, nonché dei suoi piani e programmi per il futuro Iran e sottolinea: “Il riconoscimento di questa resistenza e della sua lotta per rovesciare il regime iraniano non è solo volontà del popolo iraniano ma una necessità di pace e tranquillità per la regione ed un passo essenziale da fare per sconfiggere l’inquietante fenomeno del fondamentalismo”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 Luglio 2015

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