lunedì, Febbraio 6, 2023
HomeNotizieIran News“Le elezioni in Iran sono una farsa”, dice l'ex-ambasciatore U.S.A. all'ONU

“Le elezioni in Iran sono una farsa”, dice l’ex-ambasciatore U.S.A. all’ONU

“La spaventosa teocrazia che i draconiani ayatollah hanno imposto agli iraniani, non presenta alcuna similitudine con un sistema democratico”, ha detto Kenneth Blackwell, ex-ambasciatore U.S.A. presso la Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite.

L’Amb. Blackwell, che è anche membro dell’organismo bipartisan dell’International Foundation for Electoral Systems (Fondazione Internazionale per i Sistemi Elettorali) ha scritto un articolo pubblicato martedì in cui afferma: “Quello che è peggio è che il risultato delle elezioni per il parlamento e l’Assemblea degli Esperti, è già stato letteralmente predeterminato molto prima che le campagne ufficiali fossero lanciate”. Queste cosiddette “elezioni” si terranno venerdì.

“Ogni candidato ad un alto incarico in Iran deve subire un elaborato processo per la verifica delle sue credenziali. Chiunque venga scoperto a possedere anche la minima difformità viene squalificato. La legge elettorale iraniana afferma specificatamente che i candidati devono ‘credere ed aderire all’Islam e, di fatto, al sacro sistema della Repubblica Islamica’ ed ‘esprimere la loro fedeltà alla Costituzione e al leader supremo’”.

“Per le prossime elezioni parlamentari, solo 6300 persone sono state accettate come candidati per 290 seggi, su 12.123 persone che si erano inizialmente registrate presso il Ministero degli Interni. Su 810 candidati all’assemblea, solo 165 sono stati approvati. In nove circoscrizioni, dopo questo processo, è rimasto solo un candidato incontestato”.

“Non una donna è stata approvata, dato che la posizione ufficiale del regime è che le donne non sono competenti a partecipare al controllo del leader supremo o alla selezione del suo sostituto”.

Blackwell ritiene che l’attuale situazione non sia differente da quella passata e che l’autorità assoluta del leader supremo continui a sussistere.

Riguardo alle affermazioni sulla “moderazione” di Hassan Rouhani, scrive che il presidente del regime “ha supervisionato una serie di politiche interne che riaffermano l’ideologia intransigente della Repubblica Islamica”.

“All’indomani dell’accordo sul nucleare il regime è divenuto più crudele, aumentando le esecuzioni ed intensificando il supporto attivo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane al presidente siriano Bashar al-Assad nel massacro del popolo siriano”.

L’Amb. Blackwell ha affermato che molti iraniani se ne stanno lavando le mani di “un falso processo elettorale che serve solo a preservare lo status quo e a garantire altri massacri in patria e all’estero. “Ma gli iraniani progressisti e democratici si rendono conto che il loro compito non è quello di contribuire ad un’illusione di democrazia, ma quello di creare la democrazia dove attualmente non ne esiste nessuna”.

L’ex-ambasciatore statunitense dice inoltre: “Sia che siano attivisti per i diritti umani indipendenti o membri dell’opposizione organizzata, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), un organismo politico di opposizione, queste persone hanno bisogno del nostro aiuto”.

L’Ambasciatore Blackwell ha poi esortato la leadership americana nella regione a “concentrare l’attenzione del mondo sui continui ostacoli alla democrazia posti dal regime teocratico iraniano”.

Fonte: http://www.investors.com/politics/viewpoint/u-s-and-europe-should-reject-ayatollahs-election-as-a-sham/

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,935FollowersFollow