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Show propagandistico a Liberty, per mascherare lo sfratto forzoso dei 3200 residenti da Ashraf, la loro casa per 26 anni

Camp Liberty -50
Questa mattina intorno alle 11:00, George Bakoos, consigliere politico di Nouri-al Maliki, Mohammad Kazem Sadeq (uno degli implicati nei due massacri ad Ashraf) e Gyorgy Busztin, Vice-Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’Onu in Iraq, si sono recati a Camp Liberty senza alcun preavviso. Erano accompagnati da molti diplomatici e giornalisti con sede a Baghdad. Con l’organizzazione di questo show propagandistico, il Governo dell’Iraq ha cercato di nascondere il fatto che Camp Liberty è una prigione sotto tutti gli aspetti e di mascherare lo sfratto forzoso dei 3200 residenti di Ashraf, la loro espulsione dalla loro casa e dalla loro città costruita in 26 anni.
E’ stato un tentativo disperato fatto in risposta alle rivelazioni-shock dell’alto funzionario dell’UNAMI riguardo alle misure repressive del Governo dell’Iraq nei confronti dei residenti di Ashraf e in collaborazione con l’UNAMI; e al rapporto del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria che afferma che Liberty è una prigione.
Questo tour è stato organizzato in modo da cogliere i residenti di sorpresa così pochi di loro sarebbero stati in grado di esporre i fatti reali di Liberty. Quando un piccolo numero di residenti ha esortato i diplomatici a concedergli un po’ del loro tempo cosicché potessero esprimere le loro ragioni, George Bakoos ha detto che se ne dovevano andare. Su ordine di Sadeq, veicoli della polizia sono stati schierati di fronte ai molti residenti che si erano radunati in strada dove  stava uscendo la delegazione così i diplomatici non hanno potuto vedere i residenti uscendo dal campo.
Nel brevissimo tempo in cui i residenti sono riusciti a parlare con la delegazione, hanno sottolineato che nei sette mesi passati a Liberty, gli standards umanitari e i diritti umani sono stati sistematicamente violati. Non c’è libertà di circolazione, nessun accesso agli avvocati; alle famiglie, ai parlamentari, agli attivisti per i diritti umani e ai giornalisti è vietato entrare nel campo.
Quei pochissimi miglioramenti delle condizioni umanitarie a Liberty sono dovuti al tempo e alle risorse dedicate dai residenti. In un caso, i residenti hanno speso 6 milioni di dollari per approntare un sistema idrico e fornire carburante a Liberty. Le ricevute di tutte queste spese sono a disposizione. I residenti hanno anche sottolineato che il Governo dell’Iraq in pratica li sta privando del diritto di proprietà e non gli sta permettendo né di trasferire le loro proprietà da Ashraf a Liberty, né di venderle liberamente. Solo ad un falso imprenditore, legato agli organi di sicurezza, è stato dato il permesso di andare ad Ashraf, allo scopo di bloccare le proprietà e impedirne la vendita.
Il Governo dell’Iraq vieta il trasferimento dei veicoli personali e di servizio, dei muletti, delle attrezzature mediche, delle biciclette e dei generatori elettrici che appartengono ai residenti. Queste cose sono necessarie per la vita quotidiana dei residenti, tutte appartengono a loro e i documenti sono a disposizione. Il divieto di trasferire i generatori da 1,5 MW da Ashraf a Liberty comportato che, non essendo la fornitura di elettricità per i residenti di Liberty affidabile, e a causa dello stato di degrado degli attuali generatori, il costo del carburante per il funzionamento di questi stessi generatori  è  molto più alto di quanto dovrebbe essere. Nel frattempo, a causa del fatto che oltre 1100 residenti sono stati feriti durante gli attacchi criminali delle forze irachene, le attrezzature mediche sono vitali.
Il Governo dell’Iraq vieta persino che vengano portati nel campo  fiori e piante alte più di 10-15 centimetri e non permette la costruzione di strade asfaltate o cementate, fondamentali in particolare per i residenti disabili.
Busztin, il Vice-Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Iraq, ha detto ai residenti che la delegazione di oggi era in missione d’inchiesta  e che avevano 20 minuti per parlare con loro. I residenti hanno replicato che questo metteva in ridicolo un concetto internazionalmente riconosciuto. Se questa è una missione di inchiesta, chi l’ha nominata e qual’è la sua composizione? Qual’è il suo mandato e qual’è l’oggetto della sua ricerca e della sua indagine? Se è una missione di inchiesta, dovrebbe ascoltare le vittime, cioè i residenti di Liberty che sono stati l’oggetto dello sfratto forzoso. Una missione d’inchiesta dovrebbe visitare Ashraf, la casa di queste persone per 26 anni e vedere il peggioramento delle loro condizioni di vita da Ashraf a Liberty e dovrebbe avere libertà di azione e andare a Liberty senza la sorveglianza del Governo dell’Iraq e parlare con chiunque desideri, senza alcuna restrizione e con il tempo sufficiente.
I residenti ripetono che se Liberty non è in realtà una prigione, le Nazioni Unite devono dichiararlo un campo per rifugiati, con i cancelli aperti e devono permettere che le proprietà dei residenti, in particolare i generatori, le attrezzature mediche, i veicoli personali e di servizio, i muletti ecc., vengano trasferiti da Ashraf a Liberty.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
11 Settembre 2012