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Maliki e gli agenti della Organizzazione Badr continuano a saccheggiare le proprietà del PMOI (MEK) a Campo Ashraf in Iraq

CNRI – Il saccheggio sistematico delle proprietà dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MeK) a Campo Ashraf da parte del Comitato del Primo Ministro iracheno incaricato della repressione dei residenti del campo, dell’apparato di Maliki per la sicurezza nazionale e del Comandante dell’Organizzazione Badr (Il Corpo Badr 9), Hadi Ameri, che ha raggiunto dimensioni enormi il mese scorso, continua.

 

Nei giorni scorsi Hadi Ameri ha portato a Campo Ashraf un grosso gruppo di tecnici del Ministero dei Trasporti per preparare i veicoli rimasti per il trasferimento a Baghdad.

Secondo alcuni testimoni oculari, tra il 12 e il 14 Luglio un totale di 30 Land Cruiser e pickup Toyota, quattro escavatori, un camion con pianale e uno con cassone ribaltabile sono stati trasferiti a Baghdad.

Inoltre Ameri ha dato un camion con pianale e una ruspa appartenenti ai residenti al Comando Operazioni Tigri.

Il furto delle proprietà di  Campo Ashraf  da parte di Hadi Ameri non si limita ai veicoli. Nei giorni scorsi almeno quattro cisterne per l’acqua appartenenti ai residenti sono state portate fuori da Campo Ashraf. Un ufficiale dell’Organizzazione Badr della provincia di Diyala, Sadeq al-Husseini, responsabile della sicurezza del consiglio provinciale, con un passato agghiacciante in quanto a omicidi e saccheggi, ha rubato un gran numero di condizionatori d’aria da Campo Ashraf.

Un comunicato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) del 27 Giugno afferma: “Hadi Ameri, comandante dell’Organizzazione Badr, ha ordinato alle truppe al suo comando di rubare tutte le Jeep Land Cruiser appartenenti al PMOI (MEK) ad Ashraf, che ammontano a oltre 400. Hadi Ameri ha detto di aver bisogno di questi veicoli per ricostituire le divisioni Badr”.

Il Segretariato del CNRI aveva affermato che, oltre al furto dei veicoli “…. Hadi Ameri ha ordinato ai suoi agenti di scassinare le serrature dei depositi. I depositi erano protetti da tre serrature quando i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) hanno lasciato Campo Ashraf. L’UNAMI aveva un set di chiavi per una serie di serrature, mentre la polizia irachena e i residenti avevano ognuno le chiavi delle altre”. Il saccheggio delle proprietà dei residenti viene coordinato dal gruppo del primo ministro, dal Comandate della Polizia di Diyala, dal comandante responsabile del crimine contro l’umanità commesso ad Ashraf il 1° Settembre 2013, il Maggiore Generale Jamil, da Hadi Ameri e dal Comandante delle Operazioni Tigri, Abdulamir Zaydi. Tutti loro hanno coordinato il furto di tutte le proprietà ad Ashraf, ma fanno credere che sia stato l’ISIS a saccheggiare Ashraf per tenere il governo di Maliki al riparo dal ogni responsabilità.

Il 10 Luglio 2014, il canale TV “News Network” del regime iraniano, ha mandato in onda un servizio sulla presenza a Campo Ashraf di elementi della Organizzazione Badr, come Sadeq Husseini. Il reporter ha detto: “Incontriamo Seyyed Sadeq, Capo del Comitato di Sicurezza del Consiglio Provinciale della Provincia di Diyala, a Campo Ashraf per andare sul fronte di guerra con lui”. (Vedi foto allegate)

Considerando l’accordo quadripartito (tra Nazioni Unite, Stati Uniti, governo iracheno e residenti di Ashraf) riguardante la protezione delle proprietà dei residenti da parte del Governo dell’Iraq, considerando il piano del 5 Settembre 2013 dell’UNAMI e dell’Ambasciata U.S.A. per il trasferimento dell’ultimo gruppo di residenti da Ashaf a Camp Liberty e vista la lettera del 6 Settembre 2013 dell’Assistente del Segretario di Stato U.S.A. a Maryam Rajavi, la Resistenza Iraniana chiede al Segretario Generale dell’ONU e al Segretario di Stato statunitense di intraprendere azioni urgenti per impedire l’ulteriore saccheggio delle proprietà dei residenti ad Ashraf ed ottenere la restituzione delle proprietà rubate.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

16 Luglio 2014

Saccheggio delle proprietà ad Ashraf – No. 5

 

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