mercoledì, Novembre 30, 2022
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L’Iran sull’orlo di una grave crisi finanziaria …. rapporto dell’intelligence

foto – Proteste iraniane durante le dimostrazioni pro-democrazia del 2009

Un presunto rapporto dell’intelligence iraniana trapelato on-line, avverte di una crisi finanziaria imminente nel paese che potrebbe causare sollevazioni popolari in tutta la nazione. (Reuters)
di Alaa al-Menshawi-Al Arabiya Dubai
Un rapporto apparentemente top-secret dell’intelligence iraniana, fatto trapelare on-line, avverte di una imminente crisi finanziaria nel paese che potrebbe causare sollevazioni popolari in tutta la nazione.
Un estratto di questo rapporto, postato questa settimana su diversi siti web iraniani, ha rivelato che il governo potrebbe non essere in grado di pagare il salario completo ai suoi impiegati nei prossimi tre mesi, cosa che minaccia l’esplosione di una massiccia protesta popolare in tutto il paese. Gran parte della popolazione potrebbe soffrire la fame, dice il rapporto, aggiungendo che ci aspetta che le rivolte avvengano nelle città di confine, dove le condizioni di vita si vanno rapidamente deteriorando.
Secondo questo rapporto, le riserve di valuta straniera dell’Iran potrebbero esaurirsi nei prossimi sei mesi a causa del gravissimo deficit di bilancio.
Altri rapporti ufficiali affermano che le aziende iraniane stanno lavorando solo a metà della loro capacità e un gran numero ha già dichiarato bancarotta.
Con le sanzioni internazionali, l’inflazione nel paese ha raggiunto il 33% e il prezzo della carne, del pollo e del latte ha visto un aumento senza precedenti che ha raggiunto l’anno scorso l’80%.
L’embargo europeo sull’acquisto del petrolio iraniano, sta costando al paese una cifra stimata di $133 milioni di ricavi giornalieri e che anche il rial iraniano ha subito una svalutazione senza precedenti.
Il Governatore della Banca Centrale Iraniana, Mahmoud Bahmani, ha annunciato il rialzo del tasso ufficiale del rial  nei confronti del dollaro nei prossimi 10 giorni per poter affrontare gli “sviluppi internazionali.”
Ma secondo i banchieri iraniani, il tasso ufficiale – 12.260 rial per un dollaro – era solo un riferimento. C’era una vasta discrepanza tra i tassi ufficiali e quelli reali, che ha presumibilmente accresciuto la diffusione della corruzione all’interno del governo iraniano, dato che acquistare dollari ai tassi ufficiali era divenuto estremamente conveniente.

 

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