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Le vergognose manovre di Rouhani contro il Movimento per Ottenere Giustizia e la risoluzione dell’ONU che condanna il regime teocratico

Mentre il movimento per ottenere giustizia per le vittime del massacro del 1988 va crescendo dentro e fuori dall’Iran, e nello stesso giorno in cui l’Assemblea Generale dell’ONU ha condannato le palesi e sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran, Hassan Rouhani, presidente del regime iraniano, ha pubblicato un assurdo documento dal nome “Carta dei Diritti dei Cittadini”. Questo testo è solo una ripetizione della penosa Costituzione e delle leggi del regime teocratico, sebbene con un goffo aggiustamento.

Rouhani aveva annunciato questo stesso documento durante le elezioni-farsa del 2013 e ora la sta riutilizzando nella corsa verso le elezioni del prossimo anno. È interessante che abbia annunciato che il primo rapporto sulla sua attuazione si avrà sei mesi più tardi, dopo le elezioni.

Questa carta di 120 articoli, il cui vero nome dovrebbe essere “Carta per la violazione dei diritti dei cittadini”, in nessun punto mette in discussione, neanche implicitamente, l’autorità assoluta del leader supremo, la negazione totale della sovranità popolare, la violazione dei diritti fondamentali delle donne ed altre leggi disumane istituzionalizzate dal regime teocratico. Il primo articolo recita: “Il diritto alla vita non può essere negato ai cittadini se non nel rispetto della legge”. Ciò non è altro che un avallo delle 120.000 esecuzioni politiche e delle esecuzioni di massa che avvengono ogni giorno. Tutti questi crimini vengono commessi basandosi sulla “legge” del velayat-e faqih. Rouhani già in passato ha definito tutte queste esecuzioni “un’applicazione della legge e un comando divino”.

Il documento di Rouhani parla dei diritti delle donne nell’ambito della legge, la stessa legge che nega tutti i diritti economici, sociali e politici alle donne e che, nel migliore dei casi, considera il valore dei loro diritti la metà di quelli degli uomini e nega loro la presidenza, il giudizio e molte altre carriere. Rouhani non osa nemmeno utilizzare l’espressione “parità tra i sessi” in un testo privo del benché minimo effetto vincolante.

Sul diritto alla libertà recita: “Queste libertà vengono limitate unicamente in base alla necessità e secondo la legge”. Rouhani ha dimenticato di menzionare i vari organi di polizia creati, secondo la legge, per calpestare tutte le libertà, i cui stipendi vengono pagati dal governo di Rouhani e che sono agli ordini del suo ministro degli interni. Mercenari chiamati “Polizia per l’Hijab (velo)”, “Ciber-polizia”, “Polizia Montanara”, “Polizia Invisibile” ecc…

L’articolo 75 si riferisce al diritto di proprietà e dice che l’espropriazione è vietata, a meno che non sia prevista dalla legge. Rouhani, egli stesso un boss nel saccheggio delle proprietà e delle ricchezze del popolo iraniano, ha dimenticato di rivelare la sorte di centinaia di miliardi di dollari rubati dal regime dei mullah e dagli alti funzionari del regime, al popolo iraniano in 38 anni di governo dei mullah e cosa è accaduto ai 95 miliardi di dollari confluiti nella “Sede esecutiva del Direttivo dell’Imam” e che sono entrati a far parte del patrimonio personale di Khamenei, tutto denaro rubato al popolo iraniano.

L’ultima parte di questo documento descrive l’esportazione del terrorismo, i crimini e i massacri compiuti in Siria, Iraq, Yemen e in altri paesi come atti di politica estera, “con l’utilizzo di varie e sagge misure”, per “combattere la violenza, l’estremismo e in difesa dei diritti di gente innocente”, sottolineando “la destinazione di risorse adeguate per equipaggiare e rafforzare le forze armate” e “la destinazione di forniture sufficienti a rafforzare la capacità difensiva”. Questa è la stessa politica che Khamenei e i membri della sua cerchia più stretta, come Rouhani, il cosiddetto presidente del regime, stanno imponendo al popolo dell’Iran e dell’intera regione, facendoli sprofondare sempre di più nella loro palude ogni giorno che passa.

Spendendo il patrimonio del popolo iraniano per le politiche aggressive e guerrafondaie e per il massacro di gente innocente in Siria e Iraq per mantenere al potere il regime sanguinario del velayat-e faqih. Rouhani è quello che ha chiesto di proseguire il massacro della popolazione di Aleppo facendolo passare per “lotta ai terroristi” e che ha espresso la sua preoccupazione perché alcuni “stati islamici sembrano preoccupati della sorte dei terroristi e stanno seguendo la loro evacuazione in sicurezza da Aleppo.

Non c’è alcun dubbio che Rouhani meriti la medaglia dell’oscenità. Nel presentare questo documento ha detto: “Questi diritti di cittadinanza dicono al mondo che la Repubblica Islamica dell’Iran ha questa capacità. Che la rivoluzione islamica ha questa capacità di fare il miglior uso di tutte le nuove caratteristiche legali del mondo di oggi, nell’ambito della cultura islamica iraniana.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Dicembre 2016

 

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