HomeNotizieResistenza IranianaMaggiore sostegno degli Stati Uniti ad un cambio di regime in Iran

Maggiore sostegno degli Stati Uniti ad un cambio di regime in Iran

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Due senatori americani hanno promesso il loro appoggio ad un gruppo no-profit irano-americano con sede negli Stati Uniti, che vuole sostituire il regime teocratico iraniano con un governo democratico e laico.

Il senatore del Maryland Ben Cardin (Democratico) e il senatore dell’Arkansas John Boozman (Repubblicano) hanno fatto questa promessa durante i loro discorsi al pranzo annuale tenuto dall’Organizzazione delle Comunità Irano-Americane (OIAC) per celebrare il nuovo anno iraniano (Nowruz).

Cardin ha promesso di continuare a lavorare con l’OIAC sulle strategie per aiutare il popolo iraniano “a sfuggire da questo regime oppressivo che ha attualmente e a riportare l’Iran alle sue radici, alla sua storia fiera, in modo che possa avere un futuro luminoso”.

Cardin ha anche detto che la sua posizione nella Commissione del Senato per le Relazioni Estere, gli permette di promuovere varie cause, come quella dei diritti umani in Iran.

Mentre Boozman ha promesso di “appoggiare molto” un cambiamento democratico in Iran ed ha promesso di contribuire in qualunque modo possibile.

L’OIAC vuole incoraggiare gli irano-americani a sostenere la lotta del popolo iraniano per un cambiamento democratico. E’ alleata con un gruppo dissidente iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), guidata dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) e che vuole il rovesciamento della dittatura religiosa che governa il paese dal 1979.

All’evento ha parlato anche l’ex-Senatore Joe Lieberman, un sostenitore del MEK che presiede il gruppo no-profit United against Nuclear Iran (UANI). Lieberman ha esortato Cardin, Boozman e tutto lo staff del Congresso a lavorare con l’opposizione iraniana organizzata che è pronta a servire nel nuovo governo iraniano, dopo la caduta del regime.

Il MEK, che sta avendo un ruolo significativo nelle continue proteste anti-regime, viene preso di mira quotidianamente dal regime e dal leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei, che a Gennaio ha definito i suoi membri “nemici” del regime.

Le proteste, durante le quali i manifestanti hanno gridato che il regime se ne deve andare ed hanno chiesto la morte dei governanti, sono la sfida più grossa lanciata al regime iraniano degli ultimi anni.

Lieberman ha detto: “Questo è il momento di cogliere una vera opportunità. Se agiamo insieme, Congresso e amministrazione (Trump), democratici e repubblicani, liberali e conservatori, e persino qualche indipendente e moderato, allora il prossimo Nowruz celebreremo la fine della Repubblica Islamica dell’Iran”.

L’ex-Comandante Generale del Corpo dei Marine americano, James Conway, un altro sostenitore del MEK, ha detto che per conquistare un cambio di regime di successo e durevole, ci sarà bisogno di altro sostegno da parte degli Stati Uniti ed ha consigliato all’attuale amministrazione di appoggiarlo.

E ha detto: “Quando un altro governo iraniano arriverà, (gli Stati Uniti dovranno) subito riconoscerlo e spero che le altre nazioni faranno lo stesso”.