giovedì, Dicembre 8, 2022
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L’OMPI rimosso dalla lista mentre l’Iran è sull’orlo del caos

 Il mensile francese “Afrique Asie” ha scritto che, mentre in Iran il governo è sull’orlo del caos, i Mojahedin del Popolo sono stati finalmente rimossi dalla lista teroristica U.S.A. e il suo movimento di resistenza sta, ora più che mai, assumendo la forma dell’alternativa ai mullah. Nell’edizione di Novembre 2012, “Afrique Asie” inizia il suo articolo con le manifestazioni e le proteste del Bazaar dei mercanti di Tehran.
“Ancora una volta gli iraniani sono scesi in strada. Mentre la valuta ufficiale iraniana perdeva il 40% del suo valore, il mese scorso decine di migliaia di residenti di Tehran protestavano contro il crollo del valore del rial. Nonostante una violenta repressione, i mercanti del Bazaar, con l’appoggio dei residenti della zona sud della capitale, si sono scontrati con le forze di sicurezza e centinaia sono stati arrestati.
“Durante questa protesta, risalente al 3 Ottobre, i dimostranti hanno intonato slogan che non si limitavano alle restrizioni economiche. Hanno gridato anche ‘No al programma nucleare’ o, riferendosi al leader del regime, ‘Morte al Dittatore’, lo stesso slogan della resistenza. Ed è proprio questa la ragione che il governo ha prontamente annunciato che l’OMPI aveva organizzato queste proteste. Il giorno dopo, 4 Ottobre, alcuni giornalisti da Tehran riportavano la reazione di un organo repressivo, la ‘Società delle Associazioni Islamiche delle Corporazioni e del Bazaar di Tehran’, annunciando che: ‘Molti sospetti legati ai nemici dell’Islam hanno cercato di far chiudere il mercato creando paura.’
“Secondo le notizie trasmesse dalla Reuters, questo comunicato ‘incolpa il gruppo dissidente iraniano dei Mujahedin-e Khalq di aver causato la protesta al bazaar di Tehran, che si è propagata nelle strade adiacenti dove la polizia ha sparato lacrimogeni per disperdere i manifestanti’. La Reuters ha ripetuto che il Dipartimento di Stato U.S.A. ha rimosso questo gruppo dalla sua lista ufficiale delle organizzazioni terroristiche.
“I mullah, nelle loro preghiere del venerdi, hanno inveito contro questo movimento di opposizione e la loro rabbia era riferita in particolare a quanto accaduto a Washington,” ha aggiunto Afrique Asie.
“Il Dipartimento di Stato si è piegato alla sentenza della corte che lo obbligava a rivedere la designazione dell’OMPI. Una vittoria storica della Resistenza Iraniana e la fine di una vicenda legale e politica svoltasi in Europa prima e negli Stati Uniti poi, con molti alti e bassi. La giustizia ha dato ovunque risposta positiva alle richieste dell’OMPI.
“In precedenza vari funzionari avevano ammesso di aver designato questa organizzazione come terroristica su richiesta dei mullah. Un gesto di buona volontà che ha dato forma all’accondiscendenza dell’Occidente verso Tehran.
Un evento senza precedenti negli ultimi 230 anni
“Nessun tribunale ha mai emesso una sentenza su una questione di politica estera così delicata e su problemi di sicurezza nazionale, a sfavore del Dipartimento di Stato. Parallelamente, una vasta campagna politica ha riunito personalità politiche e in difesa dei diritti umani, compresi membri del Congresso americano. La più formidabile alleanza bi-partisan creatasi negli Stati Uniti a sostegno della rimozione dalla lista dell’OMPI. Illustri personaggi come l’ex-Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente Obama, Generale James Jones; l’ex-Sindaco di New York Rudy Giuliani; l’ex-Procuratore Generale, Giudice Michael Mukasey; Patrick Kennedy; l’ex-Presidente del Comitato Nazionale Democratico Howard Dean; l’ex-Capo dello Stato Maggiore Congiunto, Generale Hugh Shelton e molti altri hanno richiesto la rimozione dell’OMPI dalla lista.
“Centinaia di altri personaggi hanno intrapreso misure simili in Europa e Medio Oriente richiedendo di porre fine all’accondiscendenza nei confronti del regime di Tehran. Questa politica ha inferto i colpi più duri agli sforzi compiuti per il raggiungimento della libertà a Tehran.
Ecco perché Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha annunciato che questa rimozione dalla lista farà pendere l’ago della bilancia a sfavore dei mullah e trasformerà la sfida regionale-internazionale-interna in Iran.
“Maryam Rajavi ha spiegato: ‘Noi aspiriamo ad una repubblica basata sul voto del popolo e su libere elezioni, sulla separazione tra stato e chiesa, sull’egualglianza tra uomini e donne, sull’annullamento della pena di morte, sul pluralismo, il ristabilimento dei diritti delle minoranze ora soggette a repressione, a pari opportunità per tutti, su un sistema giudiziario giusto ed indipendente e su un Iran non nuclearizzato. Questo è l’obbiettivo per cui stiamo lottando,” ha aggiunto.
“Da ora in poi la Resistenza Iraniana userà tutte le sue risorse per raggiungere i suoi obbiettivi. Il mondo potrebbe persino accettare il fatto che questa via è l’unica soluzione pratica per l’Iran e per la pace nella regione.”

 

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