venerdì, Dicembre 2, 2022
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Le elezioni del regime iraniano ed il suo nuovo presidente – 1 ( seconda parte )

Le elezioni presidenziali del regime teocratico e la vittoria del mullah Rowhani sono importanti per diversi aspetti:

Segue :

4.Perché Khamenei non è riuscito ad imporre il suo candidato preferito

Due elementi fondamentali hanno impedito a Khamenei di concludere l’importante operazione che aveva iniziato eliminando Rafsanjani:

 

Primo elemento: nonostante l’eliminazione di Rafsanjani, l’aumento delle differenze all’interno della fazione di Khamenei non hanno consentito a questa fazione di presentare un singolo candidato e, praticamente, è apparsa sulla scena elettorale con quattro candidati. Ciò vuol dire che c’è troppa discordia all’interno del regime. Secondo elemento: più di qualunque altra cosa, Khamenei è preoccupato per il verificarsi di una protesta popolare come quella del 2009 con la differenza che se esplodesse oggi una protesta popolare, sarebbe molto più difficile domarla come quella del 2009. Perciò Khamenei non ha avuto la libertà di mettere in atto delle frodi in favore di un candidato rispetto ad un altro. Sebbene tecnicamente Khamenei avrebbe potuto fare imbrogli in favore di un candidato e a danno di un altro per portare le elezioni al secondo turno, con la speranza di un cambiamento negli equilibri a suo favore,  ha avuto più timore di allungare le elezioni fino ad un secondo turno ed innescare una rivolta. Perciò ha  messo fine al tutto al primo turno.

5.L’entità della partecipazione alle elezioni

Per proteggere gli interessi del sistema nel suo complesso, Khamenei è solito ricorrere ad ogni sorta di imbroglio per aumentare la percentuale di votanti e partecipanti alle elezioni. Questa frode normalmente è condivisa da tutte le fazioni del regime. Il regime ha utilizzato vari schemi per rappresentare un’alta percentuale di affluenza dei votanti, come:

Diminuire il numero dei votanti ammessi di almeno cinque milioni

Usare i certificati di nascita di persone decedute a milioni, durante le elezioni

Portare urne già piene ai seggi elettorali

E, più importante, moltiplicare il numero dei voti nelle cosiddette “stanze di accumulo dei voti

6.Chi è che decide la politica riguardo alle quattro questioni della repressione, esportazione del terrorismo, progetto atomico e relazioni con l’Occidente e gli U.S.A.?

Il punto davvero evidente nella struttura del regime iraniano è che le politica per la sicurezza nazionale  e la politica estera sono completamente controllate da Khamenei, che il Presidente attua solo le sue decisioni e non ha alcuna influenza su queste questioni.

Repressione interna: la politiche sulla repressione e sui relativi organi, come l’IRGC, le Forze di Sicurezza dello Stato (FSS), il Ministero dell’Intelligence (MOIS) e del ramo Giudiziario sono tutte direttamente controllate da Khamenei stesso.

Progetto atomico: questo progetto è nelle mani di Khamenei dalla A alla Z. Né Ahmadinejad, né Khatami hanno avuto alcun ruolo in esso. A volte Khamenei agisce come se la decisione venisse presa dal presidente per fuorviare le sue controparti o creare un illusione. Il 4 Luglio 2013, nella sua conferenza stampa Ahmadinejad ha affermato:  “Io non entro nelle discussioni del progetto atomico, su come potrebbe essere risolto e le opportunità che abbiamo o non abbiamo avuto. È già da qualche tempo che non sono coinvolto in questa questione.”

Esportazione del terrorismo:  la decisione di interferire negli affari regionali ed in Siria è ufficialmente di competenza del Leader Supremo ed è completamente in mano all’IRGC e alla Forza Quds, i quali sono connessi direttamente a Khamenei. Il Presidente del regime non ha nulla a che vedere con questo.

Relazioni con gli U.S.A.: di nuovo, il Presidente e gli altri organismi non hanno nulla a che fare con questo e la questione dipende totalmente dalla politica del Leader Supremo.

7.La politica delle varie fazioni riguardo alle quattro questioni della repressione, l’esportazione del terrorismo, il programma atomico e le relazioni con l’Occidente e gli U.S.A.

Le diverse fazioni all’interno del sistema hanno una visione comune sulle politiche fondamentali come la repressione, l’esportazione del terrorismo, il programma atomico e le relazioni con l’Occidente e gli Stati Uniti. Le dichiarazioni di Rowhani qui di seguito, abituali, non eccezionali, parlano da sé:

Repressione: il 14 Luglio 1999, nel pieno delle proteste del 1999, Rowhani disse che insultare Khamenei è “insultare l’Iran, l’Islam, i musulmani, la Costituzione e coloro che credono nell’Iran come madrepatria dell’Islam. Questi dimostranti sono troppo miserabili per essere chiamati rivoluzionari…. ieri, al tramonto, è stato emesso un ordine  perentorio di reprimere duramente qualunque movimento di questi elementi.”

Siria: il 17 Giugno 2013, proprio due giorni dopo le elezioni, in una conferenza stampa ha detto che il governo di Assad rappresenta i siriani.

Programma atomico: Rowhani ha detto chiaramente di aver ingannato l’Occidente  per avviare il programma atomico e che i progressi maggiori nel programma sono avvenuti quando lui era il negoziatore del regime per il nucleare.

8. Risultati delle elezioni

A.La speranza che il nuovo presidente cambi le politiche fondamentali del regime è completamente assurda perché:

Prima di tutto, non desidera farlo! Ma se anche lo volesse, ci sarabbe solo un modo per farlo ed è quello di limitare l’autorità del Leader Supremo e cambiare l’attuale ciclo del potere.

Per intraprendere ciò, il Presidente dovrebbe essere così potente da riuscire ad alterare la struttura del regime scavalcando la Costituzione, perché la Costituzione non conferisce al Presidente una tale autorità.

Tuttavia, la riduzione dell’autorità del Leader Supremo porterebbe velocemente al crollo dell’intero regime del Velayat-e faqih, compreso il suo presidente.

B.Ciononostante, questa elezione ha estremamente indebolito il regime e Khamenei. Sebbene Khamenei abbia evitato un’altra protesta con la scusa delle elezioni, vedrà arrivare una crisi molto più grave nel prossimo futuro.

Anche se il nuovo presidente è completamente inserito nel quadro del Velayat-e faqih, non essendo il candidato favorito di Khamenei, cambierà la polarità all’interno del regime e gli equilibri di potere degli ultimi anni. Intensificherà la lotta di potere all’interno del regime e aprirà la via alla protesta popolare e al rovesciamento del regime stesso.

 

 

 

 

 

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