sabato, Novembre 26, 2022
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Maryam Rajavi: “I mullah sono i primi perdenti per gli sviluppi in Iraq. La ‘moderazione’ di Rouhani non è altro che un miraggio. Il conto alla rovescia per il regime dei mullah è iniziato. Il cambiamento in Iran è inevitabile”

Parigi – Gran Raduno degli Iraniani

Il regime iraniano cerca di guadagnare tempo nei negoziati sul nucleare e lasciare aperta una via all’acquisizione della bomba atomica

Il gran raduno degli iraniani e dei sostenitori della Resistenza Iraniana provenienti da 69 paesi di tutto il mondo, è iniziato alla Villepinte Hall di Parigi alle 14:30 di venerdì 27 Giugno, con la partecipazione di 600 personalità politiche, parlamentari e giuristi appartenenti ad un ampio spettro di correnti politiche.

 

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana e oratore principale dell’evento, riguardo agli ultimi sviluppi in Iraq ha detto: “Sin dal primo giorno, a causa della sua posizione geo-politica, l’Iraq è stato la preda più importante per il velayat-e faqih, per esportarvi i suoi ideali reazionari e terroristici. Dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iraq, il sogno tanto rincorso del Velayat-e faqih si è realizzato e la forza terroristica Quds ha assunto il controllo del destino del popolo iracheno. Gli Stati Uniti hanno preso uno storico abbaglio considerando questa dittatura religiosa al potere, parte della soluzione ed acconsentendo al suo governo congiunto dell’Iraq”.

Ed ha aggiunto: “Il regime iraniano ha tentato invano di contrastare la rivolta del popolo iracheno etichettando questa ribellione di milioni di iracheni come ‘terrorismo’ e ‘azioni di gruppi estremisti’. E ciò nonostante i leaders tribali e il popolo dell’Iraq abbiano per settimane ripetutamente condannato qualunque forma di estremismo e terrorismo, nonché qualunque aggressione o attacco contro i civili. Oggi c’è un ampio consenso a livello internazionale sul fatto che l’attuale stato di cose in Iraq derivi dalle politiche monopolistiche e repressive di Maliki. Perciò, c’è solo una soluzione: cacciare Maliki, cacciare il regime iraniano dall’Iraq e creare un governo democratico ed omnicomprensivo. Solo il regime iraniano sostiene apertamente la continuazione di un governo di Maliki”.

Nell’esprimere preoccupazione per i complotti del regime dei mullah e di Maliki contro i residenti di Ashraf e Liberty, Maryam Rajavi ha “sottolineato la responsabilità degli Stati Uniti e del Segretario Generale dell’ONU riguardo alla sicurezza, alla protezione e all’incolumità” di questi rifugiati. “Noi abbiamo ripetutamente chiesto agli Stati Uniti di trasferire i residenti di Liberty negli U.S.A. o in un paese europeo anche temporaneamente. Pagheremmo noi tutte le spese di questo trasferimento. Gli Stati Uniti dovranno quantomeno impedire al regime iracheno di portare a termine qualunque attacco o aggressione e l’imposizione di restrizioni ai residenti di Liberty. Devono garantire la sicurezza di Camp Liberty e lavorare per porre fine al disumano assedio che gli è stato imposto”.

Ha anche sottolineato: “Sulla questione nucleare i mullah stanno affrontando un impasse strategico. Da una parte, temono le conseguenze interne e internazionali del persevereare nella politica dell’acquisizione delle armi nucleari e dall’altra, sono preoccupati per le ripercussioni interne susseguenti alla rinucia a questa politica e per il loro regime che cadrebbe a pezzi. Vogliono approfittare della politica di accondiscendenza dell’Occidente il più possibile, per guadagnare tempo e lasciare aperta una via all’acquisizione delle armi nucleari”. Ha aggiunto che qualunque accordo possibile con il regime iraniano dovrà prevedere ciò che segue:

“Accettazione del Protocollo Integrativo e delle ispezioni a sorpresa in tutti i siti atomici del regime. Colloqui senza limitazioni con tutto il personale coinvolto. Blocco di tutti gli impianti e progetti nucleari del regime, compresi Arak, Natanz e Fordow. Incriminazione del regime iraniano per violazione dei diritti umani in Iran e genocidio in Siria e Iraq, in parallelo ai negoziati sul nucleare”.

Valutando i risultati di un anno di attività del mullah Rouhani, il cosiddetto presidente “moderato” del regime dei mullah, Maryam Rajavi ha detto: “Un anno fa  avevo avvertito coloro che in Occidente parlavano di rapidi cambiamenti. Dissi loro che niente sarebbe cambiato con Rouhani e che si sarebbe solo aggravata la crisi del regime. Ora, un anno dopo l’elezione di Rouhani, la situazione è estremamente critica sotto ogni aspetto. Ancora una volta è stato provato che la ‘moderazione’ all’interno del regime è solamente un miraggio. Tutte le riserve strategiche del regime sono state utilizzate e ora questo sta affrontando un’agonia mortale in ogni ambito”.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha sottolineato: “La verità è che il motore e la forza primaria che guida i fatti non è né il tiro alla fune tra il regime e gli Stati Uniti sulla questione del nucleare, né le lotte intestine tra le due fazioni al potere. La battaglia principale è stata, ed è, tra il popolo iraniano e la sua Resistenza e la teocrazia al potere. Il cambiamento in Iran è inevitabile, ma non dall’interno del regime, piuttosto attraverso il popolo iraniano e la sua Resistenza. Il popolo iraniano vuole un cambio di regime e la Resistenza Iraniana è la forza trainante. Questa Resistenza è il giocatore principale di ogni sviluppo serio e fondamentale in Iran. Ecco perché i mullah stanno tentando di ritardare il loro crollo aumentando le esecuzioni, massacrando il PMOI ad Ashraf e Camp Liberty e ricorrendo alla propaganda ingannevole”. Maryam Rajavi ha ricordato che la Resistenza Iraniana vuole una repubblica basata sulla separazione tra stato e chiesa, l’uguaglianza tra i sessi, l’annullamento della pena di morte e un Iran non-nuclearizzato. Ed ha aggiunto: “Il raduno di oggi riflette la voglia del popolo iraniano di ogni estrazione sociale, compresi i prigionieri politici, di libertà e democrazia. E’ arrivato il momento che la comunità internazionale sostenga il popolo iraniano”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

27 Giugno 2014

 

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