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L’Iran deve aprire i luoghi nucleari: Comitato di controllo delle Nazioni Unite

Giovedi 22 settembre 2005
ImageAgenzia France Press  (AFP) – Il capo dell’Agenzia Atomica dell’ONU Mohamad ElBaradei ha sollecitato l’Iran a permettere finalmente l’accesso a luoghi sensibili ed a persone chiave mentre la sua agenzia si è riunita per prendere in considerazione la possibilità di deferire Tehran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per possibili sanzioni.
 
"La palla è decisamente nel campo dell’Iran su questa questione" ha ditto ai giornalisti ElBaradei.
 
"Abbiamo bisogno di un certo numero di ulteriori misure di trasparenza," ha detto ElBaradei, compreso "l’accesso a determinati luoghi e a determinati individui."

 Riferendosi ad uno scontro fra Occidente e  Iran su attività nucleari che secondo le affermazioni degli Stati Uniti nascondono lo sviluppo di armi, ElBaradei ha detto che la questione iraniana stava "purtroppo avviandosi verso un periodo di scontro e di braccio di ferro politico."

Ha detto che sperava che le due parti "tornassero di nuovo al tavolo dei negoziati," un riferimento ai colloqui fra l’Iran e l’Unione Europea per garantire che il programma nucleare dell’Iran sia pacifico.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di ElBaradei (IAEA) si riunirà questa settimana con un’iniziativa occidentale per un’azione dell’ONU contro il programma iraniano sul combustibile nucleare che affronta l’opposizione della Russia e dei paesi non allineati, hanno dichiarato fonti diplomatiche.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea vogliono che il comitato denunci l’Iran al Consiglio di Sicurezza.

Il Consiglio potrebbe usare misure che variano da risoluzioni a sanzioni commerciali per provare a convincere Tehran a fermare la produzione di combustibile per reattore nucleare che puٍessere usato anche per costruire bombe.

Ma la Russia e la Cina, che hanno entrambe importanti interessi di affari con l’Iran, e gli Stati non allineati sostengono il diritto dell’Iran  allo tecnologia nucleare per usi pacifici all’interno del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) e si oppongono ad approvare il rinvio al Consiglio di Sicurezza nella riunione di questa settimana a Vienna del consiglio dei governatori dei 35 paesi della IAEA.

Il Consiglio il mese scorso aveva invitato l’Iran a fermare la conversione dell’uranio, che era stata ripresa all’inizio di agosto, rompendo un accordo con i negoziatori dell’Unione Europea, Gran Bretagna, Germania e Francia. La conversione è il primo passo nell’arricchimento dell’uranio per la produzione di combustibile per reattore.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha detto sabato all’Assemblea generale dell’ONU a New York che l’Iran non soltanto continua il lavoro di conversione ma "lo considera parte dei suoi diritti legittimi di ricevere garanzie obiettive per l’arricchimento dell’uranio nel ciclo del combustibile nucleare."

Ahmadinejad ha avvertito che se "la IAEA ricorre ad un linguaggio di forza e di minaccia con l’Iran, noi riconsidereremo il nostro intero approccio alla questione nucleare."

Questo potrebbe comportare il procedere con l’arricchimento vero e proprio e il limitare la sorveglianza dello IAEA sulle proprie attività.

"Non siamo in una situazione molto comoda in questo momento," ha detto all’AFP un esperto diplomatico europeo, affermando che il discorso del Ahmadinejad era stato"deludente" nella sua ostinata linea dura.

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