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L’On. Pagano interviene in rappresentanza dell’Italia a conferenza internazionale sull’Iran

Visione di Oggi, Mar, 25/06/2013 – 12:29

Liliana Blanco

Il 22 giugno scorso, l’On. Alessandro Pagano è intervenuto in rappresentanza dell’Italia e in qualità di presidente del Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini “Iran Libero” all’annuale congresso internazionale del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, organismo che riunisce gli oppositori al regime iraniano in esilio, tenutosi a Parigi dal 21 al 23 giugno.

L’intervento dell’On. Pagano, svoltosi dinanzi ad una platea “bipartisan” di 130.000 delegati provenienti da ogni parte del mondo, ha inteso sollecitare, nel più ampio quadro di una soluzione della difficile “questione iraniana”, un immediato e concreto intervento della comunità internazionale a favore degli oppositori al regime, confinati a Camp Liberty in Iraq, suscitando così il plauso e un consenso ampio da parte dell’assemblea riunita a Parigi.

“Le violenze e i massacri cui sono sottoposti i residenti di Camp Liberty devono cessare”, ha così esordito l’esponente del Pdl nel proprio discorso.

“L’attacco sferrato a Camp Liberty appena una settimana fa, in cui sono rimaste uccise due persone e altre cinquanta sono rimaste ferite, dimostra come la crisi in tutta l’area sia ben lontana dall’essere superata”.

“Il fatto che l’attacco sia stato sferrato il giorno dopo le elezioni presidenziali in Iran – prosegue l’analisi – non può essere frutto del caso. Se le cifre diffuse dal regime relative all’affluenza alle urne, attestata al 72%, fossero realmente attendibili, la recente tornata elettorale sarebbe dovuta essere un autentico trionfo per Khamenei. In realtà, le elezioni non sono state un’effettiva vittoria per l’Ayatollah, quanto piuttosto la conferma e il consolidarsi di una crisi che, in maniera codarda e disperata, ha tentato di nascondere attraverso l’attacco contro Camp Liberty. E’evidente come egli tema fortemente il movimento di resistenza, guidato da una donna straordinaria per coraggio e intelligenza politica come Maryam Rajavi e impegnato nel preparare il terreno per la futura liberazione dell’Iran”.

“Sebbene non vi siano dubbi sui reali ‘mandanti’ di questo vile attacco, tuttavia non possiamo esimerci dal rilevare come sia l’Onu che gli Stati Uniti poco o nulla abbiano fatto per evitare queste continue stragi. Per tali ragioni, l’incontro che ci vede riuniti a Parigi deve divenire il pulpito da cui lanciare con forza il nostro appello alle Nazioni Unite, agli Stati Uniti, all’Unione Europea e al governo italiano affinché facciano quanto è in loro potere per risolvere la grave ‘crisi’ scoppiata in questa parte di Medio Oriente, a cominciare dal trasferimento degli esuli da Camp Liberty nel più sicuro Camp Ashraf. Solo attraverso il sostegno concreto all’opposizione al regime, – conclude – sarà possibile consentire all’Iran di compiere quella svolta democratica che tutti auspichiamo affinché cessi la minaccia nucleare e i diritti umani comincino ad essere finalmente rispettati”.

 

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