venerdì, Gennaio 27, 2023
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IRAN: Uno studente condannato a 19 anni di prigione

CNRI – Un tribunale iraniano ha condannato un studente e attivista a 19 anni di prigione. Sua moglie ed altri due attivisti hanno avuto condanne da uno a sei anni.

Arash Sadeghi, sua moglie Golrokh Iriai (Ebrahimi), Behnam Mosivand e Navid Kamran sono stati brutalmente arrestati a Settembre 2014 dall’organizzazione dell’intelligence del regime iraniano, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC). La madre di Sadeghi ha avuto un attacco cardiaco al momento dell’arresto del figlio ed è morta pochi giorni dopo. Arash Sadeghi, studente alla Allameh University, ha già passato sette mesi in isolamento.

Il suo processo, che si è tenuto nella sezione 15 del tribunale rivoluzionario di Tehran il 20 Febbraio, è stato presieduto dal famigerato Abolghassem Salavati, considerato dagli attivisti per i diritti umani un giudice che ignora palesemente le regole processuali fondamentali nei casi di cui si occupa.

All’avvocato di Sadeghi non è stato permesso di riesaminare il caso e di partecipare all’udienza in tribunale. La moglie, Golrokh Iriai, non era presente all’udienza perché malata.

Abolghassem Salavati ha emesso condanne dure e disumane, comprese molte condanne a morte, per molti dissidenti, giornalisti, avvocati e appartenenti alle minoranze etniche iraniane.

Essendo il primo giudice incaricato della Sezione 15 del tribunale rivoluzionario di Tehran, è stato definito “il giudice della morte” e “il giudice delle impiccagioni” per aver emesso almeno una mezza dozzina di condanne a morte dopo le proteste nazionali anti-regime del 2009.

Il suo curriculum è considerato talmente infame a livello internazionale, che l’Unione Europea lo ha incluso nella lista nera del 2011 dei funzionari del regime iraniano responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

 

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