sabato, Novembre 26, 2022
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Maryam Rajavi : 400 residenti di Ashraf sono pronti ad andare a Camp Liberty alla prima opportunità

Maryam Rajavi esprime gratitudine al Segretario di Stato Clinton per l’approccio umanitario sulla salvezza e la sicurezza dei residenti di Ashraf, e apprezza gli sforzi del Segretario Generale dell’ONU, del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Iraq, dell’UNHCR e della baronessa Ashton

La signora Rajavi, avendo ricevuto rassicurazioni e la lettera di Martin Kobler, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l’Iraq, ha annunciato che, come gesto di buona volontà, 400 residenti di Ashraf sono pronti ad andare a Camp Liberty con i loro beni mobili e veicoli alla prima opportunità. «La dichiarazione del Segretario Generale a questo proposito, in cui si afferma che l’accordo con il governo iracheno è una “base per una soluzione pacifica e durevole”, e i chiarimenti del Rappresentante Speciale del Segretario Generale a proposito di questo accordo nella sua lettera ai residenti di Ashraf sono un buon inizio, e la sua promessa di continuare gli sforzi per risolvere le questioni in sospeso ha convinto i residenti a iniziare il trasferimento in base alla dichiarazione del Segretario Clinton il 25 dicembre e alla lettera del Rappresentante Speciale del 28 dicembre 2011. Ho esortato i residenti di Ashraf a contare con fiducia su queste basi e sulle dichiarazioni del Segretario Generale Ban Ki-Moon, dell’Alto Rappresentante dell’UE Baronessa Ashton e dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres.»
La signora Maryam Rajavi, presidente-eletto della Resistenza iraniana, ha espresso la propria gratitudine per l’approccio umanitario da parte del Segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton nella sua dichiarazione del 25 dicembre sulla situazione di Ashraf per il raggiungimento di una soluzione pacifica e durevole per i residenti del Campo, per avere insistito sulla loro «salvezza e sicurezza» e per avere affermato che «funzionari dell’Ambasciata statunitense di Baghdad si recheranno in visita (a Camp Liberty) regolarmente e frequentemente». Ha anche ringraziato l’ambasciatore Daniel Fried, rappresentante speciale del Segretario di Stato per Ashraf, per i suoi sforzi in questo senso.
La signora Rajavi ha ripetuto che i residenti di Ashraf sono pronti a trasferirsi a Camp Liberty con garanzie minime e ha sottolineato: «I residenti di Ashraf accolgono con favore la dichiarazione del Segretario Clinton e, naturalmente, tutto ciò che fosse contrario allo spirito e alla lettera della dichiarazione sarebbe inaccettabile per loro». Avendo ricevuto le assicurazioni e la lettera di Martin Kobler, Rappresentante Speciale del Segretario Generale, ai residenti di Ashraf, la signora Rajavi ha annunciato: «Nonostante gli attacchi del 25 e del 27 dicembre con razzi da 107 millimetri su Ashraf, e la continuazione di varie provocazioni a Baghdad e attorno ad Ashraf, come gesto di buona volontà 400 residenti sono pronti ad andare a Camp Liberty con i loro beni mobili e veicoli alla prima opportunità. Il trasferimento del primo gruppo di residenti è, allo stesso tempo, una prova dell’atteggiamento del governo iracheno circa gli impegni che ha assunto di fronte alle Nazioni Unite e agli Stati Uniti».
La signora Rajavi ha anche espresso profonda gratitudine e apprezzamento per gli sforzi del Segretario Generale Ban Ki-Moon, del suo Rappresentante Speciale ambasciatore Martin Kobler, dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres, dell’Alto Rappresentante dell’UE baronessa Catherine Ashton, del suo consulente speciale ambasciatore Jean de Ruyt, del vicepresidente del Parlamento Europeo Alejo Vidal-Quadras e del capo della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq Struan Stevenson, nonché di illustri personalità degli Stati Uniti e di parlamentari di oltre 40 paesi per i loro sforzi per prevenire violenza e spargimenti di sangue e per la ricerca di una soluzione pacifica.
Il presidente-eletto della resistenza iraniana ha spiegato che il governo iracheno non aveva purtroppo accettato la sua partecipazione o quella dei rappresentanti dei residenti di Ashraf e dei loro avvocati nei negoziati relativi alla firma del Memorandum d’Intesa con l’ONU. Come le dichiarazioni delle Nazioni Unite hanno indicato, il Rappresentante Speciale del Segretario Generale è stato solo un facilitatore nei negoziati.
Di conseguenza, il Memorandum d’Intesa non ha sufficientemente evidenziato le garanzie minime e non era quindi accettabile per i residenti di Ashraf. Ma l’enfasi categorica da parte del Segretario di Stato Hillary Clinton, del Segretario Generale Ban Ki-Moon, della baronessa Ashton, di António Guterres, e in particolare la lettera dell’ambasciatore Martin Kobler hanno contenuto la crisi e risolto il problema molto complesso.
Il Segretario Generale dell’ONU ha dichiarato di «credere che l’accordo ponga le basi per una soluzione pacifica e duratura alla situazione, rispettando sia la sovranità dell’Iraq che i suoi obblighi internazionali in materia umanitaria e di diritti umani», e che «qualunque violenza o tentativo di soluzione forzata sarebbe inaccettabile».
Riferendosi ai residenti di Ashraf e alla loro leadership, la baronessa Ashton ha sottolineato: «Dovrebbero essere rassicurati dai termini del Memorandum d’Intesa e dall’impegno dell’UNAMI e degli Stati Uniti per garantire un robusto monitoraggio. Grazie a questo, tutta la comunità internazionale sarà in grado di seguire da vicino l’intero processo e l’UE intende portare il proprio sostegno a questo accordo nel suo insieme… e continuerà a seguirne molto da vicino l’attuazione».
António Guterres ha dichiarato: «L’ACNUR è pienamente impegnato in questa iniziativa e attende con interesse il trasferimento volontario e pacifico dei richiedenti asilo a un sito temporaneo in modo che l’ACNUR possa procedere immediatamente con la determinazione del loro status».
Infine, i chiarimenti del Rappresentante Speciale del Segretario Generale circa il Memorandum d’Intesa nella sua lettera ai residenti di Ashraf li hanno persuasi a trasferirsi in base alla dichiarazione del Segretario di Stato Clinton del 25 dicembre e alla lettera del Rappresentante Speciale del 28 dicembre 2011. La signora Rajavi ha esortato con forza i residenti di Ashraf a contare con fiducia su queste basi e sulle dichiarazioni del Segretario Generale dell’ONU, dell’Alto Rappresentante dell’UE baronessa Ashton, e dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres.
Il Rappresentante Speciale ha sottolineato:
«Il Memorandum d’Intesa è un buon inizio. Delinea il processo di rilocalizzazione a Camp Liberty che si svolgerà esclusivamente sotto la responsabilità per la sicurezza del governo della Repubblica dell’Iraq. Il governo della Repubblica dell’Iraq garantisce la vostra sicurezza durante il trasporto da Camp Ashraf a Camp Liberty e nello stesso Camp Liberty fino a quando arriverà il momento in cui lascerete l’Iraq. Dato il poco tempo a disposizione, non è stato possibile affrontare tutte le vostre richieste. Molte questioni dovranno essere risolte tra voi e i rappresentanti del governo iracheno a Camp Liberty.»
«Il trasferimento sicuro e protetto dei residenti di Camp New Iraq a Camp Liberty e da Camp Liberty ad altri Paesi è garantito nel Memorandum d’Intesa.»
«Dall’arrivo dei residenti a Camp Liberty, le Nazioni Unite effettueranno il monitoraggio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 a Camp Liberty fino a quando i residenti lasceranno l’Iraq.»
«Sono consapevole della vostra richiesta di rispetto della privacy, in particolare per quanto riguarda le donne. Continuerò i miei sforzi con il governo della Repubblica dell’Iraq a questo riguardo per stabilire una soluzione adeguata, con l’accordo del governo dell’Iraq, che rispetti la sovranità dell’Iraq».
«Per quanto riguarda altre questioni, come ad esempio beni e proprietà, continueremo le discussioni per giungere ad una soluzione che rispetti i diritti di proprietà dei residenti in modo organizzato».
La signora Rajavi ha aggiunto:
«Contrariamente a quanto si dice circa il fatto che il governo iracheno non conosca il numero o l’identità dei residenti di Ashraf e quello che succede in questa città, devo portare alla vostra attenzione:
Primo – dal 5 al 9 aprile 2009, in un arco di cinque giorni, il governo iracheno ha preso le impronte digitali, registrato e identificato ogni singolo residente di Ashraf, senza eccezioni; Secondo – Il governo iracheno ha privatamente e individualmente intervistato tutti i residenti di Ashraf, sotto la supervisione delle forze USA e del Comitato Internazionale della Croce Rossa, dal 26 febbraio al 22 aprile 2009 presso la sede del battaglione iracheno. Durante questi colloqui, 11 persone hanno deciso di lasciare Ashraf e la televisione di stato irachena ha trasmesso questi pentimenti individuali alla presenza di funzionari della sicurezza irachena il 15 aprile 2009;
Terzo – Il governo iracheno ha perquisito tutti gli edifici e le strutture e tutti i terreni e ogni singolo residente di Ashraf, compresi gli effetti personali delle donne, con un’unità cinofila di polizia per tre giorni, il 18, il 19 e il 20 aprile 2009. Il documento ufficiale firmato di questa perquisizione è disponibile su richiesta.
Quarto – Prima degli attacchi del 28 e 29 luglio 2009, un rappresentante del governo iracheno, il signor Salim, era residente all’interno di Ashraf e aveva libero accesso ad ogni luogo di Ashraf 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Inoltre, dopo che gli Stati Uniti hanno trasferito la protezione di Ashraf alle forze irachene nei primi mesi del 2009, i residenti di Ashraf hanno accolto calorosamente le forze irachene. Essi hanno anche consegnato alle forze irachene edifici e strutture per un valore di 10 milioni di dollari che avevano costruito con fondi propri in oltre due decenni.»
Pur sottolineando le linee rosse dei residenti di Ashraf nel non arrendersi al fascismo religioso al potere in Iran e alle richieste del suo leader supremo, la signora Rajavi ha riassunto la flessibilità successive dimostrate dai residenti di Ashraf, che sono state infine riflesse nell’accettare il piano delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti.
Ci sono state:
– La fine di un diritto di residenza e asilo usufruito per 26 anni in Iraq, delineato in 22 pareri legali da parte di autorevoli studiosi del diritto di numerosi Paesi;
– L’accettazione del piano del Parlamento Europeo per lasciare l’Iraq verso Paesi terzi;
– L’accettazione della raccomandazione dell’ACNUR di presentare domande individuali per lo status di rifugiato e di dichiarare la disponibilità a colloqui individuali e privati;
– E, infine, l’accettazione del piano degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite di lasciare Ashraf, un tempo un pezzo sterile e arido di terra, che migliaia di abitanti hanno trasformato in una città moderna in 26 anni, con la loro fatica e con un costo elevato. Hanno costruito un’università, una biblioteca, un museo, un ospedale, una centrale elettrica, un cimitero, una moschea, un lago, parchi, strutture sportive e ricreative, e rifugi antiaerei sotterranei per difendersi contro i ripetuti bombardamenti e attacchi con missili Scud-B da parte del regime iraniano.
In conclusione, la signora Rajavi ha ringraziato ancora una volta tutti i funzionari, le personalità, i parlamentari e i giuristi che hanno lavorato per una soluzione pacifica e ha chiesto l’immediata cessazione dell’assedio, delle restrizioni e delle provocazioni contro i residenti di Ashraf. Ha chiesto la massima vigilanza da parte della comunità internazionale per proteggere la vita e i diritti dei residenti di Ashraf e di registrare ogni singola violazione degli articoli previsti nella lettera del Rappresentante Speciale e nelle dichiarazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del Segretario di Stato Hillary Clinton, fino a quando l’ultima persona avrà lasciato Camp Liberty per Paesi terzi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
28 dicembre 2011

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