HomeNotizieResistenza IranianaLe invenzioni di Rouhani sul Mojahedin del Popolo Iraniano,per paura del seguito...

Le invenzioni di Rouhani sul Mojahedin del Popolo Iraniano,per paura del seguito in patria e all’estero della Resistenza Iraniana

Le false accuse ripetute dal presidente di un regime comunemente noto come “il Padrino dell’ISIS”

Hassan Rouhani, presidente del fascismo religioso al potere in Iran, noto tra il popolo iraniano come “Abu Daesh” (il Padrino dell’ISIS), il 31 Agosto ha dimostrato la sua ossessione per il PMOI e la Resistenza Iraniana e, con tutta una serie di bugie, ha attribuito i crimini disumani commessi dal regime, al PMOI e agli oppositori del regime teocratico.

Rouhani ha fatto queste affermazioni durante un incontro della Fondazione “Habilian”, un settore del Ministero dell’Intelligence del regime, alla presenza di numerosi agenti, inquisitori, torturatori e mercenari stranieri del Ministero dell’Intelligence.

Sin dall’ascesa al potere di Khomeini, Rouhani ha sempre avuto uno dei più alti incarichi nel brutale apparato della repressione, responsabile di crimini di guerra come l’invio di bambini nei campi minati, l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo e del progetto anti-patriottico sulle armi nucleari. Nel corso della sua presidenza moltissime donne sono state aggredite con l’acido dagli scagnozzi del regime, subendo uno dei crimini più odiosi di questo regime . Nel suo discorso del 31 Agosto, con una serie di bugie disgustose, ha accusato il PMOI e gli oppositori di uccidere “poveri negozianti”, di “strappare la pelle agli agenti della polizia e della sicurezza” e di “guidare aerei iracheni per bombardare i centri abitati”.

Negli ultimi due decenni il regime teocratico ha cercato di far credere queste bugie alle magistrature dei paesi occidentali. La magistratura francese nel Maggio 2011, dopo 10 anni di indagini, ha sentenziato che il CNRI, il PMOI e l’Esercito di Liberazione Nazionale Iraniano costituiscono tutti un corpo unico con l’obbiettivo di rovesciare il regime al potere in Iran e, secondo “le indagini della magistratura”, i loro metodi sono stati in alcuni casi “politici” e in altri hanno “previsto l’utilizzo di un vero esercito, l’Esercito di Liberazione Nazionale Iraniano o anche operazioni militari entro in confini iraniani, delle quali il PMOI ha ammesso di essere l’autore…. nel dossier non c’è alcuna prova di nessuna operazione armata che abbia colpito dei civili deliberatamente” e inoltre che queste misure “non possono essere definite terrorismo”.

Le parole di Rouhani dimostrano la sua sempre maggior paura del grande seguito popolare e del crescente prestigio internazionale di cui gode la Resistenza Iraniana. Un ospite del ridicolo spettacolo messo in scena dal Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS), ha fatto riferimento al Gran Raduno di Parigi di Giugno dicendo: “I politici occidentali ad un meeting di terroristi, stanno cercando di creare un’alternativa alla Repubblica Islamica…. cercano di considerare dei terroristi come degli oppositori politici… non c’è da meravigliarsi se il Congresso degli Stati Uniti chiede alla leader del PMOI di commentare l’accordo tra i P5+1 e l’Iran….”.

Paradossalmente Rouhani ha presentato i crimini del regime nella regione come lotta contro il terrorismo e ha detto: “Ovunque sarà necessario, con tutto il nostro potere e le nostre capacità, noi interverremo contro il terrorismo” e quando i terroristi in Iraq, Siria, Libano, Pakistan, Afghanistan e Yemen, “con l’aiuto delle grandi potenze sottometteranno gente innocente… noi li affronteremo”. Rouhani ha minacciato l’Europa, gli Stati Uniti ed “alcuni paesi musulmani”, dicendo che “qualunque paese che oggi aiuta il terrorismo… non abbia alcun dubbio che in questo stesso terrorismo resterà invischiato”.

Il direttore della conferenza ha detto: “Negli attacchi terroristici in Iran si vedono le impronte degli Stati Uniti e dei paesi europei”, aggiungendo che “la documentazione sulla relazione tra gli Stati Uniti e Forqan, sui negoziati diretti tra il Dipartimento di Stato americano e il PMOI” e l’appoggio degli Stati Uniti al PMOI dopo l’occupazione dell’Iraq, ne sono la prova. Anche gli agenti di Mahmoud Ahmadinejad accusarono il PMOI e i governi francese e britannico dell’assassinio di Neda Agha Soltan, martirizzata durante le proteste del 2009 e, secondo Amnesty International, arrestarono il suo fidanzato per costringerlo ad ammettere che il PMOI aveva ucciso Neda.

Nel corso della presidenza di Rouhani, oltre 2000 prigionieri sono stati giustiziati ed egli ha definito queste esecuzioni come “l’applicazione delle norme della legge e di Dio. Questo religioso ingannatore è un discepolo di Khomeini, il quale nel 1981 disse: “Noi vogliamo un califfo che amputi le mani, che emetta condanne e che lapidi a morte… le condanne a pochi anni di carcere non porteranno alcun miglioramento. Scordatevi queste emozioni infantili”. Questo mullah criminale il 14 Luglio 1999, al culmine delle proteste degli studenti, disse: “Insultare Khamenei è un insulto all’Iran, all’Islam, ai musulmani, alla Costituzione e a quelli che considerano l’Iran come la patria dell’Islam… E’ stato emesso un ordine preciso di reprimere categoricamente qualunque mossa di questi elementi”.

Se Rouhani dice la verità, deve anche dichiarare i nomi dei 30.000 prigionieri politici massacrati nel 1988 a seguito della fatwa di Khomeini e mostrare le loro tombe ai familiari in lutto. All’epoca Rouhani era uno dei dirigenti governativi e condivide in pieno la  responsabilità di questo crimine contro l’umanità. Mustafa Pour-Mohammadi, il ministro della giustizia di Rouhani, era uno dei membri-chiave del comitato che mandò al patibolo i prigionieri. Uno degli altri membri del “comitato della morte” era Ibrahim Raeesi, che ora è il primo vice-capo della magistratura del regime.

Gli odiosi crimini commessi oggi dall’ISIS sono solo una parte dei crimini che questo regime ha commesso sin dall’inizio del suo governo e che continua a commettere nei confronti del popolo iraniano, in particolare delle donne e dei giovani, grazie alle fatwa di Khomeini e Khamenei. Uccidere i detenuti politici sotto tortura, uccidere i feriti, giustiziare donne incinte, stuprare le ragazze prima dell’esecuzione, dissanguare i prigionieri prima dell’esecuzione, amputare loro gli arti, cavargli gli occhi, gettarli da una rupe ecc. …. sono crimini che il califfo di Tehran commette da anni.

Il regime iraniano parla di lotta all’ISIS mentre tutte le forze nazionalistiche e democratiche, i leaders religiosi nella regione, esperti regionali ed internazionali e molti leaders europei hanno detto ripetutamente che l’ISIS è un sottoprodotto dei crimini di questo disumano regime teocratico e dei suoi fantocci nella regione: Bashar Assad e Nuri Maliki. Rouhani ha sempre appoggiato Maliki e fino ad ora, in diverse occasioni, come un paio di settimane fa durante un incontro con il ministro degli esteri di Assad, ha dichiarato il suo pieno appoggio al governo siriano.

Le dichiarazioni di Rouhani ancora una volta riflettono le diaboliche intenzioni del regime di intensificare la repressione, gli omicidi, l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo nella regione e nel mondo. La Resistenza Iraniana sottolinea ancora una volta la necessità di una politica decisa nei confronti di questo regime e avverte che continuare e migliorare le relazioni con il regime, fino a che questo non abbia posto fine alle esecuzioni in Iran e non abbia smesso di fomentare le uccisioni e le guerre nella regione, va fortemente contro gli interessi del popolo iraniano e contro la pace e la tranquillità nella regione e nel mondo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

1° Settembre 2015