mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Maryam Rajavi: Il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata si sono preparati per rovesciare il regime

CNRI – «È giunta l’ora di abbattere il fascismo religioso in Iran. Il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata si sono preparati per rovesciare il regime. La comunità  internazionale deve riallinearsi sulla volontà del popolo iraniano», ha dichiarato MaryamRajavi in un incontro al Parlamento estone il 12 novembre a Tallinn. La presidente eletta della Resistenza iraniana si esprimeva davanti a un panel estone e internazionale. Riportiamo i punti salienti del suo discorso.
Cari amici,
Cari compatrioti e cari partigiani della Resistenza iraniana.
Permettetemi di rivolgere a tutti voi i miei saluti più cordiali, a tutti voi riuniti qui per sostenere la resistenza del popolo iraniano, specialmente ai parlamentari e agli amici estoni della Resistenza, così come alle personalità della Lettonia e della Lituania qui presenti.
Con voi e in nome del movimento della resistenza del popolo iraniano, rivolgo i miei saluti più cordiali ai nostri distinti amici e al fiero popolo dell’Estonia.
Non è per caso che Tallinn ha aperto il suo cuore oggi alla Resistenza iraniana. Questa città ha una storia brillante di perseveranza nella sua resistenza alla dittatura, all’occupazione e al nazismo durante una buona parte del XX secolo e i decenni che hanno seguito la seconda guerra mondiale. È una fonte d’onore per il mondo contemporaneo.
La storia dolorosa ma ricca dell’Estonia insegna al mondo che, anche nei periodi in cui i despoti più imponenti e ingannevoli sono al potere, sono la volontà e la determinazione del popolo che finiscono per spezzare le catene e cantare vittoria. La storia dell’Estonia dice ai dittatori: voi potete asservire quasi tutto; ma non potrete mai asservire il desiderio e l’aspirazione di un popolo alla libertà. È questa aspirazione che finisce sempre per trionfare.
Permettetemi anche di esprimere la profonda ammirazione e gratitudine della Resistenza per i rappresentanti eletti del popolo estone che hanno in molte occasioni sostenuto la resistenza del popolo iraniano.
Vorrei anche porgere i saluti della resistenza del popolo iraniano ai parlamentari e ai rappresentanti dei popoli di Lettonia e di Lituania qui presenti. La dichiarazione del Parlamento della Lettonia e quelle dei parlamentari della Lituania, per un cambiamento di regime in Iran e per il riconoscimento ufficiale della Resistenza iraniana da parte della comunità internazionale, sono modelli da seguire per adottare una politica corretta, una politica della quale la comunità internazionale ha bisogno oggi di fronte alla minaccia più gravealla pace e alla sicurezza del mondo, cioè il fascismo religioso al potere in Iran. Graziea tutti.
Cari amici,
Il nostro incontro di oggi, come tutti gli sforzi dei membri della resistenza e dei loro sostenitori in Iran e nel mondo, mira a inviare un messaggio: è giunta l’ora di abbattere il fascismo religioso in Iran. Il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata si sono preparati per rovesciare il regime. La comunità internazionale deve riallinearsi sulla volontà del popolo iraniano.
La propagazione dell’integralismo islamico in Medio Oriente e in Africa del nord costituisce una minaccia mondiale.
Già da vent’anni il nostro movimento ha messo in guardia contro l’integralismo come minaccia mondiale il cui cuore batte a Teheran. Sfortunatamente, il mondo non ha saputo reagire con rapidità. Oggi, noi diciamo che la soluzione a questo fenomeno è un cambio di regime in Iran e che la resistenza iraniana è l’antitesi culturale a questo fenomeno.
La dittatura religiosa al potere in Iran ha imposto una repressione senza uguali oggi nel mondo sul popolo iraniano. D’altra parte, un vasto movimento di resistenza si è formato contro di essa.  120.000 oppositori politici, per la maggior parte membri e simpatizzanti dell’OMPI e della Resistenza iraniana, hanno dato la vita in questa lotta. Questa raccolta contiene le identità di 20.000 di coloro che sono stati giustiziati.
Anche nelle ultime settimane, i mullah hanno ignobilmente vessato dei prigionieri politici. Questi hanno iniziato uno sciopero della fame che è sostenuto dai nostri compatrioti nel mondo.  I mullah sopravvivono grazie alle esecuzioni e alla tortura. Avvengono mediamente due esecuzioni al giorno in Iran e 80 arresti ogni ora. È per questo che il popolo iraniano vuole un cambiamento di regime.
Prima di tutto si tratta di liberarsi dalle grinfie della dittatura per eleggere liberamente i propri rappresentanti. La Resistenza  vuole elezioni libere, l’instaurazione d’una repubblica, la separazione della religione e dello Stato, il pluralismo, l’eguaglianza di genere con un’insistenza sul ruolo paritario delle donne nella direzione politica, il rispetto dei diritti umani e specialmente l’abolizione della pena di morte, e un Iran non nucleare, in cui il progresso economico offra pari opportunità a tutta la popolazione.
Questa Resistenza con tutti i suoi sacrifici e la sua perseveranza e con il suo programma democratico è sicuramente capace di rovesciare il regime dei mullah.
Sfortunatamente, i governi occidentali si sono schierati in pratica con il partito dei mullah contro il popolo iraniano, nonostante il fatto che in superficie ci siano contrasti retorici fra i governi occidentali e i mullah al potere in Iran. Ma nel contesto delle relazioni politiche ed economiche, nessun altro fattore che la politica dei governi occidentali ha aiutato i mullah permettendo loro di restare sul posto e impedendo la loro caduta.
Cari amici,
Un nuovo periodo della storia della nostra resistenza si è aperto.
Questa Resistenza ha rimosso un grande ostacolo dalla via della libertà del popolo iraniano e i mullah, da parte loro, sono entrati in una fase che culminerà con il rovesciamento del regime.
Essi sono accerchiati e assediati dalla collera repressa della società. Essi sono bloccati all’angolo in un’economia devastata le cui sfide sono insormontabili; un’economia in caduta libera conil 50% d’inflazione, il 30% di disoccupazione, il 300% di perdita del valoredella moneta nazionale e un tasso di crescita negativa dello 0,7%.
Nello stesso tempo, i circoli del potere sono paralizzati dalle divisioni e dai dissensi interni. Essi si preparano alle elezioni presidenziali che intensificheranno queste liti.
Per preservare il proprio regime, i mullah hanno intensificato la repressione nel Paese, approfondito la propria ingerenza e la penetrazione del terrorismo in Iraq, in Libano e in Afghanistan, e assassinano la popolazione siriana, mentre sviluppano armi nucleari.
Oggi, la lotta di liberazione del popolo iraniano cade nella stessa categoria degli sforzi per preservare la pace e la sicurezza internazionali di fronte alle minacce poste dal fascismo religioso in Iran.
È per questo che è più che mai imperativo prendere le distanze da tutte le iniziative legate alla politica dicondiscendenza.
È tempo per i governi occidentali di rispettare la volontà del popolo iraniano di rovesciare la dittatura religiosa e si tratta di un imperativo urgenteper la pace e per la sicurezza nel mondo intero. 
Vorrei anche attirare la vostra attenzione sul fatto che, parallelamente ai propri sforzi per mantenere la sua principale opposizione sulla lista del terrorismo, in questi ultimi dieci ani, il regime dei mullah ha cercato di annientare i 3.200 membri dell’opposizione iraniana residenti nel campo di Ashraf in Iraq. Trasferendo la protezione di quelle persone al governo iracheno,che è chiaramente una marionetta del regime iraniano, gli Stati Uniti hanno commesso una violazione flagrante del diritto internazionale e apportato un forte contributo a quel regime.
Fino a un anno fa, essi vivevano nel campo di Ashraf,una città non lontana dalla frontiera con l’Iran, per l’edificazione della quale avevano lavorato duramente per 26 anni. Ma sotto la pressione del fascismo religioso in Iran e del suo governo vassallo in Iraq, con due massacri nel luglio 2009 e nell’aprile 2011, insieme con l’inazione e il compiacimento degli USA e dell’Unione Europea, essi sono stati trasferiti da Ashraf a Camp Liberty.  Le condizioni in questo campo, secondo l’ONU, sono simili a quelle di una prigione e non sono conformi alle norme umanitarie né a quelledei diritti umani.
Rivolgo un appello con forza alla comunità internazionale e specialmente agli USA perché usino la propria influenza per fare pressione sul governo iracheno per far cessare tutte le pressioni contro l’OMPI in Iraq. Le Nazioni Unite devono attribuire a Camp Liberty la qualifica di campo profughi.
Oggi, conformemente agli ordini del regime iraniano, il governo iracheno esercita pressioni molto pesanti e trama per rubare e saccheggiare i beni e le proprietà degli ex residenti di Ashraf, che sono il frutto del loro lavoro e della resistenza iraniana. Vogliono privarli del loro diritto alla proprietà, che è un diritto elementare e fondamentale. Rivolgo un appello agli USA e all’ONU perché impediscano al governo iracheno di tentare di rubare tali beni.
Tutti gli ostacoli residui della politica di condiscendenza devono essere abbandonati in favore dell’apertura di un percorso verso la liberazione di una nazione incatenata e tenuta prigioniera.
La stessa forza che ha spinto in avanti la storia e le stesse speranze e la luce eterna che hanno finito per liberare l’Estonia dal giogo della tirannia e della dittatura libereranno certamente anche la nostra capitale Teheran e l’Iran intero.
Sì, è giunta l’ora di abbattere il fascismo religioso al potere in Iran. Il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata si sono preparati per rovesciare il regime. La comunità internazionale deve riallinearsi sulla volontà del popolo iraniano.
Viva il popolo iraniano!
Viva la liberta!

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