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L’Iran fa l’atomica, l’Unione Europea chiude gli occhi

Bush, nel suo recente viaggio in Medio Oriente, ha lanciato un preoccupante allarme sull’Iran. Attenzione, ha ripetuto ai capi di Stato che ha incontrato, il regime di Teheran è pericoloso: […]

ImageIl Tempo, 18 gennaio –  […] è il principale sponsor del terrorismo, finanzia e fornisce da anni una grande quantità di armi ai gruppi armati in Iraq, Afghanistan e Palestina e sta costruendo armi nucleari in barba all’Aiea (l’agenzia nucleare Onu), alle Nazioni Unite, alla Ue e all’intero Occidente. È ormai certo che entro quest’anno, al più tardi nei primi mesi del 2009, potrà contare su uranio arricchito sufficiente a costruire bombe atomiche. Eppure c’è qualcuno che ne dubita, come il nostro ministro degli Esteri Massimo D’Alema, che in più occasioni ha dichiarato che «l’Iran non è una minaccia mondiale» e che Bush esagera, mettendo troppa «enfasi» nell’allarme a proposito del programma nucleare.

Il ministro degli Esteri, infatti, continua a intrattenere buoni rapporti con il regime di Ahmadinejad e le uniche critiche che si conoscono sono quelle sulle esecuzioni che l’Iran attua con maggiore intensità che in passato (comprese le lapidazioni riservate alle donne e le impiccagioni che non risparmiano i ragazzi di età inferiore ai 18 anni). Evidentemente il saggio Massimo spera di apparire equidistante, criticando Teheran solo per le esecuzioni capitali, che non tengono in alcun conto della moratoria decisa dalle Nazioni Unite. È difficile poi mettere la testa sotto la sabbia come fa buona parte della Ue sul programma nucleare. L’Aiea, è vero, non ha ancora potuto riscontrare le prove decisive sulla costruzione delle bombe atomiche, ma uno studioso iraniano, Alireza Jafarzadeh, ha ampiamente dimostrato in un libro appena uscito («L’atomica di Teheran», Guerini edizioni), con una grande quantità di documenti inediti, che il regime sta portando avanti senza soste in una serie di siti sotterranei (Teheran, Tabriz, Qazvin, Isfahan, Ashiraz, Yazd, Kerman, Qom, Ahwaz, Kermanshah), il programma nucleare.

Il "Wall Street Journal" del 6 dicembre scorso ha riportato la notizia che l’Iran nel 2006 ha effettuato test di lancio dei missili balistici Shabab 2 e Shabab 3, con una gittata di 1200 miglia (capaci quindi di colpire Israele, oltre alle basi americane nel Golfo Persico). Non solo: qualche settimana fa il ministero della Difesa iraniano ha comunicato di avere realizzato un nuovo missile, l’Ashura, capace di raggiungere obiettivi lontani oltre 1200 miglia.
A che cosa servirebbero questi giocattoli se l’Iran non avesse intenzione di costruire bombe atomiche? Ma, evidentemente, gli amici degli ayatollah di Teheran (anche italiani) cercano di minimizzare per prendere tempo, in nome degli affari (contratti industriali e petroliferi). La minaccia nucleare iraniana esiste. E lo stesso Bush ha detto al re dell’Arabia Saudita, Abdullah, che il capo della Casa Bianca ha il potere, anche senza consultare il Congresso, di ordinare i bombardamenti dei siti nucleari iraniani. E se lo facesse prima della fine del suo mandato?
Aldo Forbice
18/01/2008

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