venerdì, Dicembre 2, 2022
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Le prime indagini sull’attacco mortale su Camp Liberty del 9 febbraio confermano che le forze di sicurezza erano implicate nell’attacco che ha provocato 7 morti e oltre cento feriti, ha riportato un sito web iracheno

Domenica (17 febbraio) l’emittente radio ‘Voice of Iraq’ ha citato le parole di un membro del Comitato di inchiesta al Parlamento iracheno coperto dall’anonimato: “L’indagine include capi delle forze militari responsabili della sicurezza della regione in cui si trova Camp Liberty.”

Egli ha confermato che membri della Coalizione nazionale irachena (quella da cui è formato il governo di  Nouri Al-Maliki) stanno ostacolando l’indagine sull’attacco e cercano di attribuirne la responsabilità ai terroristi”.
“La Coalizione nazionale irachena ha cercato di incolpare il cosiddetto Esercito di Mokhtar, ma altri membri del comitato respingono quest’idea e ritengono che i responsabili siano le forze di sicurezza irachene. “
Il colonnello Wesley Martin, capo delle forze antiterrorismo in Iraq, nel discorso tenuto alla conferenza di Parigi dell’11 febbraio ha affermato:
“Consentitemi per favore di parlare non solo in qualità di ex comandante  del campo di Ashraf, ma anche come primo comandante dell’unità antiterrorismo di tutte le forze della coalizione in Iraq.
“Questo attacco missilistico è stato un’operazione militare vera e propria. Non avrebbe potuto essere condotto da una milizia né da elementi isolati. Lanciare decine di razzi in un’area così piccola richiede ricognizione, mappatura del terreno e molta pratica. Questa è stata un’operazione della Forza Quds che opera con il governo di Maliki.”
“Ora abbiamo Kobler che chiede a Maliki di indagare sulla vicenda. Questo equivale a chiedere ad Adolf Hitler di indagare sull’Olocausto.”

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