domenica, Novembre 27, 2022
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Le grandi “pulizie di primavera” stanno arrivando in Iran

Maryam Rajavi: “Il movimento di protesta non si è fermato. Le ondate di proteste si susseguono una dopo l’altra. Ecco come si ribella il popolo e crea la sua vera festa della libertà”

Insieme al “Risveglio della natura”, le grosse pulizie di primavera sono una tradizione nazionale osservata in quasi ogni famiglia iraniana che inizi a preparare in anticipo la propria casa per il Nowruz, la celebrazione del nuovo anno iraniano.

In persiano, le annuali pulizie di primavera vengono chiamate “khaneh-tekani”, che significa letteralmente “scuotere la casa”.

Riferendosi a questa bellissima tradizione e in occasione del nuovo anno persiano, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi, ha inviato il seguente messaggio.

“Questo inverno, pieno di proteste e di rivolte, sta ora lasciando il posto alla primavera in modo da preparare il prossimo anno per il movimento e le proteste e per l’avanzata verso la vittoria e la libertà.

In realtà le proteste non hanno interrotto il loro corso, nonostante i massicci arresti e soprattutto il massacro di giovani innocenti morti sotto tortura per mano del regime. Il movimento continua a prosperare nello sciopero generale di Baneh, nelle massicce proteste dei lavoratori dell’acciaieria di Isfahan, nelle proteste dei lavoratori dello zuccherificio di Haft Tappeh, nel Khuzistan e nelle proteste degli agricoltori di Isfahan est. Le ondate di proteste si susseguono una dopo l’altra.

Ecco come il popolo di ribella e crea la sua vera festa della libertà.

La nascita di questo bellissimo Nowrouz, si somma alla caduta di un vecchio regime e dei fondamentalisti al potere. La tirannia religiosa dei mullah deve affrontare molte sfide: un potente movimento di protesta popolare, una lotta interna sull’eredità di Khamenei, l’assottigliamento delle sue risorse finanziarie, un impasse nella guerra in Siria, le tensioni interne sul suo programma sui missili balistici e sul JCPOA, le defezioni nel suo Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), ecc. Tuttavia, gli eventi più terrificanti per il regime sono quattro:

Il grido onnipresente di “A morte Khamenei!”, lo scoppio delle proteste nonostante la massima repressione, l’assenza di capri espiatori come la guerra con l’Iraq o la lotta contro il Daesh ed infine, la mancanza di aiuto dei difensori della politica di accondiscendenza. Quest’anno, a differenza degli anni passati, il regime non ha via di uscita.

La dittatura teocratica è ad un impasse, che è il prodotto di anni di ferma perseveranza del popolo dell’Iran, dei suoi valorosi figli nel PMOI e dei manifestanti. Naturalmente questo è molto importante, ma ciò che è di maggiore ispirazione per il popolo dell’Iran è il nuovo orizzonte che è emerso dalle proteste di Dicembre e di Gennaio e che risponderà alla richiesta di un cambio di regime con 1000 bastioni di ribellione, 1000 Ashraf e con l’Esercito della Libertà.

E’ arrivato il momento di fare le grandi pulizie di primavera nella nostra madrepatria.

Il vero Nowrouz dell’Iran sta arrivando.

 

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