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L’ostruzionismo del Governo Iracheno nel connettere Camp Liberty al fiume adiacente e usarne l’acqua allo scopo di esercitare pressione sui residenti e tormentarli

Secondo il piano di Maryam Rajavi i residenti, ingaggiando ditte irachene e acquistando tutte le attrezzature necessarie a loro spese (più di 2,55 milioni di dollari) pomperebbero e purificherebbero l’acqua del fiume adiacente a Camp Liberty.
L’inizio dei lavori della ditta irachena e l’ingresso delle attrezzature, acquistate dai residenti, viene impedito con scuse diverse.

Camp Liberty – No 47

Da Febbraio 2012, dopo l’arrivo del primo convoglio di residenti di Ashraf a Camp Liberty, quello dell’acqua è stato uno dei problemi più pressanti. Con sforzi estenuanti, i residenti suppliscono a parte delle loro esigenze idriche grazie ad una stazione di pompaggio a 12 kilometri dal campo. I tal modo, la maggior parte delle volte l’acqua viene razionata. Tutti gli sforzi dei residenti e le loro numerose richieste fatte al Rappresentante Speciale del Segretario Generale, all’UNAMI, ai funzionari americani e iracheni per allacciare Liberty alla rete idrica cittadina o al fiume che scorre a 150 metri di distanza dal campo, sono state inutili.
Lo scorso Aprile il SRSG e i funzionari americani hanno informato i residenti scrivendo che Camp Liberty sarebbe stata allacciata alla rete idrica cittadina nel prossimo futuro. Questo era un requisito essenziale per il trasferimento del 5° convoglio a Liberty. Il SRSG in diverse occasioni (compresa le lettere del 28 e 31 Maggio), ha ripetuto che prima del mese del Ramadan (iniziato il 20 Luglio), Liberty sarebbe stata allacciata alla rete cittadina. Ma poco più tardi questo impegno, come gli altri presi precedentemente dal GoI, si è rivelato vano. La parte irachena ha dichiarato che non è fattibile allacciare Liberty alla rete cittadina.
Di conseguenza i residenti hanno richiesto di pompare l’acqua da un fiume vicino e purificarla nel campo. Questa è un’altra opzione che avevano proposto fin dall’inizio.
Per rimuovere qualunque eventuale ostacolo creato dal GoI, Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, il 26 Luglio ha proposto al SRSG un piano operativo. In questo piano Mrs. Rajavi ha sottolineato: “I residenti acquisteranno tutte le attrezzature necessarie comprese pompe, tubi, le macchine e le strutture per la purificazione dell’acqua e ingaggeranno ditte irachene per installare le pompe, per il trasferimento dell’acqua e dei sistemi di purificazione a Liberty”.
Secondo questo piano, tutti i costi, oltre 2,55 milioni di dollari americani, verranno pagati dai residenti e l’intero progetto verrà realizzato in meno di un mese. Non ci sarà alcun costo o responsabilità per il Governo dell’Iraq.
I residenti hanno immediatamente acquistato la maggior parte delle attrezzature e firmano un accordo con la ditta appaltatrice per installare le attrezzature e le tubature. Ma ancora, dopo che sono passati 20 giorni, il GoI impedisce l’inizio dei lavori. Si rifiuta persino di rispettare gli accordi presi nei meeting a tre (cui hanno partecipato rappresentanti dei residenti, del GoI e dell’UNAMI). Praticamente:
nel meeting del 7 Agosto la parte irachena aveva preso l’impegno che gli ingegneri municipali si sarebbero recati sul posto il 9 Agosto e avrebbero stabilito il percorso consentito per la posa delle tubature. Questo è stato postposto al 12 Agosto. In seguito la parte irachena ha informato i residenti che nessuno dell’ufficio municipale sarebbe andato e che i residenti avrebbero dovuto risolvere questa questione direttamente con l’ufficio competente per l’acqua e l’energia. Vista l’attuale situazione in Iraq ed essendo i residenti privi della libertà di circolazione, questo equivale a postporre questi lavori indefinitamente.
Nello stesso meeting era stato concordato che alcune attrezzature, come gli apparecchi per la purificazione e le relative cisterne, venissero portate al campo. In seguito i residenti hanno informato la parte irachena che queste attrezzature sarebbero arrivate a Liberty il 13 Agosto. Ma con scuse infondate, le forze irachene si sono rifiutate di ispezionare le attrezzature e non hanno dato il permesso per il loro ingresso al campo. Basandosi su un accordo preso con il rappresentante del GoI, i residenti hanno affittato una gru per scaricare queste attrezzature. L’affitto della gru è di 1000 dollari americani al giorno. E ancora la gru è ferma immobile senza potere operare, all’entrata di Liberty. Sembra che, vista l’imminente festa del Eid-al-fitr (la fine del Ramadan), che dura una settimana, l’intento sia quello di ritardare e procrastinare ulteriormente i lavori.
Nonostante gli accordi precedenti, non solo alla ditta non è stato permesso di iniziare i lavori fuori dal campo e quelli per la posa delle tubature, ma non è stato dato neanche il permesso per portare i macchinari e le attrezzature necessarie per iniziare i lavori all’interno del campo.
Era previsto che il rappresentante del GoI si recasse a Liberty per il meeting settimanale congiunto il 14 Agosto per risolvere le questioni riguardanti l’acqua e le costruzioni a Liberty. Ma questo non è accaduto e non si è svolto alcun meeting.
Il GoI intende chiaramente ricorrere al temporeggiamento per impedire che Liberty venga connessa al fiume per avere l’acqua e intende usare il suo potere sull’approvvigionamento di acqua come mezzo per esercitare pressione sui residenti e tormentarli.
La Resistenza Iraniana si rivolge al Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’UNAMI e al Governo degli Stati Uniti, affinché condannino fermamente il palese ostruzionismo del GoI sulla questione dell’allacciamento di Liberty al sistema idrico e chiedano al GoI di rimuovere gli ostacoli creati in modo che i residenti possano risolvere il problema dell’acqua con le loro stesse risorse e sforzi e tramite la ditta che hanno ingaggiato in accordo con il GoI.

 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
15 Agosto 2012

 

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