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Maryam Rajavi alla Grande Conferenza di Parigi: Il regime iraniano sta per essere rovesciato

Un anno dopo  l’accordo sul nucleare entrambe le fazioni hanno fallito il salvataggio

• Il silenzio nei confronti dell’ingerenza del regime gli consente di commettere un genocidio e di violare la sovranità nazionale dei paesi della regione

• Il riconoscimento del diritto del popolo iraniano a rovesciare il regime per ottenere libertà e democrazia non sarà solo un beneficio del popolo dell’Iran, ma è indispensabile alla pace e alla tranquillità della regione e del mondo 

Rivolgendosi al più grande raduno di esuli iraniani organizzato a Parigi il 9 Luglio, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, ha presentato una valutazione della situazione del regime teocratico, un anno dopo la firma dell’accordo sul nucleare. E ha detto:

Il leader supremo del regime, Ali Khamenei, si è reso conto che la sopravvivenza del suo regime è minacciata. Per salvare il regime, alla fine ha deciso di fare marcia indietro abbandonando, almeno temporaneamente, il programma del regime sulle armi nucleari. Ma la crisi che attanaglia il regime non può essere contenuta. Al contrario, è stata esacerbata, gettando il regime ancora più in fondo alla palude della guerra siriana.

Nell’ultimo anno, dalla conclusione dell’accordo sul nucleare, molte sanzioni sono state rimosse e le esportazioni di petrolio sono cresciute. Ma i guadagni che ne sono derivati hanno alimentato le fiamme della guerra siriana. Persino con alcune delle più incoraggianti opportunità internazionali e le concessioni senza garanzie fatte dall’Occidente e messe a disposizione del regime, l’economia è sprofondata ancora di più nella recessione. Il sistema finanziario e bancario è alla bancarotta e le aziende chiudono come cadono le foglie in autunno. La fazione guidata da Hashemi Rafsanjani  ed Hassan Rouhani, che aveva considerato l’accordo come un trampolino di lancio per ottenere una maggiore quota di potere, è caduta a capofitto. I governi e le aziende occidentali che sognavano una celata occasione d’oro in Iran, si sono ritrovati ad affrontare invece la devastazione lasciata dal  velayat-e faqih (il potere religioso assoluto).

Durante questo periodo la repressione è aumentata. I nostri compatrioti curdi, arabi, baluci e i seguaci di fedi diverse, hanno subito ancora repressione e discriminazione. Il numero delle esecuzioni è salito di due tre volte rispetto alla presidenza di Mahmoud Ahmadinejad.

A causa dell’esplosivo malcontento popolare e dell’esistenza di una forza alternativa capace e vigile, il regime si è ritrovato esposto al pericolo di essere rovesciato. Non è senza motivo che solo cinque giorni prima del vostro gran raduno di Parigi, il regime abbia ordinato l’attacco missilistico contro Camp Liberty. Questa è stata la reazione all’interesse degli iraniani per questo raduno ed un’ulteriore indicazione della paura del regime di venire rovesciato.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “Nell’ultimo anno, entrambe le fazioni non sono riuscite a trovare un modo per preservare il regime. È stato dimostrato ancora una volta che non esiste nessuna soluzione all’interno del regime e che la soluzione offerta dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, vale a dire il rovesciamento della teocrazia al potere, è la sola praticabile. In poche parole, il popolo iraniano dice che il regime del velayat-e faqih deve essere rovesciato in tutto il suo complesso, con tutte le sue fazioni”.

Maryam Rajavi ha precisato: “Ci sono stati molti che hanno dato per scontato che l’accordo sul nucleare avrebbe portato tranquillità nella regione, ma invece ha portato barili-bomba ed ha scatenato 70.000 membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) contro il popolo della Siria. Ciò ha portato alla pulizia etnica dei sunniti da parte della forza terroristica Quds in Iraq e alla diffusione dell’estremismo in nome dell’Islam in tutta la regione.

I mullah e il Daesh (ISIS) stanno recitando lo stesso copione. Entrambi di oppongono ai puri insegnamenti dell’Islam. Hanno un modus operandi simile in quanto a barbarie e brutalità. Hanno bisogno di poter contare l’uno sull’altro per sopravvivere. Per questa ragione fino a che continuerà l’occupazione del regime in Siria, Iraq e Yemen, non si potrà combattere efficacemente il Daesh. Purtroppo il concetto di coordinamento pratico con la forza terrorista Quds del regime iraniano, viene giustificato con la scusa di combattere il Daesh. Vi avverto: restare in silenzio di fronte ad un simile atteggiamento o qualunque collaborazione con i mullah, consente loro di commettere un genocidio e di violare la sovranità nazionale dei paesi della regione.

La politica degli Stati Uniti sull’Iran, e di conseguenza sul Medio Oriente, è passata da un errore all’altro. Dal concetto di favorire i finti moderati all’interno del regime, a quello di inserire nella lista nera l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), a quello di rimanere in silenzio di fronte alle proteste del 2009 in Iran. Questa politica ha incoraggiato la dittatura religiosa, ha portato la distruzione nelle nostre nazioni ed altre crisi negli Stati Uniti.

Questa politica può essere corretta attraverso una soluzione che è l’unica opzione efficace, nonché la soluzione più indispensabile: il diritto del popolo iraniano a rovesciare la dittatura religiosa, per ottenere la libertà e la democrazia, deve essere riconosciuto. Questa soluzione non andrà solo a beneficio del popolo iraniano, ma rappresenterà anche una svolta per la regione e per il mondo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 

9 Luglio 2016

 

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