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L’opposizione iraniana considera ora possibile una primavera araba che metta fine al potere degli ayatollah

di Rafael Molina

EFE, Madrid, 18 settembre – L’Iran è pronto per una primavera araba simile a quella occorsa a Paesi come la Tunisia e l’Egitto, che possa mettere fine dall’interno al regime teocratico degli ayatollah; ha dichiarato oggi ad EFE Maryam Rajavi, dirigente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)

Durante un’intervista concessa all’EFE a Madrid, Maryam Rajavi, che guida il principale movimento d’opposizione iraniano, ha sottolineato che la sola alternativa possibile atta a porre fine al regime dittatoriale presieduto da Mahmud Ahmadinejad passa dal CNRI, un ampio movimento organizzato all’interno e all’esterno del Paese. Maryam Rajavi si trova in visita in questi giorni in Spagna, dove cerca il sostegno dei politici e dei media spagnoli a favore della sua causa, affinché il CNRI sia riconosciuto come interlocutore ufficiale iraniano, ovvero per ottenere un riconoscimento già ottenuto dall’opposizione siriana in esilio, che si oppone al regime di Bashar al-Assad.

La guida dell’opposizione iraniana considera che una svolta sia stata effettuata per la sicurezza mondiale, e che questa passi per un cambio di governo in Iran, dove il regime va avanti solo grazie ad intimidazioni, torture ed esecuzioni (…) praticate sopratutto contro i partigiani del CNRI.

Maryam Rajavi ritiene inutile il negoziato per fermare un regime che ha radicalizzato la sua repressione contro la popolazione e che fa paura al mondo con la sua politica nuclearista e il suo sostegno ad organizzazioni terroriste.

Il capo dell’opposizione iraniana ha inoltre rifiutato l’ipotesi di un intervento militare straniero nel Paese, ed ha nuovamente difeso l’idea di un cambiamento fondato sull’azione dei suoi propri cittadini i quali, come lei afferma, sono pronti, ed hanno una sola opzione per iniziare la democratizzazione del Paese: in forma pacifica.

Più di duemila partigiani del nostro movimento sono stati giustiziati dal regime iraniano in questi ultimi anni, compresi centinaia di giovani, medici, insegnanti, studenti o internauti, ha dichiarato Maryam Rajavi.

Hanno ucciso dodici membri di una stessa famiglia che aveva sostenuto finanziariamente l’opposizione, denuncia La signora Rajavi mostrando un libro di fotografie di cittadini iraniani vittime del sistema di repressione; fra queste sua sorella, giustiziata mentre era in attesa di un bambino.

L’obiettivo del CNRI è quello di instaurare in Iran un sistema politico democratico, basato sul suffragio popolare, un sistema pluralista, con libertà di riunione dei partiti; afferma un manifesto del movimento che è stato presentato a diversi parlamenti e al Consiglio d’Europa.

Nell’Iran libero di domani la pena di morte sarà abolita, cos? come tutte le discriminazioni contro le donne, sottolinea il manifesto, e sarà stabilita la separazione della religione dallo Stato.

Secondo Maryam Rajavi, mettere fine al regime di Ahmadinejad sarà positivo non solo per la popolazione iraniana, ma anche per la stabilità della regione e la sicurezza nel mondo; metterà fine alla minaccia nucleare ed al sostegno del suo governo alle organizzazioni terroriste del Medio Oriente.

La guida dell’opposizione iraniana vede delle analogie tra la situazione siriana e quella iraniana, dove i regimi si confrontano con forti contestazioni interne, ma beneficiano di un sostegno esterno da Paesi come la Cina o la Russia, i quali contribuiscono a mantenerli al potere.

Maryam Rajavi ritiene inoltre che l’Iran abbia deciso di sostenere il governo siriano in base alla convinzione che se Bashar el-Assad dovesse cadere, il prossimo governo ad affondare sarebbe proprio quello iraniano.

La signora Rajavi, giunta ieri in Spagna, è stata invitata nel Paese da un gruppo di deputati e senatori – ha lei spiegato – ed incontrerà dei membri della commissione degli Affari Esteri del senato spagnolo, ai quali presenterà le sue idee sull’avvenire dell’Iran.

Domani (il 19 cm – ndt) parteciperà ad una conferenza nella capitale spagnola, incentrata sull’attuale situazione in Iran e sulla ricerca di alternative al regime teocratico degli ayatollah.

Maryam Rajavi è stata eletta nel 1993 Presidentessa del CNRI, un’organizzazione che agisce, de facto, come un parlamento in esilio, ed ha affermato che continuerà a lottare affinché gli attuali dirigenti del Paese siano condotti di fronte alla giustizia internazionale, e siano riconosciuti colpevoli di crimini contro l’umanità.

Rafael Molina

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