sabato, Dicembre 10, 2022
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I residenti di Camp Liberty si rivolgono agli U.S.A. perché li riporti immediatamente ad Ashraf

CNRI – Con una lettera al Segretario di Stato americano John Kerry, i residenti di Camp Liberty si sono rivolti agli Stati Uniti perché li riportino immediatamente a Campo Ashraf, dopo che fonti interne all’Iran hanno rivelato che è in programma un altro attacco missilistico.

Il rappresentante dei residenti di Camp Liberty, Mohammad Mohadessin, ha scritto al Segretario John Kerry  “..l’unico modo per garantire questi rifugiati protetti dalla 4a Convenzione di Ginevra (e gli Stati Uniti e l’ONU sono direttamente responsabili della loro protezione) sarebbe il loro immediato ritorno ad Ashraf.”

Di seguito il testo della lettera del rappresentante dei residenti di Camp Liberty al Segretario di Stato U.S.A. John Kerry:

“Da fonti interne al regime iraniano che ricevono direttamente e velocemente le notizie dall’Iraq, abbiamo appreso che alcuni giorni fa molti leaders del gruppo terroristico Asaib al-Haq, come Qais al-Khazali, Seyyed Rahim ed Hamza, si sono incontrati con Faleh Fayyaz, il consigliere per la sicurezza nazionale di Maliki. Questo gruppo si è impegnato a colpire nuovamente Camp Liberty con missili nelle prossime tre settimane. Faleh Fayyaz ha promesso di aumentare il supporto materiale e militare a questo gruppo, nonché il supporto logistico.

Queste allarmanti notizie giungono dopo che abbiamo recentemente ricevuto un video dall’Iran ripreso nel sito dal quale sono stati lanciati i missili verso Camp Liberty il 15 Giugno. Questo video è stato girato dalla polizia irachena dopo l’attacco e mostra chiaramente che questo è stato condotto con la totale collaborazione della Forza Quds, del governo e delle forze irachene.

D’altronde il 22 Giugno l’agenzia di stampa Fars, affiliata all’IRGC, aveva citato i suoi agenti iracheni che, nell’assumersi la responsabilità dell’attacco del 15 Giugno, dichiaravano che avrebbero colpito di nuovo Liberty presto, nei prossimi 10 giorni.

Prima dell’attacco del 9 Febbraio, abbiamo ripetutamente avvertito gli Stati Uniti e l’ONU che il regime iraniano era in procinto di causare un massacro a Camp Liberty, ma ciò è stato affrontato con incredulità e disattenzione.

Dopo il 9 Febbraio ci sono stati molti segnali che l’attacco si sarebbe ripetuto. Disgraziatamente gli U.S.A. e l’ONU non hanno adottato nessuna misura efficace per combattere l’ostruzionismo del governo iracheno riguardo alla questione dei minimi requisiti di sicurezza, sollevata dai residenti centinaia di volte.

Due settimane dopo il recente attacco, che ha ucciso 2 residenti e ne ha feriti 70, non solo la situazione non è cambiata e questi requisiti minimi non sono stati forniti ma, invece di riportare al campo i muri a T che sin dall’anno scorso era stati ammassati dietro ai muri perimetrali  del campo a protezione dei containers, le forze irachene li stanno rimuovendo da quest’area. Quindi non c’è alcun dubbio che ulteriori massacri sono in preparazione e che il Governo dell’Iraq intende aumentare il numero delle vittime nei prossimi attacchi.

Visti i suddetti punti, per conto dei residenti di Liberty io chiedo un’azione urgente per obbligare il Governo dell’Iraq a fornire i requisiti minimi di sicurezza elencati in sette articoli nella lettera di Maryam Rajavi del 18 Giugno al Segretario Kerry. Sottolineo l’urgenza dei primi tre (tetti a doppio strato, riportare i muri a T, completare cinquecento bunkers in cemento 2×2).”

Tuttavia, se non fosse possibile fornire i requisiti minimi di sicurezza, l’unica via per garantire questi rifugiati protetti dalla 4a Convenzione di Ginevra (e gli Stati Uniti e l’ONU sono direttamente responsabili della loro protezione) sarebbe il loro immediato ritorno ad Ashraf. Tenerli a Liberty senza fornire loro i requisiti minimi di sicurezza nella speranza di una illusoria risistemazione (dato che solo il 2,5% è stato risistemato nei 19 mesi passati) vuol dire dare il via libera al prossimo massacro.

 

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