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L’opposizione iraniana: Sciopero della fame a Campo Liberty e in cinque paesi arriva alla quinta settimana

Mercoledì 2 Ottobre è il 32esimo giorno di sciopero della fame dei residenti di Campo Liberty, che protestano contro il massacro e l’esecuzione di massa a Campo Ashraf. Loro chiedono l’immediato rilascio dei sette residenti di Ashraf presi in ostaggio e che venga fornita la sicurezza per i residenti di Camp Liberty dalle Nazioni Unite.

Le condizioni di molti dei residenti in sciopero della fame sono disperate e molti sono ricoverati in ospedale. Essi hanno perso dai 7 agli 11 chili di peso e si trovano ad affrontare vari effetti collaterali come la perdita della vista, dell’udito, disturbi intestinali, vertigine, dolori ai muscoli e alle ossa, perdita di capelli e …

Tra quelli in sciopero della fame ci sono le madri, i padri, i figli e altri membri di famiglia dei martiri e degli ostaggi del massacro dell’1 settembre dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) a Campo Ashraf.

Contemporaneamente, anche Iraniani nelle città di Ginevra, Londra, Berlino, Ottawa e Melbourne stanno facendo lo sciopero della fame. Le persone che stanno facendo lo sciopero della fame si trovano in condizioni fisiche critiche e sono affetti da vari problemi, molti di loro vengono trasferiti in ospedali tutti i giorni.

Gli USA e l’ONU sono stati silenti ed hanno fatto ricorso all’inazione riguardo all’efferato crimine ad Ashraf e la presa dei sette residenti come ostaggi dagli assassini di Maliki e verso il dolore e la sofferenza di quelli che stanno facendo lo sciopero della fame e non hanno avuto alcuna risposta seria e adeguata.

Mentre si ricordano gli impegni legali e ufficiali degli USA e dell’ONU riguardo alla sicurezza e protezione dei residenti di Camp Ashraf, si chiede l’intervento immediato per l’immediato rilascio degli ostaggi e garantendo la sicurezza e la protezione dei residenti di Campo Liberty. Gli USA e l’ONU, sono doppiamente responsabili della sicurezza e del benessere dei residenti di Camp Liberty che sottoposti a cinque massacri non hanno altra opzione se non ricorrere allo sciopero della fame. La resistenza iraniana chiede ai paesi del mondo, in particolare ai paesi europei, ai partiti politici, alle personalità alla ricerca della libertà, e ai sostenitori dei diritti umani di unirsi alla campagna per il rilascio dei sette ostaggi di Campo Ashraf da parte del Governo dell’Iraq.

La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa il 30 di settembre riguardo agli ostaggi di Campo Ashraf e il crimine contro l’umanità ad Ashraf ha detto: “guardare in silenzio equivale ad approvare il crimine e sprofondare nel beneplacito a un fascismo religioso sanguinario.”

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Ottobre 2013

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