sabato, Dicembre 3, 2022
HomeNotizieIran NewsIraq: Maliki trasferisce continuamente gli ostaggi di Camp Ashraf per farne perdere...

Iraq: Maliki trasferisce continuamente gli ostaggi di Camp Ashraf per farne perdere le tracce, la Forza Quds fa gli interrogatori

Sulla base di informazioni provenienti dall’interno del regime iraniano, i sette residenti di Camp Ashraf presi in ostaggio dalle forze irachene sono trattenuti ancora nella Green Zone di Baghdad dalle forze speciali di Nouri al-Maliki.  Maliki e il suo consigliere per la sicurezza Faleh al-Fayyaz trasferiscono continuamente gli ostaggi nel tentativo di far perdere le loro tracce, di modo che una volta che sia stato individuato il luogo dove sono reclusi e l’ONU voglia vederli, gli ostaggi siano già stati spostati.

Agendo così, cercano di alterare la realtà e dare l’impressione che gli ostaggi non siamo in mano al governo iracheno. Gli ostaggi vengono trasferiti su veicoli del governo, GMC con i vetri oscurati.

Nessun altro eccetto gli agenti legati al primo ministro e a Faleh Fayyaz ha il permesso di recarsi nei luoghi dove sono tenuti gli ostaggi.

Anche alcuni funzionari dell’ambasciata del regime iraniano a Baghdad legati al Ministero dell’intelligence e della sicurezza (MOIS) e alla Forza Qud si spostano in queste località per manovrare gli interrogatori e le torture messi in atto dagli uomini di Maliki.

Lunedì 30 settembre un membro della Forza Quds ha condotto gli interrogatori degli ostaggi. Li ha minacciati e ha fatto pressione perché tornassero in Iran, dicendo che non avrebbero avuto problemi a rientrare in Iran. Li ha anche minacciati che se avessero rifiutato di tornare in Iran il governo iracheno li avrebbe estradati o sarebbero stati condannati a una lunga detenzione dai tribunali iracheni.

ll MOIS e l’ambasciata hanno mandato alcuni loro agenti e persone che avevano lasciato il PMOI ed erano state reclutate dal MOIS ad assistere i torturatori che interrogano gli ostaggi.

La signora Maryam Rajavi, presidente eletto della resistenza iraniana, nel suo discorso all’assemblea parlamentare del Consiglio europeo del 30 settembre ha detto: “Maliki e il suo consigliere per la sicurezza Faleh Fayyad cercano di creare un proprio scenario, negando la loro responsabilità nelle esecuzioni di massa dei residenti di Ashraf, negando addirittura che sia avvenuto l’attacco e che siano stati presi degli ostaggi … L’ONU e gli Stati Uniti sanno benissimo che l’attacco su Ashraf è stato condotto da Maliki e che anche gli ostaggi sono in mano sua. Abbiamo dato loro informazioni e dettagli precisi a questo riguardo.

Senza dubbio se lo volessero, se si tenessero all’altezza degli impegni ripetutamente assunti sulla sicurezza e l’incolumità dei residenti in base allo stesso Protocollo d’intesa del 25 dicembre 2011 cui continuano a riferirsi, e se volessero considerare Maliki come responsabile e obbligarlo ad adempiere ai suoi impegni internazionali, allora gli ostaggi sarebbero rilasciati subito oppure verrebbero consegnati a un paese europeo.”

Taher Boumedra, consigliere speciale dell’UNAMI per Camp Ashraf dal 2009 al 2012, in una testimonianza resa alla sede dell’ONU di Ginevra il 19 settembre 2013 ha detto: “Non è possibile che [l’UNAMI e] l’ambasciata americana non sappiano dove si trovino …Quando nel 2009 i 36 furono prelevati da Al-Khalis, scomparvero, e io li seguii fino a dove stavano. Erano a Baghdad, nella Green Zone,a 50 metri dalla sede dell’UNAMI e altrettanto dalla sede della Presidenza irachena, in un edificio con la targa ‘Consiglio per l’istruzione nazionale’ , che fungeva da prigione segreta. Andai a visitarli alla presenza di funzionari di polizia. Dissi loro adesso siete miei vicini e verrò a visitarvi ogni giorno. Il giorno dopo andai ed erano stati portati via”.

Segreteria del Consiglio nazionare della resistenza iraniana

2 ottobre 2013

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,408FollowersFollow