sabato, Gennaio 28, 2023
HomeNotizieIran NewsLettera dell’Assistente Segretario di Stato alla signora Maryam Rajavi circa l’attuale situazione...

Lettera dell’Assistente Segretario di Stato alla signora Maryam Rajavi circa l’attuale situazione a Camp Ashraf e risposta della signora Rajavi

Dipartimento di Stato degli Stati Uniti

Assistente Segretario di Stato per gli Affari del Vicino Oriente

Washington, D.C. 20520•6258

6 settembre 2013.

Gentilissima signora Rajavi:

Le scrivo da parte del Segretario Kerry circa l’attuale situazione a Camp Ashraf in Iraq. Gli Stati Uniti condannano nel modo più fermo l’orribile attacco che ha avuto luogo a Camp Ashraf il 1° settembre, ed esprimiamo le nostre condoglianze agli amici e alle famiglie delle vittime.

Noi sosteniamo la Missione di Assistenza delle Nazioni Unite (UNAMI) e il suo impegno per condurre un’indagine indipendente su questo terribile evento e documentare ciò che è accaduto. Abbiamo chiesto al governo dell’Iraq di sostenere pienamente tale impegno. Noi insistiamo sul fatto che gli autori di questo atto barbarico siano condotti davanti alla giustizia e che sia fatto tutto il possibile per trovare coloro che sono dispersi. A questo proposito, prendiamo nota delle preoccupanti dichiarazioni rilasciate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) che hanno lodato l’attacco, e chiediamo al governo dell’Iran di usare qualsiasi influenza possa avere con gruppi che possono detenere i dispersi per assicurare il loro immediato rilascio. Chiediamo, inoltre, al governo dell’Iraq di condurre una completa indagine e di aiutare a trovare i dispersi.

Circa la situazione immediata a Camp Ashraf, vi sollecitiamo ad accettare il piano dell’UNAMI secondo il quale i residenti superstiti possono essere trasferiti in sicurezza e senza ritardi sotto una supervisione, e su autobus corazzati, il più presto possibile. È imperativo per la sicurezza dei superstiti che essi accettino questo piano e siano d’accordo di trasferirsi immediatamente. Questa è una materia urgente e di importanza cruciale.

Se accettate questa impostazione, le Nazioni Unite collaboreranno per facilitare la salvaguardia delle proprietà ad Ashraf attraverso il mantenimento da parte vostra di una società di sicurezza locale di fiducia. L’ambasciata degli Stati Uniti farà tutto quanto in suo potere per sostenere questo tentativo.

Prendiamo nota, infine, dell’accordo del governo dell’Iraq con l’UNAMI per installare grandi muri di cemento armato a ‘T’ seguendo un piano di sicurezza predisposto dall’ UNAMI, nonché per alcune misure aggiuntive. Tali misure sarebbero assunte contemporaneamente al trasferimento sicuro e protetto da Ashraf, con la supervisione dell’UNAMI, e noi faremo tutto il possibile per sostenere questo processo. Aumenteremo anche i nostri sforzi per trovare luoghi di reinsediamento sicuri al di fuori dell’Iraq. Il Dipartimento di Stato ha appena incaricato un alto funzionario di supervisionare questo processo a tempo pieno.

Nell’immediato, chiediamo la vostra piena accettazione di questa procedura da parte dell’UNAMI, per raggiungere il nostro obiettivo comune di proteggere le vite dei sopravvissuti di Ashraf e garantire la partenza sicura e rapida dall’Iraq di tutti gli ex residenti di Ashraf.

Distinti saluti,

Beth Jones

 

cc: Gyorgy Busztin, Direttore ad interim

UNAMI

 

La risposta della signora Rajavi—————————————————————————–

7 settembre 2013

Onorevole Beth Jones

Assistente Segretario di Stato per gli Affari del Vicino Oriente

Dipartimento di Stato USA

2201 C Street, NW

Washington, D.C. 20520

 

Gentilissima signora Jones,

Ho ricevuto la Sua lettera e il messaggio da parte del Segretario Kerry del 6 settembre e ringrazio per il Suo impegno e per quello del Segretario, così come per il vostro interesse per salvare vite a Camp Ashraf.

Farò tutto quanto è nelle mie possibilità per raggiungere il nostro comune obiettivo. Vi prego di facilitare una visita da parte di funzionari dell’ambasciata USA, insieme con Mr. Gyorgy Basztin, a Camp Liberty il più presto possibile per discutere i dettagli per l’attuazione di questo piano con la direzione del Campo, così come con i rappresentanti dei residenti e con i loro consulenti legali.

Prima di ogni altra cosa, vorrei richiamare la Sua attenzione sulla necessità di provvedere condizioni di sicurezza per il trasferimento dei residenti di Ashraf a Liberty. Voi siete ben consapevoli che, data la situazione in Siria, non appena i residenti di Ashraf siano trasferiti a Liberty il regime iraniano cercherà di continuare i propri attacchi contro Camp Liberty e i suoi residenti indifesi. Riguardo a questo, le questioni più importanti sono la ricollocazione di 17.500 muri di cemento armato a ‘T’ alti quattro metri e il trasferimento di attrezzature mediche d’urgenza, elmetti e giubbotti protettivi per 3.000 residenti da Ashraf a Liberty.

Fin dall’inizio, la prova decisiva dell’effettiva volontà del governo iracheno di salvare vite è condizionata dall’attuazione di tali accordi. Preferirei che tali misure fossero realizzate domani a nostre spese e prima di trasferire i rimanenti residenti di Ashraf a Liberty. Dopo che saranno stati fatti questi passi, tutti i residenti di Ashraf andranno a Liberty.

Essi prenderanno tutti i propri averi con sé, inclusi, fra l’altro, tutti i documenti sui beni immobili e mobili di Ashraf, libri, computer e fondi, così come equipaggiamenti per la sicurezza personale, medici e per le comunicazioni.

Le nostre altre richieste urgenti, che speriamo voi possiate simultaneamente aiutare a realizzare con l’assistenza dell’ambasciata USA e delle Nazioni Unite, sono le seguenti:

1. Operare per l’immediato rilascio dei sette ostaggi;

2. Stanziare un’unità di Caschi Blu e una squadra di monitoraggio USA all’interno di Camp Liberty 24 ore al giorno e 7 giorni su 7;

3. Fornitura da parte del governo iracheno di requisiti di protezione urgenti a Liberty, inclusi tetti a doppio strato per le roulotte, secondo la lista di necessità del 18 giugno 2013 preparata dopo il terzo attacco con razzi contro Liberty (allegata). Questa include la ricollocazione dei muri a ‘T’, 150 bunker di cemento armato di 2 metri per 2 non installati nonostante l’impegno preso dopo il primo attacco con razzi del febbraio 2013, il diritto di costruire a Liberty e il permesso di introdurvi sufficienti e necessari sacchi di sabbia;

4. Come Lei ha scritto nella Sua lettera, siamo d’accordo sulle modalità per la vendita dei beni mobili e immobili di Ashraf. Tuttavia, chiediamo che questa sia attuata sotto la supervisione del senatore Robert Torricelli come rappresentante legale dei residenti. Inoltre, vorremmo che il governo iracheno, gli USA, le Nazioni Unite e il senatore Torricelli redigessero un elenco notarile delle proprietà. D’ora in poi, il governo iracheno non deve imporre restrizioni sulla vendita di beni mobili a imprenditori iracheni e potenziali acquirenti poiché i residenti hanno bisogno del denaro per le loro spese a Liberty e per il loro reinsediamento;

5. Le modalità per attuare il consolidamento dei beni mobili in una piccola area per facilitare la loro vendita devono essere concordate ad Ashraf in colloqui fra i rappresentanti del governo iracheno e dei residenti. Cionondimeno, i residenti prenderanno con sé tutti gli effetti personali e gli oggetti lasciati da coloro che si sono trasferiti con il 5°, il 6°, il 7° e l’8° convoglio a Liberty, inclusi 17 camion pieni di beni personali, cinque generatori di elettricità, 12 serbatoi per acqua e serbatoi per acque reflue e carrelli elevatori per trasportare carichi pesanti in Ashraf.

Molto rispettosamente,

Maryam Rajavi

cc:

– Mr. Gyorgy Basztin, Direttore ad interim, Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq

 

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,634FollowersFollow
40,898FollowersFollow